Nemmeno i bambini dell’asilo sono così puerili. L’ennesima riprova che è andata ‘a pazziella ‘mmane ‘e criature, per dirlo in vernacolo napoletano. Ben oltre l’infantilismo della politica. Quella che dovrebbe essere sulla carta la classe dirigente è in realtà una classe della scuola materna. E la tanto decantata “generazione dei 40enni” non è altro che un gruppo di quattro amici viziati al bar. Per buona pace di frasi fatte e slogan vuoti. L’ultima bambinata carnevalesca è incarnata dalla convocazione del tavolo del centrosinistra di Aversa per il prossimo 12 febbraio. L’invito è partito da Vincenzo Angelino, leader del circolo Pd normanno. Più che un’iniziativa politica è un altro dispettuccio a Olga Diana, che ha nei giorni scorsi ha riunito le forze politiche e civiche del centrosinistra e che aveva già ampiamente annunciato un secondo incontro proprio per il 12 febbraio. Il primo vertice fu disertato dai dem, dai 5 Stelle e da Allenza Verdi e Sinistra.

I democrat, come spesso accade poco democratici, non parteciparono perché la riunione fu indetta da Diana. Un sacrilegio. La candidata alle regionali di Avanti ed esponente di spicco del Psi non doveva “permettersi” di anticipare il Pd, autoproclamatosi partito egemone o piuttosto padre-padrone del centrosinistra aversano. Il primo incontro, al quale presero parte Casa Riformista e La politica che serve, apparve ai dem un rospo troppo grande da ingoiare. E quindi si attuò l’operazione boicottaggio sulla scorta di un consolidato assunto apodittico: “La linea del centrosinistra la detta il Pd, gli altri devono accodarsi”. “O così. O Pomì”, recitava una vecchia reclame. Ma la politica non dovrebbe essere una salsa di pomodoro. Non dovrebbe, appunto. Purtroppo lo sta diventando.

E quindi i dem aversani, oltre all’operazione boicottaggio dell’iniziativa di Diana, hanno avviato anche il solito gioco alla delegittimazione. Nella nota stampa di accompagnamento alla convocazione della riunione-dispettuccio Angelino è categorico: “Tentativi e fughe in avanti – una nota – non vedranno mai di buon grado la nostra partecipazione, anche perché la storia recente ci consegna un’amministrazione nata in quel modo e la storia e direi anche l’epilogo è sotto gli occhi di tutti”. Prima di condannare senza appello la presunta fuga in avanti di Diana, il segretario Pd rimette le cose a posto, ovviamente dal suo punto di vista dogmatico: “Riteniamo che ci sia bisogno di lavoro vero, sui contenuti e sui programmi e poi ci concentreremo su altri argomenti e naturalmente lo faremo con la centralità che il partito democratico ha da sempre nella coalizione di centrosinistra”.
In altre parole la Terra degli altri partiti e movimenti civici ruota attorno al Sole dem. Non a caso l’incontro-dispettuccio si terrà nella sede del Pd, unico luogo dell’universo dove è concessa la libertà vigilata di parlare di politica. “O così. O Pomì”. È la solita salsa. Chef stellati Stefano Graziano e Marco Villano. Buon appetito.
Mario De Michele












