Quattro persone sono state uccise oggi nello Stato di Rakhine, nell’ovest della Birmania, dove nelle ultime settimane si e’ impennata la tensione tra la minoranza islamica e la maggioranza buddista. Lo hanno riferito ufficiali birmani.

Le violenze, interrotte dalla polizia a colpi di arma da fuoco, sono nate dalla protesta di manifestanti musulmani della minoranza Rohingya, che avrebbero attaccato case di buddisti nella citta’ di Maungdaw, uccidendo quattro persone. La folla e’ stata poi dispersa a colpi di arma da fuoco dalla polizia, che ha imposto il coprifuoco serale nell’area, vietando gli assembramenti di piu’ di cinque persone. I rapporti tra buddisti (l’89 per cento della popolazione) e la minoranza musulmana (4 per cento, concentrata soprattutto nello Stato di Rakhine), gia’ tradizionalmente tesi, sono ulteriormente peggiorati nelle ultime due settimane, in un ciclo di violenze e rappresaglie generate dall’omicidio con stupro di una donna buddista da parte di tre musulmani. Pochi giorni dopo, lo scorso 3 giugno, una folla di buddisti ha linciato i passeggeri musulmani di un bus sul quale credevano – erroneamente – che viaggiassero i responsabili di quel fatto di sangue, uccidendo 10 persone. Le violenze di oggi con ogni probabilita’ sono state scatenate dalla rabbia della minoranza musulmana per quel linciaggio. Secondo l’ong The Arakan Project, specializzata nella difesa dei diritti dei Rohingya, foto delle vittime dell’assalto al bus circolavano tra gli autori delle rivolte di oggi.

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