Cesario Villano

Dal vaso di Pandora del programma GOL approvato dalla Provincia di Caserta e scoperchiato da un’inchiesta di Italia Notizie potrebbero uscire irregolarità a go-go. Il progetto per la Garanzia di occupabilità dei lavoratori è stato curato in prima persona dal consigliere delegato alla Formazione Cesario Villano, leader casertano di Azione e esponente di maggioranza dell’amministrazione comunale di Cesa. E, guarda un po’, i 41 nomi ammessi all’iniziativa, che prevede 500 euro al mese per 6 mesi per ogni partecipante, sono tutti di Cesa. Dei 41 prescelti 23 sono stati impiegati proprio presso la città capitanata dal sindaco Pd Enzo Guida, altri 11 ad Aversa, 7 nella confinante Sant’Arpino. Tutti a pochi passi da casa.

Cesario Villano e Enzo Guida

Com’è stato possibile? Il bando dell’ente dell’ex Saint Gobain era rivolto ai residenti nei comuni casertani e della Campania. Soltanto Terra di Lavoro è composta da 104 paesi. Ammettere 41 persone di Cesa su 41 posti disponibili è come se la pallina della roulotte si fermasse per mille volte di fila sullo zero. Statisticamente impossibile. Mai avvenuto in nessun casinò del mondo. A tutti sorgerebbe il legittimo dubbio che il gioco sarebbe truccato. E allora qual è il trucco nel caso del programma GOL provinciale? A quanto parte, i 41 ammessi sarebbero stati “ripescati” dalla graduatoria del progetto GOL di Cesa. Obiettivo: accontentare altre 41 persone non rientrate nell’iniziativa del comune dove il consigliere provinciale Villano è consigliere di maggioranza, a sostegno della coalizione del dem Guida che sarà ricandidato a sindaco alle comunali del prossimo maggio. Mentre Villano correrà nuovamente per riconquistare un posto in assise nella speranza di tornare in giunta.

A Cesa infatti sono pervenute circa 200 richieste, ma i posti disponibili ammontavano a 102. Che fare? Semplice. “Dirottare” una parte degli esclusi sul progetto GOL della Provincia di Caserta per “assorbirne” altri 41. In questo modo tra l’iniziativa comunale e quella provinciale il numero dei beneficiari di Cesa è salito addirittura a 143. Un escamotage studiato a tavolino. Un gioco di prestigio alla Harry Potter. Ma per legge i richiedenti vengono ammessi al programma GOL tramite avviso pubblico. Non è previsto lo scorrimento della graduatoria di un comune. Per di più di un solo comune, quello di Cesa, dove, guarda caso, è consigliere di maggioranza il delegato provinciale, guarda caso, proprio alla Formazione. Al netto dell’inopportunità politica, che basta e avanza per gridare allo scandalo, se le nostre informazioni fossero confermate, si profilerebbe una mastodontica illegittimità procedurale, con l’inevitabile annullamento dell’iter burocratico e della graduatoria. Per non parlare di eventuali risvolti penali.

Anacleto Colombiano

Su questa vicenda serve l’intervento immediato di qualche consigliere provinciale di buona volontà, ovvero perbene. È necessario un accesso agli atti amministrativi. Bisogna vederci chiaro. Nel frattempo sarebbe auspicabile che il presidente della Provincia Anacleto Colombiano, che ci auguriamo sia estraneo ai fatti, apra un’indagine interna. Serve la massima trasparenza. Sono in ballo 123mila euro di soldi pubblici. Trasformare i progetti GOL in atti clientelari in vista delle comunali di maggio sarebbe una vergogna politica e un disastro amministrativo. È doveroso garantire l’occupabilità dei lavoratori che posseggono i requisiti per accedere ai progetti e che vertono nelle condizioni economiche per essere ammessi. È una questione di merito, non di santi in paradiso. Colombiano, sei ci sei batti un colpo.

“Ça va sans dire”, noi lo andiamo scrivendo da anni, che a Cesa il “sistema” dello scorrimento delle graduatorie dei concorsi comunali ha consentito l’assunzione a tempo indeterminato in altri enti locali del marito del vicesindaco Giusy Guarino, della moglie di Cesario Villano, “13esimo candidato” della lista di Guida, di Antonio Borzacchiello, candidato non eletto della lista di Guida, e del cognato del fratello del sindaco, che ha incassato il posto fisso proprio al comune di Cesa. La stessa brutta storia si è ripetuta anche in Provincia? Lo sapremo presto. Appuntamento alla prossima puntata.

Mario De Michele
(continua…)

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