
Vito Buonomo sarà per un altro anno il responsabile del settore Urbanistica del comune di Orta di Atella (link in basso). L’incarico, che parte da oggi 27 gennaio, gli è stato conferito da una giunta “irregolare” perché ancora priva della quota femminile dopo le dimissioni di Elvira Caccavale, “scappata” per lo scorso 21 dicembre per entrare nell’esecutivo di Aversa. Ad oltre un mese dall’addio dell’assessore a Bilancio e Finanze il sindaco Antonino Santillo, che si è legato mani e piedi ad Angelo Brancaccio, non ha ancora nominato la sua sostituta che deve essere una donna. Per legge nessuno dei due sessi può essere “rappresentato in misura inferiore al 40 per cento”. Attualmente nel team di governo come quota rosa c’è soltanto Annalisa Cinquegrana.
Per Buonomo, esperto geometra, in pensione dopo aver guidato per molti anni l’ufficio tecnico comunale di Sant’Arpino, si tratta di un incarico bis: presterà servizio nella città atellana a titolo gratuito per il secondo anno consecutivo. Il funzionario potrà percepire un compenso in percentuale come responsabile unico del procedimento per i progetti del Pnrr e per quelli riguardanti i fondi per lo sviluppo e la coesione finanziati con stanziamenti nazionali o regionali. Sponsorizzato già un anno fa dall’ex sindaco Brancaccio, il navigato professionista santarpinese ha incassato la riconferma e per altri 12 mesi guiderà il delicato comparto delle Politiche del Territorio. Si spera che Buonomo non metta mano alla “sistemazione” urbanistica di due noti palazzi, uno dei quali riconducibile a una società svizzera, a sua volta riconducibile agli artefici del sacco edilizio di Orta di Atella.

Sulla composizione monca dell’esecutivo, tuttora “contra legem”, sono intervenuti Agorà, Pd e Città Visibile. “Solo pochi giorni fa – recita un passo del documento delle tre forze politiche e civiche di opposizione extra-consiliare – denunciavamo pubblicamente l’immobilismo della Giunta comunale, rimasta di fatto paralizzata dopo le dimissioni dell’Assessora Elvira Caccavale, avvenute il 23 dicembre, quando ha lasciato Orta di Atella per assumere l’incarico di Assessora nel Comune di Aversa. Una scelta che, almeno formalmente, sembrava chiudere una fase e aprirne un’altra. Eppure, con grande sorpresa, nella giornata di ieri abbiamo rinvenuto all’Albo Pretorio quattro delibere di Giunta datate 26 gennaio nelle quali risultava presente e deliberante proprio l’Assessora Caccavale. Una circostanza che ha lasciato interdetti non solo noi, ma chiunque abbia a cuore il corretto funzionamento dell’ente. Oggi apprendiamo che quell’errore è stato “corretto”.
Tutto bene? Per nulla. Secondo la minoranza “la toppa si è rivelata peggiore del buco”. “Nelle delibere rettificate, infatti, la Giunta risulta composta dal Sindaco e da quattro assessori, di cui tre uomini e una sola donna. Un assetto che non solo conferma l’instabilità dell’esecutivo, ma apre un problema ancora più grave: la violazione della normativa sull’equilibrio di genere nella composizione delle Giunte comunali. La Legge 7 aprile 2014, n. 56, all’articolo 1, comma 137, impone infatti che nessuno dei due sessi sia rappresentato in misura inferiore al 40 per cento. Una disposizione chiara, cogente e non aggirabile”.

Agorà, Pd e Città Visibile lanciano un appello al sindaco e alla maggioranza a trazione Brancaccio. “A questo punto, riteniamo doveroso rivolgere un invito chiaro e responsabile: procedete immediatamente all’annullamento in autotutela delle delibere adottate in violazione di legge, ponete fine a una gestione approssimativa e provvedete finalmente a completare una Giunta che, come denunciamo da oltre un mese, continua a essere incompleta, instabile e incapace di garantire un’azione amministrativa credibile. Orta di Atella merita serietà, non improvvisazione. Merita un’amministrazione che funzioni, non un susseguirsi di errori che finiscono per minare la fiducia dei cittadini e la stessa legittimità degli atti prodotti”.
Mario De Michele












