Una comunità straziata dal dolore e ricolma di vicinanza(e di commozione) si è stretta intorno ai familiari di Alessio Boni, il giovane infermiere, impegnato nel sociale, morto prematuramente a causa di uno shock anafilattico. La chiesa di S. Felice, stamane a Gioia Sannitica, a fatica, è riuscita a contenere la marea di persone che hanno partecipato ai funerali del giovane ventitreenne (tanti sono rimasti fuori). Non era facile celebrare le esequie o, meglio, “spiegare” quella morte, quel sorriso( la parola più ricorrente ovunque) strappato alla vita terrena ed all’affetto della famiglia e dei tanti amici in una giornata di lutto cittadino decretato dal sindaco. Ci ha provato Don Pasquale Lunato, cugino della madre, che ha presieduto la cerimonia religiosa concelebrata con don Iosif Varga e don Antonio Sasso. Un compito aiutato dalle letture scelte (Sapienza-paragrafo 3 e Giovanni, 14) i cui spunti hanno fatto da apripista all’omelia. A volte- ha detto Don Giuseppe- la vita ci mette in crisi ed è forte la tentazione di mettere sotto processo Dio che comprende le nostre sofferenze quello che serve è la Speranza , non la piccola speranza. Non solo con la vita, che è fragile, ma anche la sua morte è un dono per ognuno di noi. Noi andiamo in crisi perché la guardiamo con la nostra visuale e non quella del Signore (“venite affaticati ed oppressi e vi ristorerò..). Alessio è stato un dono di bellezza e generosità : la grandezza la si vede in questa tanta solidarietà dimostrata, nella vicinanza, ringrazio il sindaco e l’amministrazione comunale. Alessio sospira di infinito, la sua giovinezza rifiorisce accanto al signore: era un giovane che amava la vita e perciò un rivoluzionario. Ringraziamo il Signore per questo benefattore di umanità, per questa messaggero, profeta ed angelo di pace che non ci ha tolto ma nascosto. Grazie Alessio per quello che sei stato e sarai per noi. Dopo 40 anni non celebro le esequie funebri ma quelle della Speranza” ha concluso A nome della comunità religiosa è stato Don Iosif a farsi portavoce della vicinanza ai familiari Don Giuseppe Oropallo,molto legato ad Alessio, sta rientrando da Lourdes ndr): “ non lo conoscevo molto, ma la sua qualità che mi ha colpito è stata quella del sorriso, così impresso nel cuore dei familiari e degli amici. Alessio ha unito il paese, non gli piaceva la divisione ed anche da lassù ci è vicino perché l’amore non ha barriere”. Quel sorriso, che ha unito, era stampato all’ingresso della chiesa ed in uno striscione appeso davanti all’abitazione:”Alesso continua a sorridere per noi” vi era scritto. Un’assenza che sarà sempre presente.
Michele Martuscelli














