Per carità, solo gli stupidi non cambiano idea. E Rocco Russo è tutto fuorché uno stupido. Ma un conto è cambiare idea quando ci sono sviluppi positivi, altra storia è contraddirsi rispetto ad un oggettivo peggioramento di una situazione che inizialmente si è criticata senza mezzi termini. In questo caso oltre ad apparire incoerenti si finisce inevitabilmente nel girone degli opportunisti. Non è il massimo per uno come Russo che mastica politica già da un bel po’. Anzi, per dirla tutta è una figuraccia perché in politica contano gli atti, i fatti e i comportamenti. Tutto il resto è propaganda, chiacchiere e distintivo che non fanno onore a chi si propone oggi al governo della città e avrebbe la possibilità di essere in campo anche in futuro.
La figura barbina di Russo, ahi lui, non è smentibile. Nell’era dei social le idee di ognuno restano scolpite nella memoria da post pubblici che mettono con le spalle al muro. Vale ovviamente anche per Russo. Che non ha seguito l’insegnamento di Confucio: “Sii molto cauto nel parlare, perché tu non abbia a vergognarti se le tue azioni non fossero state poi all’altezza dei discorsi”. E in effetti le sue azioni, successive alle parole, minano dalle fondamenta la sua credibilità politica.

È il 16 giugno 2025. Russo posta su Fb il seguente post: “Siete fuffa, parva materia, altro che amministrazione virtuosa” (nella foto). Si potrà dire che si riferisse all’amministrazione di Bogotà. Invece no. Il 26 giugno 2025 scrive su Fb: “Non siete credibili, per il bene di Orta di Atella Jatevenn!!!!”. (nella foto). Il secondo commento toglie ogni dubbio. Sta parlando dell’amministrazione a trazione Santillo-Brancaccio. E “Jatevenn” è seguito da ben 4 punti esclamativi. Più categorico di così si muore.

Appena 6 mesi dopo, il 23 dicembre 2025, Russo fa il suo ingresso in assise, come secondo non eletto (il primo rifiuta la carica) della lista Orta Democratica al posto di Antonio Chianese, dimessosi per entrare in giunta e in poco tempo ribattezzato “l’assessore alle bughe” per i suoi strafalcioni social nella veste di delegato ai Lavori pubblici. Fin qui niente di male. Da candidato non eletto Russo ha il tutto il diritto di occupare lo scranno liberato da Chianese. L’incontrovertibile incoerenza si palesa nel momento in cui si siede tra i banchi della maggioranza, ovvero con le stesse persone che aveva appena 6 mesi prima aveva “gentilmente” invitato ad andarsene a casa “per il bene di Orta di Atella”.

L’incoerenza di Russo raggiunge l’apoteosi lo scorso 29 gennaio, quando il duo Santillo-Brancaccio gli conferisce le deleghe a Scuola, Servizi educativi, Promozione territoriale, Cultura, Identità locale e Turismo religioso. Un atto che conferma, qualora ce ne fosse stato ancora bisogna, che Russo è parte integrante della maggioranza. Oltre a non seguire l’insegnamento di Confucio, il consigliere probabilmente non ha letto nemmeno Seneca: “È turpe dire una cosa e pensarne un’altra, ma più turpe ancora lo scrivere una cosa mentre l’animo te ne detta un’altra”. “Succede solo ad Orta”, avrebbe scritto Gianfranco Piccirillo in altri tempi. Ora che rappresenta la terza gamba del tavolo del potere, assieme a Santillo e Brancaccio, ha messo nel cassetto quello slogan, a dire il vero molto efficace. Anche perché spacciarsi per paladino della legalità con Brancaccio che tiene le fila dell’amministrazione sarebbe impresa piuttosto ardua. A tutto c’è un limite.

Nel frattempo, dopo 3 mesi di letargo, si svegliano i consiglieri Nicola Margarita e Antonio Sorvillo. Gli esponenti di Fare Democratico hanno pubblicato su Fb un durissimo documento, che pubblichiamo integralmente in basso, contro Santillo e company. “Orta di Atella è ferma, paralizzata da un’amministrazione incapace di governare e programmare. La prova è sotto gli occhi di tutti: circa 80 pali della pubblica illuminazione risultano oggi mancanti. Il risultato è una città più buia e meno sicura”. Il gruppo politico-consiliare capitanato da Nando D’Ambrosio apprezza la disponibilità dell’assessore Chianese. “Va inoltre riconosciuto che fino ad oggi, l’Assessore si è dimostrato disponibile al dialogo e al confronto con l’opposizione su altre problematiche che attanagliano la nostra città”.
Tra mesi di stop non sono pochi ma come si suol dire “meglio tardi che mai”. E soprattutto Fare Democratico ha spazzato via le voci, che non abbiamo mai ritenuto fondate, di un patto col diavolo, ovvero con il Mangiafuoco dell’amministrazione. A differenza di Russo e Piccirillo, l’avvocato D’Ambrosio e i consiglieri Margarita e Sorvillo praticano la coerenza. Non si limitano a predicarla sui social. Un divario abissale.
Mario De Michele
IL DOCUMENTO DI FARE DEMOCRATICO













