di Mario De Michele
Che Cesario Villano abbia la faccia tosta di voler passare per il “buono” additando gli altri come i “cattivi” è l’ennesima conferma che a Cesa si vive nel mondo all’incontrario. In una specie di bolla cognitiva. Con un post sul suo profilo Fb l’architetto più pagato dal comune ha rivendicato con orgoglio (sic!) il lavoro svolto e ha sottolineato che il suo “compito è stato credere in una visione e sostenerla insieme ad altri”. Fin qui le solite chiacchiere e la consueta propaganda. Ma poi il Renzo Piano di Cesa, come viene definito con toni scherzosi, si è lasciato andare a considerazioni quanto meno fuori luogo. Ha esagerato. E non poco: “Ho dato – ha scritto Villano – ciò che potevo: presenza, supporto e consigli a chi me li ha chiesti. In cambio ho ricevuto ciò che hanno ricevuto tanti altri”.

L’INCARICO DIRETTO DA 77MILA EURO
Grazie alle inchieste di Italia Notizie sugli incarichi diretti ai parenti degli amministratori locali e ai politici organici alla maggioranza è venuto a galla che Villano, cugino omonimo di primo grado del neo assessore ai Lavori pubblici, all’Urbanistica e all’Edilizia scolastica, è stato il professionista meglio retribuito dalle amministrazioni griffate Enzo Guida. In un solo colpo ha incassato un affidamento diretto da 73mila euro, poi salito a oltre 77mila euro (link in basso). Il primo funzionario a conferirgli l’appalto fu Piero Cappello, coinvolto in un’inchiesta della Dda di Napoli con l’accusa di aver truccato le gare dei comuni di Calvi Risorta e Presenzano per favorire ditte considerate legate alla camorra. Il mega affidamento, il più redditizio della storia di Cesa, riguarda la progettazione dell’ex Palestra del Fanciullo. Dire, come ha scritto Villano nel post, che in cambio ha “ricevuto ciò che hanno ricevuto tanti altri” è una bugia smentita dalle carte e dalla determina di liquidazione del compenso (link in basso).

DOPO CAPPELLO APPRODA ALL’UTC PETRARCA
In seguito ai guai giudiziari di Cappello il ruolo di responsabile dell’area Lavori pubblici viene affidato a Giacomo Petrarca. Il nuovo capo dell’ufficio tecnico comunale “riaggiorna” il fascicolo sull’ex Palestra del Fanciullo. L’iter burocratico viene riavviato ma si conclude con lo stesso risultato di quello precedente: Cesario Villano riottiene l’incarico, nel frattempo salito a oltre 77mila euro (link in basso). Per non correre altri rischi il Renzo Piano in salsa cesana si premura di presentare il conto al comune. E la sua maxi fattura viene liquidata in tempi record da Petrarca. È dunque falso che il tecnico-parente-omonimo dell’assessore Villano in cambio abbia ricevuto “ciò che hanno ricevuto tanti altri”. Nessun altro professionista nella storia amministrativa locale ha mai intascato in una sola volta la bellezza di 77mila euro.

MEGA AFFIDAMENTO E AUTOGOL
Nel suo intervento social Villano aggiunge: “Non rinnego nulla del lavoro svolto e non me ne pento. Anzi, quando guardo a ciò che è stato costruito, non posso che sentirmi orgoglioso”. Beh, rinnegare o pentirsi per essersi messo nel portafogli 77mila in un colpo solo sarebbe incomprensibile anche nel mondo capovolto. Per un incarico diretto di tale portata c’è da brindare e festeggiare. Rinnegamenti o pentimenti non sono consentiti. Si fa cin-cin con parenti, incluso il cugino assessore, e amici, tra cui il sindaco Guida. E chi si è visto si è visto. Con annesso “ciaone” agli altri tecnici locali. Per buon gusto e senso della misura Villano avrebbe anche dovuto risparmiare ai cittadini di Cesa la tiritera vittimistica del mondo all’incontrario. “E questo mi basta – recita la parte conclusiva del suo commento Fb – per superare le meschinità e le schifezze che ogni giorno qualche delinquente tenta di riversarmi addosso”. Un autogol clamoroso forse dovuto alla padronanza in materia del cugino assessore che ha gestito i due progetti GOL promossi dalla provincia di Caserta come se fossero “cosa sua” riducendo i 96 tirocinanti a un grande bacino clientelare come si è poi visto dall’esito elettorale. Sia chiaro, se i 96 prescelti e le rispettive famiglie hanno votato per Villano per i 500 euro mensili per 6 mesi non sono vittime ma complici del “sistema” e prima o poi ne dovranno dar conto alle autorità competenti. “Nessuno si senta assolto”, direbbe un noto cantautore.

ALTRO AFFIDAMENTO DAL COMUNE DI CASERTA
Torniamo all’autogol del Villano architetto, al Renzo Piano di Cesa. Nel post ha scritto: “Ho dato ciò che potevo: presenza, supporto e consigli a chi me li ha chiesti”. Ed è proprio questo il punto. Passi la presenza, ma sul supporto e sui consigli non ci siamo. Per supportare e consigliare bisogna possedere esperienze e competenze lavorative pregresse. Mica si tira a indovinare? A maggior ragione se parliamo di un progetto importante come la riqualificazione dell’ex Palestra del Fanciullo. E qui casca l’asino, senza offesa per gli asini. Quando Villano ha incassato il mega incarico il suo curriculum vitae constava di due paginette, peraltro scritte male e con un uso creativo della punteggiatura, delle minuscole, delle maiuscole e delle parentesi, di cui appena mezza pagina era riservata alle esperienze lavorative. Quello che pubblichiamo in basso è il curriculum depositato al comune di Caserta in occasione di un affidamento diretto da 30mila euro conferitogli dall’ente della città capoluogo quando il sindaco era Carlo Marino del Pd, all’epoca anche presidente dell’Anci Campania, di cui Guida, anche lui dem, era membro del direttivo (link in basso).

UN CURRICULUM DA STROPICCIARSI GLI OCCHI
Come si può apprezzare, Villano già si distingue all’istituto Geometra dove si è diplomato con un performante 50/60, per poi laurearsi in Architettura con la strabiliante votazione di 96/110. Non ci è dato sapere in quali anni. Di solito il periodo in cui si conseguono i titoli di studio vengono sempre indicati. Sarà una dimenticanza. Spicca inoltre la buona capacità di scrittura e di espressione in francese e inglese. Già ci immaginiamo Villano in quella che è stata la sua edicola intento a leggere in lingua originale il monumentale “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust e il rivoluzionario “Ulisse” di Joyce, immerso nei flussi di coscienza dei celebri autori francese e irlandese. Una novità. In molti a Cesa ci raccontano che nella sua edicola era di solito impegnato a guardare film di ogni genere. Alla voce “Esperienza lavorativa” del curriculum di Villano di fatto c’è poco, per non dire nulla. Gli unici incarichi di rilievo sono quelli che gli sono stati conferiti dal comune di Cesa, in primis la progettazione dell’ex Palestra del Fanciullo, oltre alla riqualificazione di via Leonardo da Vinci e di altre strade comunali.

APPALTO ILLEGITTIMO E VOCABOLARIO TRECCANI
Si evince dunque che quando ha ottenuto il maxi incarico diretto per il restyling dell’ex Palestra del Fanciullo Villano non aveva alcuna sostanziosa esperienza lavorativa alle spalle. Ne consegue che quell’affidamento è illegittimo. Su questo punto il Codice degli appalti e le direttive dell’Autorità anticorruzione sono chiarissime: “Per affidare incarichi diretti il comune deve valutare le pregresse esperienze lavorative del professionista”. Di pregresso il Renzo Piano di Cesa aveva la moglie assunta al comune tramite i concorsi e il suo impegno politico in prima persona a sostegno di Guida e delle sue coalizioni. Alle comunali del 2020 si autodefinì il tredicesimo candidato della lista Nuova Primavera Cesana. Eppure Villano ha il coraggio di scrivere nel suo intervento social: “Quando guardo a ciò che è stato costruito, non posso che sentirmi orgoglioso. E questo mi basta per superare le meschinità e le schifezze che ogni giorno qualche delinquente tenta di riversarmi addosso”.
Vocabolario Treccani, delinquente, punto 2: “Persona d’animo malvagio e perverso, che ha attitudine al male, mascalzone”. Decisamente condivisibile.
IL POST DI CESARIO VILLANO

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