Altro che solo cose belle. Il comune di Cesa finisce sulla pagina Fb dell’associazione antimafia Antonino Caponnetto per l’appalto da oltre 2 milioni di euro per la rete fognaria (clicca qui per il link e foto in basso). Il sodalizio, noto e apprezzato in tutt’Italia per il suo impegno contro la criminalità organizzata, lo scorso 12 gennaio ha pubblicato un post con gli esiti delle perizie dei consulenti del pm Maurizio Giordano della Dda di Napoli, nell’ambito del processo a carico dell’ex sindaco di Calvi Risorta Giovanni Rosario Lombardi e di altre 12 persone coinvolte nell’inchiesta su appalti truccati e somme di denaro distratte per eludere le disposizioni antimafia. Tra gli imputati figura Piero Cappello, poi assunto a Cesa e dove tuttora è funzionario. Dinanzi alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Luciana Crisci con a latere Valerio Riello e Luca Vitale, i due periti hanno passato al vaglio diversi appalti aggiudicati a Calvi Risorta, Presenzano e Cesa.

“ESPORTATO A CESA IL SISTEMA CAPPELLO”
Per i periti della Dda di Napoli il funzionario comunale Cappello ha di fatto “esportato” a Cesa il “Sistema” di Calvi Risorta. La prossima udienza del processo è prevista per il mese prossimo. Tra gli altri sono imputati il sindaco di Calvi Risorta Lombardi, il suo vice Giuliano Cipro, Piero Cappello, allora capo dell’Utc e già presidente del Consorzio Asi di Caserta, e gli imprenditori Francesco Verazzo, Raffaele Pezzella, Tullio Iorio, Francesco Di Fiore, Gennaro D’Ascenzio, Carlo D’Amore e Carmine Petrillo. Le accuse mosse dai sostituti procuratori antimafia Graziella Arlomede e Maurizio Giordano vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, turbata libertà della scelta del contraente, falso in atto pubblico, false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, riciclaggio, favoreggiamento, intestazione fittizia di società.
I PERITI DELLA DDA: “GRAVI IRREGORITÀ”
Dalle risultanze delle perizie è emerso un quadro criminale a dir poco inquietante: elenchi modificati, documenti mancanti, variazioni di progetto non giustificate. Dopo aver ricostruito l’aggiudicazione di appalti a Calvi Risorta, dove Cappello era responsabile dell’ufficio tecnico, i consulenti della Dda di Napoli attraverso un lavoro certosino passano al vaglio con minuzia di particolari l’appalto di Cesa da oltre 2 milioni di euro per la rete fognaria. Secondo la ricostruzione della Dda il “Sistema Cappello” è di esportazione. “Non ci fu una procedura negoziata – hanno spiegato i periti – ma l’affidamento con procedura aperta. Abbiamo proceduto all’analisi dell’interpello perché la ditta cui fu affidato l’appalto venne colpita da interdittiva. Si fece un interpello contestuale con l’invito di 5 operatori economici anziché procedere con lo scorrimento delle graduatorie e ne aderirono due. Nel frattempo i prezzi dei materiali aumentarono e venne richiesto l’adeguamento da una delle due ditte, adeguamento non concesso dalla stazione appaltante e la seconda ditta la Costruzioni generali Sud di Iorio si aggiudicò l’appalto. Non c’era traccia dell’accettazione dell’adeguamento dei prezzi. Altra anomalia è che il comune di Cesa sapeva che doveva procedersi a variante per l’individuazione di sottoservizi e dopo aver contrattualizzato ha apportato la variante ed il dirigente anche in questo caso era Cappello”.

L’INCARICO FIDUCIARIO DI GUIDA A CAPPELLO
L’ingegnere Piero Cappello, molto vicino al Pd, il fratello Enzo è stato segretario provinciale del partito, è approdato ai vertici dell’Utc del comune di Cesa in seguito all’incarico fiduciario conferitogli dal sindaco dem Enzo Guida in base all’ex articolo 110 del Testo unico degli enti locali. Con sentenza n. 4/2024 il Tar del Molise, chiamato a pronunciarsi su un altro ente locale, ha precisato la natura fiduciaria della selezione tramite art. 110, stabilendo che si tratta di una scelta discrezionale del sindaco. In pratica Cappello è stato indicato direttamente da Guida. Il funzionario a contratto è stato successivamente assunto a tempo indeterminato a Cesa grazie ai famosi concorsi comunali indetti dalla squadra di governo capeggiata da Guida. Dopo lo scorrimento delle graduatorie, ampiamente prevedibile, hanno ottenuto il posto fisso i parenti strettissimi di amministratori locali e di politici di maggioranza, tra cui Carlo Perfetto, marito del vicesindaco Giusy Guarino, e Maria Teresa Marrandino, moglie di Cesario Villano, cugino omonimo dell’assessore ai Lavori pubblici e architetto che ha intascato incarichi professionali diretti per un totale di circa 100mila euro. L’ex assessore Villano, oggi consigliere del team di Guida, è recentemente assurto agli onori della cronaca in seguito all’inchiesta di Italia Notizie sul programma provinciale GOL (Garanzia occupabilità dei lavoratori). Villano è infatti anche consigliere provinciale alla Formazione, oltre che segretario casertano di Azione. Dei 41 ammessi al progetto GOL tutti e quarantuno sono di Cesa. Anche il più ingenuo del mondo griderebbe allo scandalo.

IL FUTURO CESANO E IL FUTURO DI BORZACCHIELLO
Tra le persone assunte grazie ai concorsi comunali spicca anche Antonio Borzacchiello. Il rampante giovane, promotore della sigla Futuro Cesano, candidato non eletto alle ultime comunali nella lista di Guida, si è piazzato a vita, beato lui, al comune di Mondragone. In precedenza Borzacchiello si è messo in saccoccia la bellezza di 17mila euro per il servizio di comunicazione digitale del comune di Cesa, pari a 549 euro al mese, pur non essendo in possesso, almeno così pare, dei titoli professionali, ma soprattutto grazie a incarichi diretti illegittimi, in quanto affidati in palese violazione del Codice degli appalti e delle direttive dell’Autorità nazionale anticorruzione. Ovviamente il gruppo Futuro Cesano è tra i più entusiastici sostenitori della ricandidatura a sindaco per la terza volta consecutiva dell’attuale fascia tricolore alle elezioni della prossima primavera. Largo ai giovani. Ma soltanto a quelli vicini a Guida.
Tornando a Piero Cappello, va ricordato che attualmente l’ingegnere prescelto da Guida è funzionario del comune di Cesa. Come detto, prima ottenne l’incarico fiduciario del sindaco, poi si è piazzato al primo posto del concorso per istruttore direttivo tecnico. Il dipendente comunale di fiducia del sindaco Guida è finito nel mirino dell’associazione antimafia Antonino Caponnetto. Ora si spera che il prestigioso sodalizio non venga accusato dagli esponenti della maggioranza di “creare un clima infame”. Fare le vittime al cospetto di coloro i quali sono veramente impegnati in prima linea contro le cosche in memoria del numero uno del pool antimafia di Palermo sarebbe davvero troppo. Anzi, sarebbe un vero schifo.
Mario De Michele
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