di Mario De Michele

Quando si mostrano i muscoli si teme la forza degli avversari. Chi, come Enzo Guida, si reputa a chiacchiere talmente vincente al punto di dire che verrebbe riconfermato sindaco di Cesa anche con “una lista di 12 marocchini”, se fosse davvero convinto della sua straripante supremazia, non avrebbe bisogno della solita “strategia dell’accerchiamento”. Invece a pochi mesi dalle comunali (si vota probabilmente il prossimo maggio) la fascia tricolore ripropone lo schema stantio dell’apparente sostegno quasi unanime nei suoi confronti. Da giorni Guida è impegnato nella consueta proliferazione di gruppi e sigle che lo appoggeranno nella sua corsa per la terza rielezione consecutiva a sindaco. Nella maggior parte dei casi si tratta di scatole vuote. Per mostrarsi vincente tutto fa brodo. Ma in politica la somma non fa il totale. Non è una questione di aritmetica. Il consenso vero si misura sulla reale presa dei candidati sull’opinione pubblica. E Giuseppe Fiorillo, leader di Cesa in Comune, è l’uomo giusto nel posto giusto al momento giusto per far voltare pagina alla città dopo il decennio “guidiano”, costellato da moltissime cose brutte a dispetto della propaganda di regime del cerchio tragico.

Giuseppe Fiorillo e Enzo Guida

LA FACILE SCELTA TRA FIORILLO E GUIDA
Fiorillo, uomo onesto fino al midollo, stimatissimo medico, già apprezzato sindaco di Cesa, è l’antitesi di Guida. È la personificazione del peggiore incubo per l’attuale fascia tricolore. La sua discesa in campo ha reso insonni le notti dell’attuale capo dell’amministrazione comunale. È lo spettro della possibile, se non probabile, sconfitta di Guida, che invece pensava e sperava di vincere facile, senza avversari, a porta vuota. La decisione coraggiosa e responsabile di Fiorillo di rimettersi in gioco ha stravolto i piani di Guida. Non gli basterà nemmeno una lista di 12 cesani elettoralmente fortissimi per prevalere alle comunali, perché come ha scritto qualcuno su Fb nessun cittadino che dovrebbe affidare il figlio per un’ora a Fiorillo o a Guida avrebbe dubbi su chi scegliere. E qui si gioca la fase decisiva della competizione. Nel testa a testa tra i due aspiranti sindaci Fiorillo vince senza neppure fare la campagna elettorale. Non c’è partita.

LA STORIA DEI DUE CANDIDATI SINDACO
La cristallina storia personale, professionale, politica e amministrativa di Fiorillo è nota a tutti. Idem per quella tra luci e ombre di Guida. Il confronto tra i due è impari. La bilancia pende totalmente a favore del medico, che non a caso sta costruendo una squadra inclusiva e di qualità, con un mix di giovani capaci e di amministratori esperti. Com’è nel suo stile il lavoro di Fiorillo non è accompagnato da smargiassate social, tantomeno da ricatti o ritorsioni. “Chi mi ama e ama Cesa mi segua”, è il motto dell’ex fascia tricolore, già vicepresidente della Provincia di Caserta. Senza spargere odio, senza imposizioni, senza pressioni e soprattutto senza accordi di potere basati sulla spartizione di poltrone e sull’affarismo. Fiorillo è fatto così. Non è sceso in pista per vincere ad ogni costo. Vuole vincere senza tradire i suoi valori. E il consenso attorno a lui è crescente. “Fiorillo è come l’acqua, trapina!”, dice con una mescolanza alchemica tra italiano e napoletano qualcuno che lo conosce da decenni per descrivere l’ondata popolare che a macchia d’olio si sta diffondendo senza clamore a sostegno del medico.

MEZZ’UOMINI E LECCHINI DI PROFESSIONE
Sul fronte opposto prevalgono altri metodi. Si perseguono altri sistemi mediatici e politici, o meglio pseudo-politici. Si aziona la macchina del fango contro chi è vicino e sostiene Fiorillo. Si cerca di screditare chi squarcia il velo di Maya delle bugie e racconta la verità. In prima fila ci sono proprio coloro che dovrebbero restare in silenzio a vita. Gente che voracemente ha succhiato per anni dalla mammella dei soldi dei cittadini senza aver alcun titolo o un benché minimo requisito di legge. Gente non all’altezza neppure di sostenere la più banale discussione da bar dello sport. Gente senza qualità che ha ottenuto il posto fisso in enti pubblici mentre centinaia di cittadini di Cesa si alzano tutti i giorni alle 4 del mattino per prendere il treno alla stazione di Aversa per andare a lavorare nel Lazio rientrando a casa alle 19.00, come ha documentato recentemente un servizio di Report. “Mezz’uomini, ominicchi e quaquaraquà”, come li definirebbe Sciascia, che senza il piano quinquennale del lecchinaggio quotidiano al sovrano sarebbero scarti della società. Per giunta hanno anche la faccia di bronzo di pontificare sui social, invece di rintanarsi come ratti nelle fogne.

I GRUPPI DI POTERE SCENDONO IN CAMPO
Nel rettangolo di gioco di Guida si sono schierati i soliti noti imprenditori. A scanso di equivoci si sono fatti immortalare in una foto scattata al “Vega Palace”, ristorante-albergo costruito dalla Marican Holding nella zona Asi di Carinaro. Al centro dell’istantanea il sindaco di Cesa e il consigliere delegato ai Lavori pubblici Cesario Villano, per gli amici “capa a cuppett”. In bella vista Ferdinando Canciello, amministratore delegato della Marican, società che ha realizzato il centro commerciale Conad di Cesa. Il bar all’interno è gestito dallo zio di Guida. A breve sapremo a chi sarà affidato quello previsto nel mega parco sorto nell’ex campo del parroco. In soldoni la Marican Holding ha un fatturato di oltre 100 milioni di euro e un patrimonio che supera i 500 milioni.

LE CHIAVI DI CASA E IL FUTURO DI CESA
I “pesci piccoli” della foto sono da sinistra: Edoardo Salvarezza, Nicola Gabella, Nicola D’Angelo, Luigi Salvarezza, Danilo De Michele e Nicola Rao. Questi ultimi due sono gli attori principali dell’operazione comune-privati che ha portato alla demolizione del Palazzo d’Ettore. I due imprenditori hanno acquistato l’immobile e ottenuto in cambio ingenti crediti edilizi per costruire appartamenti in altre zone di Cesa. Un affare accuratamente oscurato da Guida che propagandisticamente ha definito l’abbattimento “a costo zero per il comune”, senza mai riferire quanta cubatura ci ha rimesso l’ente locale, quindi i cittadini.

Nonostante il blocco di potere di Guida e company, la coalizione di Fiorillo prosegue a velocità di crociera, senza strappi al motore e senza spargere veleno. Dalla parte di Cesa in Comune ci sono professionisti, ceti medi e lavoratori. Il cuore della città sistematicamente escluso negli ultimi 10 anni dal cerchio tragico. E poi c’è una domanda che ognuno si sta ponendo e che si porrà al momento del voto: tra Fiorillo e Guida a chi dareste le chiavi di casa?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui