Nemmeno se corressero alla velocità della luce i consiglieri di opposizione avrebbero potuto partecipare alla conferenza dei capigruppo convocata oggi con appena due ore di preavviso. Per non parlare degli impegni personali, di studio, lavorativi o di altro genere di ognuno di loro. E senza tacere la scorrettezza istituzionale di considerare i rappresentanti del popolo alla stregua di dipendenti al proprio servizio. Giuseppe Massaro ha battuto un altro record mondiale. Negativo, tanto per non cambiare. Il presidente dell’assise ha accorciato le tappe, per usare un eufemismo, perché il sindaco Antonino Santillo e la sua squadra di governo si sono accorti soltanto all’ultimo istante che entro il 28 febbraio il civico consesso avrebbe dovuto approvare le aliquote Imu. Da qui la gara forsennata a fare in fretta forzando la mano sulla tempistica della conferenza dei capigruppo. Eppure la scadenza sulle aliquote Imu era arcinota. Che l’ultima data utile fosse quella del 28 febbraio lo si sapeva da un anno. Un provvedimento politico-gestionale di routine, insomma. Ma con Santillo e Massaro alla guida della città anche gli atti scontati diventano misure d’urgenza per la totale mancanza di programmazione. Del resto se tutti gli sforzi sono concentrati sulla spartizione delle poltrone è inevitabile perdere di vista anche scadenze amministrative in calendario da tempo.
SANTILLO SI SMENTISCE SU FUNZIONARIO SETTORE FINANZIARIO
Per Santillo e Massaro ovviamente non è colpa loro. Manca il funzionario del settore economico-finanziario. Troppo facile. Se la carenza di personale in questo comparto impedisce l’azione di governo il sindaco e il timoniere dell’assise dovrebbero spiegare ai cittadini a cosa serve l’amministrazione comunale. Prosaicamente dovrebbero dire loro che ci stanno a fare al municipio. E soprattutto come mai quando c’è da adottare le determine di liquidazione delle indennità di carica, che costano ai contribuenti 180mila euro all’anno, non ci sono problemi di organico. Pur prendendo per buono l’alibi di Santillo e Massaro la diretta conseguenza dovrebbe essere quella di rinunciare agli stipendi fino a quando l’attività politico-amministrativa non sarà compiutamente dispiegabile. Altrimenti significa gettare all’aria ogni mese 15mila euro di danaro pubblico. La verità vera è sotto gli occhi di tutti: la carenza di personale, così come il dissesto, vengono usati come paravento nel goffo tentativo di mascherare l’incapacità di governare la città. Ed è agevolmente dimostrabile. Quando si tratta di atti e provvedimenti di “stretto interesse” del sindaco o degli assessori le “carte” vengono prodotte e le misure varate. Si diventa super operativi, alla faccia dei pochi dipendenti comunali e delle scarse risorse.
Un’altra grande bugia riguarda la mancanza del responsabile dell’area economico-finanziaria, “rappresentata” con inconsapevole approccio schopenhaueriano come la madre di tutti i problemi. In assenza del funzionario del settore in questione infatti l’incarico può essere svolto dal segretario comunale. Ad attestarlo è lo stesso Santillo che ha firmato oggi il decreto di responsabilità ad Assunta Mangiacapre (link in basso). Ecco un passo del provvedimento: “Considerato che ai sensi dell’art.34 del Regolamento Comunale sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi, il segretario comunale, nei casi di assenza o impedimento dei responsabili dei Settori, può essere chiamato dal sindaco ad esercitare le relative funzioni in via sostitutiva; visto il D.Lgs. 18/08/2000, n.267 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali” e richiamati in particolare l’art.97, comma 4, lettera d) del TUEL, secondo cui al segretario comunale competono le funzioni specificamente elencate nell’articolo stesso, nonché tutte quelle che gli vengono attribuite dallo Statuto, dai regolamenti o gli siano conferite dal Sindaco; data l’urgenza di adottare la suddetta deliberazione; decreta di nominare la Dott.ssa Assunta Mangiacapre, Segretario Comunale del comune Orta di Atella quale Responsabile del III settore finanziario”.
C’è di più. Nel decreto firmato da Santillo si legge inoltre: “L’art.109, comma 2, dello stesso d.lgs. n. 267 del 2000, ai sensi del quale: “nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale le funzioni di cui all’art.107, commi 2 e 3…possono essere attribuite, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale, anche in deroga a ogni diversa disposizione”. Benissimo. Primo punto: il segretario può svolgere anche le mansioni di responsabile dell’area economico-finanziaria. Secondo punto: possono occuparsi di tale settore anche gli altri funzionari comunali indipendentemente dalla loro qualifica. Ergo, il continuo piagnisteo sulla mancanza del capoarea è strumentale. Serve a scaricare su altri le proprie inefficienze politico-amministrative. Lo ha messo nero su bianco lo stesso sindaco. Scripta manent.
CONFERENZA CAPIGRUPPO D’URGENZA, L’OPPOSIZIONE CONTESTA MASSARO
Per quanto riguarda “l’urgenza” rimarcata nel decreto del primo cittadino viene da ridere. Una scadenza annuale come fa a essere urgente? Lo diventa nella misura in cui Santillo e company non sanno garantire neppure l’ordinaria gestione del comune. Perciò la convocazione lampo della conferenza dei capigruppo da parte di Massaro è doppiamente scorretta. C’era tutto il tempo per consentire agli esponenti dell’opposizione di partecipare alla seduta e di fornire il proprio contributo. Ma il presidente del civico consesso e la democrazia spesso non vanno a braccetto. E con un colpo di coda Massaro ha convocato l’assise per il prossimo 28 febbraio alle 9.30, non curante dell’assenza per protesta della minoranza. Assenza motivata con una missiva al timoniere del consiglio comunale e alla segretaria comunale. Ecco il testo integrale sottoscritto da Giovanna Migliore, Imma Liguori, Mena Capasso, Antonio Sorvillo e Nicola Margarita. “Con la presente, si intende formalizzare l’assenza alla Conferenza dei Capigruppo convocata per il giorno 24 febbraio con protocollo n. 4871, ritenendo che la modalità di convocazione adottata sia irregolare e lesiva del corretto funzionamento della conferenza dei capigruppo. La convocazione con un preavviso di sole due ore appare in contrasto con i principi di trasparenza, partecipazione e buon andamento dell’azione amministrativa; inoltre, l’art. 38 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) stabilisce che l’organizzazione degli organi comunali debba garantire il pieno esercizio delle funzioni da parte dei consiglieri, i quali devono essere posti in condizione di adempiere adeguatamente al proprio mandato. Un termine di convocazione così ristretto preclude un’adeguata preparazione sui punti oggetto di discussione, compromettendo il diritto all’informazione e il principio del contraddittorio tra i gruppi consiliari. Alla luce di quanto sopra, invito la Segretaria Comunale, quale garante della legittimità degli atti e del corretto funzionamento degli organi collegiali dell’ente, a prendere formalmente atto della modalità di convocazione adottata dal Presidente del Consiglio Comunale e a valutarne la conformità ai principi normativi vigenti. La prassi seguita appare infatti incompatibile con il dovere di leale collaborazione istituzionale e con i principi di buona fede e correttezza amministrativa”.
APPALTO ALLA DITTA ITALO-UCRAINA E PRANZI DI NATALE
A proposito della segretaria comunale va ricordato che non ha ancora fornito gli atti ai consiglieri Nicola Margarita e Antonio Sorvillo sull’appalto diretto da 30mila euro conferito da Valeria Vellone alla ditta GE.FIN.PA, per capirci quella di proprietà di una cittadina ucraina e che si è avvalsa del consulente Salvatore Sciaudone. Sono trascorsi più di 30 giorni dalla richiesta protocollata dagli esponenti di Fare Democratico per Orta Verde. Termine ultimo previsto dal Tuel. Non solo. In qualità di responsabile dell’Anticorruzione e delle Trasparenza, Mangiacapre non si è ancora pronunciata sulla regolarità dell’affidamento (clicca qui). Inutile dire che su questa vicenda avvolta da numerose ombre prima o poi e in tutte le sedi si dovrà fare chiarezza. È una pia illusione sperare che passato il santo, passata la festa. Ci sono in gioco fondi pubblici. Con i soldi dei cittadini non si possono finanziare i cenoni natalizi e di fine anno di combriccole “mordi e fuggi”. Nemmeno ad Orta di Atella.
Mario De Michele