Il siriano arrestato per la strage di Solingen avrebbe dovuto essere espulso, ma di lui si erano perse le tracce. È quello che riferiscono diversi media tedeschi. La Procura federale, che ha acquisito le indagini, non ha voluto commentare la notizia. L’arrestato era arrivato nel 2020 in Germania a Bielefeld. L’uomo ieri si è consegnato e ha confessato. Il dossier sull’attacco, che è stato rivendicato dall’Isis, è passato nelle mani della procura federale antiterrorismo tedesca. E centinaia di persone hanno partecipato a due messe nel ricordo delle vittime stamani a Solingen. La celebrazione prevista per il giubileo dei 650 anni è stata annullata e la comunità della Westfalia si è riunita per manifestare il lutto. Nell’attentato sono state uccise tre persone e altre otto sono state ferite. Nel pomeriggio sono invece attese due manifestazioni, una dell’Antifa alle 17 e una seconda dei giovani dell’Ultradestra tedesca Junge Alternative alle 18, secondo quanto ha appreso l’ANSA dalla polizia di Duesselorf. “Nessuno dei feriti di Solingen è ritenuto ancora in pericolo di vita” ha riferito la polizia di Duesseldorf. I feriti, sei uomini e due donne, hanno età comprese fra 25 e 62 anni e tra di loro, stando alla polizia, non ci sono italiani.
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