Una maratona di 19 ore per approvare il bilancio di previsione 2025-2027 di Aversa. Al vaglio dell’assise ben 80 emendamenti, tra cui due maxi-proposte della maggioranza, oltre ai due emendamenti presentati dai “ribelli” Ivan Giglio e a quelli di Adele Ferrara, che addirittura ha votato a favore della pregiudiziale posta da Dino Carratù dai banchi dell’opposizione. La seduta, presieduta da Giovanni Innocenti, è iniziativa alle 10.30 del 31 marzo e l’ok allo strumento contabile è arrivato alle 5 del mattino del primo aprile, ma non ci sono stati brutti scherzi per la coalizione capeggiata dal sindaco Franco Matacena: 15 voti favorevoli e 5 contrari.
Via libera al provvedimento presentato a nome della maggioranza dal capogruppo di Noi Aversani Federica Turco per destinare 25mila euro al comitato promotore di “Aversa Capitale della Cultura” e agli spazi che lo ospiteranno. “Per noi – ha dichiarato Turco – è un obiettivo prioritario. Oltre a questo abbiamo proposto l’allestimento di spazi di comunità nelle periferie e risorse per arredo urbano, in particolare panchine smart, pannelli informativi e pavimentazione artistica”. Disco verde anche al secondo maxi-emendamento della maggioranza presentato dal consigliere de “Il Centro” Raffaele De Gaetano sull’Agrofestival e per la destinazione di risorse per l’acquisto di arredi per la sala consiliare, di attrezzature ludico-sportive, di casette per eventi socio-culturali. Bocciati tutti gli emendamenti dalla minoranza, inclusi quelli del recordman Mario De Michele, che ne ha presentati ben 42, tra cui quello su un premio di mille euro per uno studio sulle origini di Aversa e per una targa commemorativa per intitolare l’auditorium della ex chiesa dello Spirito Santo alla cantautrice aversana Bianca d’Aponte. Sebbene non accolta in aula, la proposta ha raccolto un consenso trasversale con l’impegno da parte dell’amministrazione di concretizzarla. Nel complesso per le opposizioni il documento finanziario è stato definito “senz’anima e privo di una visione complessiva della città”.
Se sul piano amministrativo la maggioranza porta a casa il sì al bilancio, sul terreno politico scoppia il “caso” Adele Ferrara. A differenza di Ivan Giglio che, nonostante la bocciatura dei suoi emendamenti “solitari” da parte di Matacena e company, ha votato a favore con annessa ammissione di errore per la sua fuga in avanti, la Ferrara ha abbandonato l’aula e non si è espressa sullo strumento contabile. Un atteggiamento in netta antitesi con quanto stabilito alla vigilia dal sindaco e da tutti i gruppi di governo: “Chi non vota il bilancio sta fuori dalla maggioranza”. Ergo, Ferrara non ha più bonus da utilizzare per restare ancora aggrappata al treno della coalizione civica. Oltre alla diserzione sulla votazione sul bilancio, ad aggravare la sua posizione è il clamoroso sì alla pregiudiziale posta da Carratù, che equivale a un voto di sfiducia alla maggioranza. Per logica Ferrara avrebbe dovuto contestualmente annunciare il suo passaggio all’opposizione. Ma non lo ha fatto. Spetta ora a Matacena e ai gruppi che lo sostengono agire di conseguenza con la cacciata della consigliera dalla maggioranza. Se non avverrà si creerà un precedente per il quale ognuno in futuro potrà fare tutto e il contrario di tutto come se nulla fosse. Se al sindaco va bene così, fatti suoi. Però dovrebbe anche piazzare a sue spese una targa davanti al suo ufficio con la scritta: “Qui non riposa in pace la politica”. E sotto: “Si dispensa dalla coerenza”. Amen.
Mario De Michele