Il consigliere comunale Ciccio Di Virgilio

Evidentemente Ciccio Di Virgilio è un fervido lettore di Lucrezio e Ovidio. Fin dall’insediamento il consigliere comunale ha brandito il motto latino “Gutta cavat lapidem”. E, dopo 18 mesi di pressing costante, alla fine la goccia ha scavato nella pietra. Franco Matacena infatti lo ha accontentato conferendogli la delega nel Corsorzio Asi Aversa Nord. Ma la capitolazione del sindaco apre un pericoloso precedente nella maggioranza. Da quanto si apprende degli ambienti politici Di Virgilio ha posto da sempre, senza tanti fronzoli, come condizione imprescindibile al suo sostegno alla squadra di governo l’incarico nel Consorzio dell’area per lo sviluppo industriale. Probabilmente alla luce del nuovo assetto consiliare, con numeri risicati, Matacena ha dovuto cedere alle pressioni di Di Virgilio. Insomma sarebbe una sorta di resa del sindaco. Qualcuno dal fronte dell’opposizione si spinge oltre e sostiene che la fascia tricolore è sottostata a un “ricatto politico”.

Franco Matacena e Ciccio Di Virgilio

In effetti la decisione di Matacena non appare la migliore delle soluzioni possibili. Soccombere all’aut aut di Di Virgilio apre i cancelli del mercato delle vacche. Qualche consigliere di maggioranza animato da mire personalistiche potrebbe utilizzare “l’opzione Di Virgilio” come un boomerang contro il sindaco. Se chi ambisce a posti al sole, mascherati dalla richiesta in politichese di “maggiore visibilità”, andasse alla carica, la fascia tricolore si ritroverebbe in una posizione molto scomoda. Ognuno tratterebbe per sé. E, come si sa, “chi fa da sé fa per tre”. Ecco perché la delega all’Asi a Di Virgilio, nelle modalità con le quali è stata assegnata, rappresenta un precedente scivoloso. C’è il rischio concreto che il sindaco si ritrovi lungo una strada a dir poco sdrucciolevole. In buona sostanza, è passato un messaggio devastante: ogni consigliere potrà alzare il prezzo, brandendo l’arma del mancato appoggio al team di governo qualora non fosse accontentato.

Raffaele De Gaetano

Matacena infatti ha bypassato i coordinatori delle forze consiliari che lo sostengono. Non ha consultato nessuno. Ergo, si è fatto carico direttamente lui di un provvedimento politico, sul quale peraltro non c’era l’intesa, senza il confronto con gli alleati. Una decisione che inevitabilmente inciderà in modo negativo e con esiti imprevedibili sulla maggioranza. Sottostando all’aut aut di Di Virgilio, il sindaco ha mortificato ancora una volta Raffaele De Gaetano, in pole per l’Asi perché in 18 mesi di mandato non ha mai ricoperto alcuna carica. L’ideatore de Il Centro per Aversa è l’unico tra i promotori delle liste finito finora sempre ai margini, sistematicamente snobbato, nonostante in base agli accordi preelettorali sarebbe dovuto entrare nella giunta in occasione del recente rimpasto. Dopo essere sfumata la sua nomina ad assessore, il posto nell’Asi, che in subordine gli spettava, è stato assegnato a Di Virgilio. Un altro smacco. Per quanto tempo ancora De Gaetano subirà senza reagire?

Giovanni Innocenti e Raffaele De Gaetano

La posizione del promotore de Il Centro per Aversa si interseca con quella di Giovanni Innocenti, leader di Aversa Moderata, che esprime ben sei consiglieri. Oltre ad essere molto legato sul piano personale a De Gaetano, il presidente dell’assise condivide in toto le sue rimostranze politiche. Del resto non si comprende perché e in base a quali logiche non arrivi mai il turno del numero uno de Il Centro per Aversa. Se o quando De Gaetano punterà i piedi Innocenti e company saranno al suo fianco fino in fondo. Alias, fino ad aprire una crisi politica dagli esiti incerti, forse catastrofici. Matacena ha accontentato Di Virgilio per incassare il sostegno di un altro consigliere. Al momento rischia di fatto di perderne un altro, quello di De Gaetano. Il saldo è pari. Ma in prospettiva il conto presentato al sindaco potrebbe essere molto salato. Senza Aversa Moderata Matacena non potrà andare da nessuna parte. Se non definitivamente a casa.

Mario De Michele

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