“Cesa è paralizzata dall’approssimazione. I lavori in piazza De Michele sono fermi da oltre un mese: un errore di programmazione imperdonabile nel cuore del nostro centro storico. Cambiare i materiali in corso d’opera senza verificarne la disponibilità è un errore dilettantesco che pagano i cittadini e i fedeli”. Non ricorre a perifrasi Cesario D’Agostino. Per il candidato consigliere di Cesa in Comune alle amministrative del 24 e 25 maggio il sindaco uscente Enzo Guida e la sua coalizione hanno combinato un disastro nell’attuazione del progetto per il rifacimento di piazza Alfonso De Michele e della villa Aldo Moro (foto in basso). Un intervento in pieno centro storico, dove si trova la chiesa principale del paese, andava programmato con oculatezza e massima attenzione. Lo stop infatti sta creando ulteriori disagi alla popolazione.

Non regge la giustificazione di Guida e company, secondo cui l’amministrazione comunale ha deciso di optare per materiali diversi, a loro dire migliori o più suggestivi. Prima di decidere di scegliere una pavimentazione diversa da quella inizialmente prevista bisognava essere certi che il cambio dei materiali non avrebbe determinato il blocco dei lavori, come invece purtroppo è avvenuto. D’Agostino punta l’indice anche sulla chiusura immotivata della villa Moro, recitata senza l’avvio di interventi significativi.

“È stata chiusa da mesi – osserva l’esponente di Cesa in Comune – senza che sia stato mosso un dito, sottraendo agli anziani il loro principale punto di ritrovo. Perché aprire due cantieri contemporaneamente se non si è in grado di gestirli? La responsabilità è di chi governa il territorio, non di altri enti. Basta “arrampicarsi sugli specchi” o nascondersi dietro slogan che pubblicizzano “solo cose belle” per occultare gli errori, minimizzare le responsabilità e spettacolarizzare pubblicamente una realtà priva di “solo cose belle”. Diamo risposte, tempi certi, fatti reali e smettiamola di fare slogan pubblicitari”.
Le critiche di D’Agostino sono ineccepibili, oltre che basate su dati di fatto. Non c’entra un bel nulla che il progetto è stato redatto in collaborazione con il comune di Parete, che è capofila. Soprattutto non impedisce all’amministrazione di Cesa di intervenire per risolvere i problemi intervenuti nella fase attuativa. Progettare un’opera assieme a un altro ente locale ovviamente non fa venire meno la responsabilità della squadra di governo di affrontare e risolvere le problematiche che subentrano in corso d’opera. Il comune di Cesa non perde la sovranità sul proprio territorio. È vero che siamo in campagna elettorale, ma raccontare bugie gigantesche ai cittadini è davvero troppo. Anche nella città delle “solo cose belle”.
Mario De Michele
I LAVORI FERMI IN PIAZZA DE MICHELE




