In altri paesi “a volte ritornano”. Ad Orta di Atella tutto continua a ruotare attorno a Angelo Brancaccio. E alla luce degli ultimi eventi politico-amministrativi, con l’assessorato ai Lavori pubblici al sarto Antonio Chianese e il dietrofront di Giovanna Migliore, riapprodata in maggioranza dopo meno di un anno trascorso all’opposizione, il futuro della città atellana sembra ormai segnato. Non si scappa dalla fitta ragnatela dell’ex sindaco. L’opinione pubblica è sgomenta e incredula perché non sono bastate una condanna a 8 anni per associazione mafiosa, in quanto “intraneo” alla cosca dei Casalesi, e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a tenere lontano Brancaccio dal centro del potere politico locale. Una situazione mai vista neppure a Casal di Principe o a Corleone, dove gli arresti dei capiclan, peraltro di caratura criminale mondiale, ha ugualmente determinato un effetto domino sulle amministrazioni comunali, aprendo nuove stagioni e un cambiamento radicale nell’assetto di gestione delle città. Renato Natale docet.

Ad Orta di Atella, caso unico in Italia, Brancaccio non è uscito, né è stato allontanato dai giochi di potere. E mai come oggi è il centro di gravità permanente della politica. Non si tratta di supposizioni. Non sono illazioni. Tanto meno ricostruzioni fantasiose. I ruoli amministrativi e gli incarichi pubblici, alias i fatti, descrivono con chiarezza solare la realtà. Non vede soltanto chi finge di non vedere e volge lo sguardo da un’altra parte. E qui una domanda circola con insistenza tra la gente: perché gli organi preposti non notano quello che vedono tutti? È impossibile dare una risposta razionale. Verrebbe naturale rovistare nello sgabuzzino della fantapolitica o del complottismo. Ne facciamo volentieri a meno. Ci interessa riportare i fatti. Il vicesindaco Pasquale Pellino e gli assessori Tonino Russo e Annalisa Cinquegrana sono stati indicati e sono tuttora sostenuti da Brancaccio. 3 membri su 6 della giunta. La metà. I consiglieri comunali Nicola Russo, Anna Cirillo, Raffaella D’Ambrosio e Giovanna Migliore fanno capo a Brancaccio. 4 esponenti su 8 della maggioranza. La metà.

Numeri alla mano il sindaco Antonino Santillo per andare alla toilette deve chiedere il permesso a Brancaccio. E Santillo, per il tramite di suo cugino Gianfranco Piccirillo, prima brancacciano di ferro, poi suo rivale, oggi votato di nuovo al Brancaccianesimo, è il sindaco di Orta di Atella per il solo fatto di indossare la fascia tricolore. Mica finisce qui. Il presidente dell’Acquedotti, azienda in house a maggioranza pubblica, con il comune di Orta di Atella che detiene gran parte delle quote, è stato sponsorizzato da Brancaccio. Si tratta di Francesco Petrella, “storico” avvocato di fiducia dell’ex fascia tricolore. La società idrica gestisce appalti milionari. Non contento di aver fatto il nome del numero uno dell’Acquedotti, Brancaccio ha prescelto anche il componente del Comitato tecnico-scientifico. Il fortunato è Francesco Cirillo, padre della consigliera Anna, come detto anche lei brancacciana doc. Un secondo dopo il suo ingresso nel Cts dell’Acquedotti, Cirillo senior ha iniziato a scorrazzare Brancaccio ovunque. Una sorta di autista personale pagato con i soldi dei cittadini.
Intanto per Carlo Mozzillo la Befana è arrivata in anticipo. Con decreto sindacale di oggi 5 gennaio, Santillo gli ha conferito anche per tutto il 2026 l’incarico di capoarea del settore amministrativo (link in basso). Il dipendente comunale è già responsabile del Centro elaborazione dati (Ced). Chi è Carlo Mozzillo? Com’è diventato responsabile Ced? Lo spiega lo stesso Brancaccio in una conversazione del 2015 con il sottoscritto, registrata con il consenso dell’ex primo cittadino. Nessuno spazio all’interpretazione. Nessun dubbio: “L’ho fatto assumere io tramite un concorso truccato”. Brancaccio spiega a chiare lettere il perché? “Mi serviva l’appoggio di una parte della minoranza e in cambio mi fu chiesto il posto di lavoro per Carlo Mozzillo”.

Dieci anni dopo lo stesso Mozzillo, quello assunto da Brancaccio grazie a un concorso truccato, sarà anche per il 2026 a capo del primo settore comunale, quello amministrativo, con tanto di indennità di mansione in busta paga. Merito della Befana o di Babbo Natale? Sì, se si vuole credere alle favole, se si continua a volgere lo sguardo dalla parte sbagliata. Ennesima domanda spontanea: perché si persevera nel guardare dal lato erroneo? Risposta impossibile. Almeno per il momento. In ogni caso errare è umano, perseverare è diabolico, a maggior ragione di fronte a fatti irrefragabili, fatti che solo per Nietzsche sono “sempre interpretazioni”. Ma il geniale pensatore tedesco era un filosofo, non si dedicava alle cose terrene, di cui dovrebbero occuparsi le autorità competenti. A ognuno il suo mestiere. “A ciascuno il suo”, osserverebbe con amarezza Sciascia.
L’audio che pubblichiamo in basso è originale e verificabile. Ed è a disposizione della magistratura. Tutto è lineare e coerente con lo stile Brancaccio. Anche la parte in cui racconta la sua “crisi di coscienza” per l’assunzione truffaldina di Mozzillo e gli annessi “salti dal letto nel sonno”. Tutto fila liscio. Se il taroccamento del concorso è un reato prescritto, su cui almeno sul piano penale non si può indagare, resta irrisolto il problema iniziale. In altri paesi “a volte ritornano”. Ad Orta di Atella tutto continua a ruotare attorno a Angelo Brancaccio. Incluse le “crisi di coscienza” e il ridicolo, se non fosse tragico, tentativo di farsi passare per vittima.
Mario De Michele
L’INCARICO A CARLO MOZZILLO
L’AUDIO DI ANGELO BRANCACCIO












