Tina Bove e Enzo Guida

Due processi. Due protagonisti principali. Due approcci diversi. Opposti. Enzo Guida brinda sulla sua pagina Fb di sindaco di Cesa per l’assoluzione in uno dei due procedimenti a suo carico con tanto di bottiglia di champagne in bella vista e un errore di numerazione orto-tipografico scritto a penna, commesso da qualcuno evidentemente appena alfabetizzato (foto in basso). Tina Bove, con sobrietà e amore materno, spiega con un misurato comunicato stampa che la sua vicenda familiare è sfociata in due processi e invita tutti a tutelare i figli, l’anello più fragile della lunga catena giudiziaria.

Da un lato la consueta spavalderia da bar dello sport del sindaco Pd, condita dal solito mix di mezze verità e mezze bugie. Dall’altro l’ex moglie che mira esclusivamente a fare chiarezza, tutelando lei, sommersa in questi anni dalla sassaiola dell’ingiuria del cerchio tragico, e salvaguardando la serenità di bambini indifesi, strumentalizzati senza ritegno e senza scrupoli per spostare gli equilibri della bilancia del consenso. Non è solo una questione di stile. È sostanza. È la dicotomia tra vita virtuale e vita reale. In quella virtuale si producono balle spaziali in quantità industriale. In quella reale sono in discussione i diritti di una donna e i sentimenti di ragazzini incolpevoli.

Enzo Guida

Dunque c’è poco da brindare. Non è il gioco della “carta vince, carta perde”. Non è roba da circolo ricreativo. Si dovrebbe stare alla larga dalla propaganda. Evitare spettacolarizzazioni, anche per non scatenare la pancia dei componenti del cerchio tragico, alcuni dei quali, è fatto notorio, si sono accaparrati posti fissi negli enti pubblici grazie alle spartizioni della prima Repubblica o a recenti concorsi comunali. Gente, senza qualità e titoli di studi solidi, che senza le spintarelle del potere starebbe raccogliendo i mozziconi di sigaretta o avrebbe intrapreso con successo la carriera di parcheggiatore abusivo. Sono gli stessi che hanno additato con disprezzo la signora Bove. Sono gli stessi che hanno assunto le fattezze dei lecca lecca, tifosi sfegatati che non perdono l’occasione social per stare dalla parte “giusta” e per sdebitarsi dei favori ricevuti.

Tina Bove

Mentre Enzo Guida dà la stura all’immancabile campagna autocelebrativa, Tina Bove ricostruisce la verità dei fatti anteponendo a tutto la serenità dei figli. “La mia vicenda familiare, mio malgrado, – ha scritto ieri in una nota stampa – è divenuta oggetto di interesse pubblico. Per tutelare la serenità mia e dei miei figli, ritengo necessario chiarire che essa ha dato luogo a due distinti procedimenti penali. Il primo ha visto il mio ex marito imputato per lesioni, atti persecutori e diffamazione ai miei danni, in concorso con il padre. Tale processo si è definito con l’accertamento dei fatti denunciati e la conseguente condanna da parte del Tribunale di Napoli Nord ed è ancora pendente dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, a seguito di rinvii richiesti dall’imputato”.

Erika Alma

Pur non avendo ancora sottomano il dispositivo della sentenza di ieri, quello che emerge senza tema di smentita è che Erika Alma, attuale compagna di Guida, è stata assolta per intervenuta prescrizione. Non solo. Una delle parti lese avrebbe ritirato la querela in seguito a un accordo economico con il sindaco. Il soggetto in questione avrebbe intascato 20mila euro. Non è escluso che il dietrofront di uno dei denuncianti generosamente retribuito abbia incanalato il processo su una china positiva per il primo cittadino e per gli altri imputati. In ogni caso, senza affondare la lama e con la massima correttezza, la signora Bove si limita a precisare che il processo più spinoso per Guida è tuttora in corso in Appello. In un altro procedimento il sindaco è stato condannato a 2 anni in primo grado per stalking, lesioni e diffamazione. In Appello i tempi si stanno allungando più del solito perché la fascia tricolore ha chiesto e ottenuto già per ben tre volte il rinvio delle udienze adducendo varie motivazioni. In secondo grado le udienze vengono rinviate di 6 mesi in 6 mesi.

Anche alla persona più in buonafede del mondo sorgerebbe il dubbio che le perdite di tempo siano finalizzate alla prescrizione. Una persona innocente – Guida lo è fino al terzo grado di giudizio – si difenderebbe in aula per dimostrare la propria non colpevolezza. Appigliarsi agli impedimenti ostacola l’accertamento della verità in tempi certi. Pervenire a una sentenza sarebbe per lo stesso Guida, in caso di assoluzione, un modo per riabilitare la sua figura di padre e di marito. Impedire invece che la giustizia faccia il suo corso, utilizzando lo “scudo” degli impedimenti, non solo limita i diritti della sua ex consorte ma fa apparire il sindaco cinico e non incline a far emergere, una volta e per tutte, la verità giudiziaria.

“Ieri – aggiunge Bove nel suo post Fb – si è definito un secondo procedimento per ulteriori reati e prendo atto della decisione assunta dal Tribunale che ha dichiarato la prescrizione del reato di diffamazione a carico di Alma e assolto gli imputati per gli altri capi di imputazione. Attendo il deposito delle motivazioni, nel rispetto delle istituzioni e del lavoro della magistratura, avendo agito esclusivamente sempre e solo per la tutela dei miei diritti fondamentali e della sicurezza mia e dei miei figli che confido saranno adeguatamente tutelati nella loro riservatezza e serenità dalla stampa e dalla comunità tutta”.

L’ex moglie del sindaco non avrà mai alcuna voglia di brindare. Né di esibire lo scalpo di Guida in caso di conferma della condanna in Appello del primo cittadino. Chiede giustizia. Niente di più, niente di meno. Ma il primo obiettivo della signora Bove è la salvaguardia dei figli. Altro che champagne social. Altro che propaganda. E non è soltanto una questione di stile. È una questione di qualità.

Mario De Michele

IL POST DI IERI DI ENZO GUIDA

IL COMUNICATO STMPA DI TINA BOVE

La mia vicenda familiare, mio malgrado, è divenuta oggetto di interesse pubblico. Per tutelare la serenità mia e dei miei figli, ritengo necessario chiarire che essa ha dato luogo a due distinti procedimenti penali. Il primo ha visto il mio ex marito imputato per lesioni, atti persecutori e diffamazione ai miei danni, in concorso con il padre. Tale processo si è definito con l’accertamento dei fatti denunciati e la conseguente condanna da parte del Tribunale di Napoli Nord ed è ancora pendente dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, a seguito di rinvii richiesti dall’imputato. In data odierna si è invece definito un secondo procedimento per ulteriori reati e prendo atto della decisione assunta dal Tribunale che ha dichiarato la prescrizione del reato di diffamazione a carico di Alma e assolto gli imputati per gli altri capi di imputazione. Attendo il deposito delle motivazioni, nel rispetto delle istituzioni e del lavoro della magistratura, avendo agito esclusivamente sempre e solo per la tutela dei miei diritti fondamentali e della sicurezza mia e dei miei figli che confido saranno adeguatamente tutelati nella loro riservatezza e serenità dalla stampa e dalla comunità tutta.

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