Il ministro della salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca hanno avuto un incontro riservato in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-Sifo iniziata oggi a Napoli. I due erano nella sala affollata della Mostra d’Oltremare e si sono alzati insieme recandosi in una piccola stanza vicina all’auditorium, chiudendosi per un dialogo a due durato circa venti minuti. «Il ministro aveva la necessità di un colloquio sulle questioni che riguardano la nostra sanità. Gli ho posto i problemi fondamentali che vanno affrontati e risolti, a cominciare dalla questione del riparto nazionale» ha spiegato De Luca al termine del suo incontro. «Abbiamo in Campania – ha detto De Luca – ancora 200 milioni di euro in meno rispetto alla media nazionale. C’è un impegno del ministro a recuperare, sia pure su base pluriennale, questo divario. C’è ancora il problema del piano di rientro, sapete che siamo usciti dal commissariamento nel 2019 ma c’è ancora una posizione burocratica del ministero rispetto per esempio ai tetti di spesa per il privato convenzionato. Anche qui mi dice Schillaci che si immagina una misura per la prossima legge di bilancio. Attenderemo e vedremo». De Luca ha poi sottolineato che «c’è stato un tentativo di ulteriore furto per quanto riguarda lo sforamento del tetto di spesa dei farmaci: la Lombardia rischiava di guadagnarci pur avendo sforato il tetto di spesa. Anche qui dovremmo recuperare un po’ di risorse. C’è stato anche un problema delicato che gli ho posto, con il ministero che solleva sempre il problema della chiusura dei punti nascita al di sotto dei 500 parti l’anno. Abbiamo verificato che è un problema che esiste in tutta Italia. Gli ho detto che la nostra proposta era quella di realizzare ospedali riuniti, cioè accorpare tre ospedali anche per i reparti di Ginecologia e Ostetricia, avendo un ospedale che raggiunge gli obiettivi previsti per legge e altri due che magari sono vicini ma nelle zone interne. Cito, ad esempio, Vallo della Lucania con Sapri e Polla. Non ci dite che dobbiamo chiudere Sapri perché ha 300 o 400 parti. Il ministro crede che la posizione che abbiamo avanzato sia ragionevole e quindi lavorerà, mi auguro in questa direzione per evitare che ci siano i cortei di tutte le forze politiche, in Campania di FdI, in altre regioni di quelli della sinistra. E’ arrivato il tempo di fare le persone serie e adottare una linea di ragionevolezza un po’ dappertutto. C’è stata proprio oggi la discussione per lo sblocco dei farmaci monoclonali per i neonati e gli antivirali per i problemi respiratori. Il ministero della Salute ha preso un mese fa una decisione assolutamente inaccettabile e cioè che le regioni del Sud non possono acquistare farmaci che non sono compresi nei Lea. Abbiamo verificato che è una cosa assolutamente demenziale, quindi credo che avremo la possibilità di acquistarli».

nfine De Luca ha raccontato di aver sottoposto al ministro il tema “delicatissimo», della richiesta di chiusura dei punti nascita che non garantiscono i 500 parti all’anno. «E’ un problema che esiste in tutta Italia, la nostra proposta è quella di realizzare ospedali riuniti, cioè accorpare tre ospedali, anche per i reparti di Ginecologia e Ostetricia, avendo un ospedale che raggiunge gli obiettivi previsti per legge e altri due che magari sono vicini. Il ministro crede che la posizione che abbiamo avanzato sia ragionevole e quindi lavorerà in questa direzione per evitare che ci siano i cortei di tutte le forze politiche, in Campania di FdI e in altre regioni di quelli della sinistra. E’ arrivato il tempo di fare le persone serie e adottare una linea di ragionevolezza un po’ dappertutto».

«Siamo in un momento storico in cui il servizio sanitario nazionale è interessato da un profondo processo di ammodernamento per poter rispondere ai nuovi bisogni di salute dovuti ai cambiamenti demografici, epidemiologici e sociali intervenuti negli ultimi anni. Un processo di riforma, a distanza di 45 anni, reso necessario anche dalle sfide che arrivano dalle continue innovazioni tecnologiche e scientifiche» ha detto il ministro Orazio Schillaci nel suo intervento al Congresso nazionale della Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie-Sifo. «In questo contesto complesso – ha proseguito Schillaci – il farmacista ospedaliero dà un contributo cruciale a partire dall’impostazione dei piani terapeutici, attività fondamentale in un sistema che sta andando sempre più verso terapie personalizzate. Ognuno di noi ha un patrimonio genetico su cui gli stessi sintomi possono incidere in maniera diversa. Assume poi rilievo l’attitudine del farmacista ospedaliero alla multidisciplinarietà. Elaborare una terapia appropriata significa dialogare con i clinici delle varie specialità, conoscere e saper adeguare i farmaci alle diverse esigenze dei pazienti, penso agli anziani che spesso presentano più di una patologia. Le farmacie ospedaliere sono luoghi dove le competenze farmacologiche dei farmacisti vengono messe a fattor comune con i medici e gli altri professionisti sanitari per garantire ai pazienti terapie efficaci e sicure. Il farmacista ospedaliero svolge, infatti, anche rilevanti funzioni di ottimizzazione nell’impiego delle risorse. Sappiamo bene quanto i vincoli di bilancio possano incidere sulla funzionalità delle strutture, e come l’oculata gestione delle farmacie ospedaliere contribuisca a coniugare efficienza, qualità delle cure e attenzione alle risorse disponibili. Fino all’era pre covid abbiamo misurato i sistemi sanitari alla luce dei criteri di efficienza, appropriatezza, efficacia, qualità e sostenibilità; a queste categorie oggi dobbiamo aggiungere la capacità di prossimità al cittadino e di apertura verso le innovazioni tecnologiche. Saper cogliere le opportunità che oggi offre la tecnologia consente, infatti, al servizio sanitario di dare risposte mirate ai cittadini». Una sfida, ha sottolineato il ministro, «che coinvolge a vario titolo tutti gli attori del mondo sanitario. A partire ovviamente dal Ministero della Salute impegnato a garantire le infrastrutture per un utilizzo ottimale e in sicurezza dei dati sanitari. Penso all’istituzione dell’Ecosistema dei Dati Sanitari che, grazie anche al recente parere ottenuto dal Garante sulla normativa, permetterà in tempi brevi di utilizzare i dati, in modo sicuro, non solo per ottimizzare le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ma anche per fondamentali finalità di studio e di ricerca scientifica. Non solo. Nell’ambito dell’Ecosistema sanitario dei dati sarà previsto un servizio di dossier farmaceutico per monitorare l’appropriatezza e l’aderenza alle terapie, nonché per la sicurezza dei pazienti».

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