
di Mario De Michele
A volte una foto dice più di tante parole. Da uno “scatto” si comprende quasi tutto. Spesso basta un clic per strappare il velo dell’ipocrisia, per cestinare il gomitolo delle bugie. E così, mutuando Tolstoj, all’improvviso tutto appare chiaro, la verità prende forma e la propaganda si trasforma in spazzatura maleodorante. Dalle foto dei sostenitori di Enzo Guida che da giorni stanno inondando Fb balza agli occhi un fenomeno “nuovo”, mai avvenuto prima nella storia politico-amministrativa di Cesa. In pratica tutti i poteri forti, dai “pesci piccoli” a quelli grandi passando per quelli di medio livello, si sono schierati con il sindaco che sarà in prima fila per la terza volta consecutiva alle comunali in programma molto probabilmente il prossimo maggio.

Mai in passato tutti gli imprenditori, o quasi, hanno scelto un unico campo. Mai in precedenza hanno puntato tutte le fiches su un solo candidato alla fascia tricolore. È come se Guida fosse un super magnete al neodimio, un centro di gravità permanente, per dirla con Battiato. Se il sindaco uscente cavalca la tigre immaginifica di una narrazione imperniata sul “dopo di me il nulla”, legata a doppio filo allo slogan “prima di me il nulla”, gli imprenditori locali, in primis i “pesci piccoli”, hanno investito tutto su Guida, come se dopo di lui per loro non ci fosse un domani o prosaicamente non ci fosse più trippa per gatti.

Ma ovviamente c’è di più. La scelta di campo univoca dipende anche dal carrierismo e dal rampantismo imperanti, cifre distintive in particolare della generazione dei 30enni e di quella dei 40enni: “giovani-vecchi” e imprenditori disposti a tutto per venerare ogni santo giorno il dio denaro. Ed ecco che a pochi mesi dal voto si registrano adesioni social alla coalizione di Guida connotate da un trasformismo senza precedenti. Ai tradimenti familiari di novelli costruttori che negli ultimi 10 anni hanno fatto carriole si soldi, si aggiungono imprevedibili salti della staccionata, con pseudo-imprenditori, figli di imprenditori veri, che per la sola promessa della trasformazione di un pezzo di terreno agricolo in edificabile in località Arena hanno indossato in extremis la maglietta “sole cose belle” dopo aver etichettato Guida con epiteti di ogni tipo, irripetibili in questa sede per evitare di trasformare la nostra testata in un sito porno.

Voltafaccia ancora più deprecabili perché in alcuni casi si tratta di gente che, grazie all’ingente eredità paterna, potrebbe campare di rendita e far campare di rendita i figli, i nipoti e i pronipoti. Vendersi è sempre imperdonabile, ma vedersi quando non ce n’è bisogno è meschino. È il sintomo del virus che nell’ultimo decennio ha infettato un’economia locale stretta nella morsa mortale del “do ut des”. In questo mare magnum ai “pesci piccoli” non resta altro che andare sul sicuro, optare per Guida, l’usato garantito. È in gioco la loro sopravvivenza. Ma non si facciano troppe illusioni. Si tratta di piccoli-borghesucci. “Cara piccola borghesia, prima o poi il vento ti spazzerà via” (Cit. Claudio Lolli). E calerà il sipario su imprenditori di cui nessuno sentirà la mancanza perché in realtà sono “prenditori” che hanno sempre e solo pensato a rimpinguare i loro portafogli senza mai contribuire alla crescita economica della comunità. “Tutto per me, niente per gli altri”, il loro stile di vita, se di stile e di vita si può parlare.
Sul versante opposto sta nascendo una coalizione, che sarà presentata nei prossimi giorni, ancorata a tutt’altri valori e formata da persone totalmente estranee alla logica dell’affarismo. Nessuno dei promotori considera Cesa in Comune come il taxi per fare soldi o per acquisire potere. Meno che mai si può tacciare Giuseppe Fiorillo, candidato sindaco dello schieramento civico, di essersi rimesso in gioco per interessi personali. La sua storia familiare, professionale, sociale, politica e amministrativa parla per lui. C’è poco da dire. Non servono foto social. Tanto meno proclami propagandistici. Peppe, con lo chiamano gli amici, è già tutto un programma.

Da presidente dell’Azione cattolica ha formato una generazione di giovani appassionati e impegnati per il bene di Cesa. Da medico ha fatto la gavetta nel profondo Nord senza piegarsi al vassallaggio politico. Oggi è un apprezzato professionista. Sul piano politico-amministrativo ha risollevato le sorti del paese, al punto che molte opere pubbliche tuttora in corso sono state programmate dalle sue amministrazioni. E soprattutto ha governato nell’interesse di tutti, senza cerchi tragici e senza aumentare il suo conto in banca. Anche in questa sua nuova sfida non si è snaturato. Chi nasce tondo, non muore quadrato. Grazia alla coerenza granitica e alla bontà innata il il leader di Cesa in Comune sta raccogliendo sempre più consensi veri e senza tornaconto. Quelli social e interessati Fiorillo li lascia volentieri agli altri. Non ha bisogno di operazioni di facciata. Non gli serve il maquillage. Avversa i sepolcri imbiancati. E se quasi tutti gli imprenditori locali stanno con Guida, quasi tutti i cittadini di Cesa stanno con Fiorillo.
Tra i due c’è una distanza cosmica. Sono poli opposti. Non si pone nemmeno il problema della scelta. È come chiedere agli elettori: “Tra i due candidati sindaco a chi daresti le chiavi di casa tua?”. Anche Guida risponderebbe senza alcuna esitazione: “Naturalmente a Fiorillo”. E almeno per una volta direbbe la verità.












