La scrematura c’é stata. E pure duplice: circa il 20% dei candidati non si è presentato all’appuntamento e tra quelli che hanno partecipato solo 1 su 3 é riuscito a conquistare il punteggio necessario per andare avanti: 35/50. Il “concorsone” della scuola, assente da ben 13 anni, ha mosso stamani il primo passo con la prova di preselezione, per via telematica. Un passaggio che ha dato i risultati attesi. “Ci aspettavamo esattamente – dicono al ministero – una percentuale di ‘successo’ intorno al 30%”, più o meno quella raggiunta anche nel concorso per dirigenti scolastici. Nel centro-Nord performance migliori che al Sud.
La Toscana con il 44% di ammessi vanta i migliori risultati, Basilicata e Campania mostrano una più modesta percentuale, tra il 20 e il 21%. Il sistema comunque ha retto. Non si sono registrate – assicura viale Trastevere – difficoltà tecniche, nonostante la gigantesca macchina messa in piedi con circa 49.000 postazioni Pc attive nelle scuole. Soddisfatto il ministro Profumo. “Quando l’amministrazione pubblica, e in questo caso il personale della scuola, viene adeguatamente motivata e responsabilizzata la risposta è eccezionale e fortemente positiva in termini di professionalità e innovazione. I primi risultati di questa giornata di prove preselettive – ha commentato – dimostrano questo. L’Italia è pronta, ha bisogno soltanto di una leadership in grado di prendere con coraggio le decisioni capaci di rimettere il Paese al passo con le nazioni più moderne”. Quanto ai test, giudizi discordanti: alcuni concorrenti li hanno ritenuti fattibili, altri molto difficili, in parecchi hanno storto il naso davanti ai quiz che sondavano capacità logica e competenze digitali. Mista la platea dei candidati: ben i due terzi degli aspiranti insegnanti che hanno fatto domanda di partecipazione al concorso non provengono, infatti, dalle graduatorie a esaurimento, fanno altri lavori e in parecchi casi non hanno mai insegnato. A Napoli, all’istituto ‘Fortunato’ non è stato ammesso a sostenere la prova un candidato che è arrivato con due minuti di ritardo. A Firenze i candidati hanno ricevuto un “in bocca al lupo” via Facebook dal sindaco, Matteo Renzi. A Palermo anche una giornalista, un architetto e un docente universitario a contratto hanno sostenuto la prova nell’istituto alberghiero Pietro Piazza mentre nella Capitale è capitato pure che un candidato si sia accanito contro il Pc, prendendolo a calci, in un attacco d’ira. I “promossi” dovranno ora aspettare il 15 gennaio per conoscere il calendario delle prove scritte. E queste saranno, invece, relative alle discipline oggetto di insegnamento per ciascun posto o classe di concorso. Intanto, Famiglia Cristiana ha bocciato decisamente quello che definisce un “concorso-beffa”. “Non importa la preparazione specifica per cui si è studiato e spesso insegnato, né importano – rileva il settimanale cattolico – competenze pedagogiche o tecniche di insegnamento. No, conta soltanto una mente allenata a quiz all’anglosassone. Su questa base saranno inclusi ed esclusi dai posti a concorso gli insegnanti di domani”. Al punto che secondo Famiglia Cristiana sarebbe stato “più onesto” organizzare una “lotteria”. Domani si continua con la seconda e ultima tranche di candidati.