Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) è al fianco della Comunità dei Felicioni, la casa famiglia nata a Trentola Ducenta (Caserta) in uno stabile confiscato a un boss della camorra. Il sindaco del paese, denuncia il Cnca, vorrebbe cacciare la comunità “per dare la possibilità ad altre associazioni” di usufruire della struttura.
“Pare quasi che, per il sindaco, il problema sia più la Comunità dei Felicioni che la camorra” dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento. “Da dieci anni questa esperienza accoglie decine di bambini e ragazzi in grande difficoltà – spiega – molti dei quali poi affidati a famiglie del territorio. Quando decisero di prendere in consegna il bene confiscato, i promotori della comunità fecero qualcosa che nessun altro, nel casertano, aveva avuto allora il coraggio di fare. E’ difficile immaginare qualcosa di maggiore ‘utilità sociale'”. “Oggi si festeggiano nella sede della comunità i dieci anni dalla nascita, con la presenza di don Ciotti e don Albanesi – conclude il presidente del Cnca – siamo in attesa della decisione del Consiglio di stato, dopo che già il Tar del Lazio ha bloccato lo ‘sfratto’ tentato dalla giunta comunale. Noi stiamo con la Comunità dei Felicioni”.