Tra essere e apparire Enzo Guida sceglie anche stavolta la politica di facciata. Un tatticismo sfrenato che relega la visione strategica della città ad abbellimento propagandistico. Ed ecco che in vista delle comunali della prossima primavera il sindaco ripropone il suo “must”: un minestrone riscaldato condito con i soliti ingredienti, quelli del presunto sostegno unanime delle forze di centrosinistra alla sua ricandidatura. In realtà è soltanto la stessa storia di 5 anni fa che si ripete con i medesimi metodi politici, amministrativi e mediatici. Una coalizione di cartone come i due scudetti assegnati a tavolino a una squadra a strisce nerazzurre che ieri ha pareggiato col Napoli grazie a scelte arbitrali a dir poco discutibili.

Lo schema di Guida è identico a quello adottato nel 2020. Chiede, secondo qualcuno impone, il sostegno pubblico alla sua leadership ai consiglieri di maggioranza e alle sigle, realmente esistenti e a quelle nate in vitro, che orbitano nel campo del centrosinistra. L’obiettivo è scontato e comico: far apparire la sua terza corsa per la conquista del municipio come il frutto di una convinta condivisione. Nella sostanza il finto processo dal basso è minuziosamente pilotato dalla fascia tricolore. I tempi della sua ricandidatura sono dettata da lui stesso. È lui a dare le carte, perché tutto gira attorno a lui, finanche le iniziative a base di baccalà “patrocinate” dal comune. Durante la decennale gestione di Guida non c’è stata una manifestazione, addirittura neppure quelle religiose, senza la presenza sulla locandina dell’effige comunale. Come se tutto avvenisse sotto la spinta propulsiva dell’amministrazione. Un modo per dire: “Senza me non si fa nulla”. Oppure: “Tutto quello che si fa è merito mio”.

L’ODIO ALIMENTATO DAL SISTEMA MONOCRATICO
Quando un sindaco pensa di essere o vuole essere il Sole attorno a cui gravitano tutti i pianeti avviene ciò che è avvenuto a Cesa negli ultimi 10 anni: la democrazia è compressa da un sistema di potere monocratico. E nelle monocrazie o si fa il volere del sovrano oppure si viene espulsi dal cerchio tragico, con conseguenze che superano di gran lunga il confine del ridicolo. Purtroppo c’è poco da ridere quando persone che si conoscono da 30 anni vengono additate con tanto di telefonate e messaggi WhatsApp per avere la “colpa” imperdonabile di essersi presi un caffè con quelli che vengono considerati anche via social i “nemici” del monarca. Il maniacale tentativo di controllare tutto e tutti è la punta di un iceberg che nasconde, neppure più di tanto, una modalità gestionale che confonde il ruolo di sindaco della città con quello di padrone della città.

IL DARE E AVERE, I GIANNIZZERI E I SERVI
In una logica padronale proliferano giannizzeri e servitori. Non mancano ovviamente i valletti e gli inservienti. Uomini senza qualità, per dirla con un celebre scrittore austriaco. Poi c’è la “terra di mezzo” abitata da coloro i quali in un modo o nell’altro hanno ottenuto benefit da un sistema di potere decennale che ha dispensato posti di lavoro, incarichi e riconoscimenti di vario genere ai fedelissimi e ha distribuito briciole a destra e a sinistra. In tempo di elezioni i commensali devono pagare il conto. Devono schierarsi pubblicamente. Sono obbligati a disobbligarsi. Do ut des. Quindi, come 5 anni fa, a pochi mesi dal voto spuntano gli entusiastici endorsement per Guida da parte di gruppi, sigle, movimenti, spesso “usa e getta”, come ad esempio Futuro Cesano, capeggiato da Antonio Borzacchiello, candidato non eletto nella lista del sindaco, che prima ha intascato 17mila euro per la comunicazione digitale con affidamenti diretti illegittimi (549 euro al mese) e poi si è sistemato a vita con un bel posto fisso a Mondragone grazie ai concorsi comunali.

I GOL DA NETTA POSIZIONE IRREGOLARE
A sostegno di Guida anche Azione, partito al livello locale inesistente, attivato dal segretario provinciale Cesario Villano, che è anche consigliere comunale di maggioranza. Quando era assessore ai Lavori pubblici suo cugino omonimo ha ottenuto incarichi professionali diretti, ugualmente illegittimi, per un totale di circa 100mila euro. L’esponente del team di Guida è anche consigliere provinciale con delega alla Formazione. In questo settore si è di recente azionato per attuare il progetto GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) varato dall’ente dell’ex Saint Gobain. Dei 41 ammessi 41 sono di Cesa o riconducibili a Cesa. Una coincidenza con i crismi di una schiacciante prova a carico, di cui Italia Notizie si sta occupando con un’inchiesta che nelle prossime puntate svelerà altri dettagli inquietanti.

IL PENTASTELLATO CONVERTITO AL GUIDISMO
Anche Raffaele Bencivenga, consigliere comunale non eletto del Movimento 5 Stelle, entrato in assise usurpando uno dei posti assegnati dal popolo a Ernesto Ferrante, Carmine Alma, Amelia Bortone e Paola Verde, esponenti della minoranza cacciati dal civico consesso con un atto di decadenza senza precedenti in Italia, sosterrà con ardore Guida. Per “il bene di Cesa” ha votato a favore del bilancio di previsione. Tra gli ammessi al nuovo progetto GOL approvato dal comune di Cesa figura anche una congiunta stretta di un suo amico stretto, anch’egli andato in rete in un precedente progetto GOL. Nulla di male e tutto in regola. Sarà una pura coincidenza o una “Pura formalità”, per chi ha guardato il film di Tornatore, un piccolo capolavoro con Depardieu e Polanski in splendida forma.

IL PD FAMILISTICO DI MOLTE COSE BRUTTE
Tra i supporter di Guida c’è l’immancabile Pd, partito ormai a conduzione familiare e amicale, presidiato giorno e notte (non si sa mai) dal trio dell’Apocalisse composto da Luigi Alma, Gino Parisini e Tonino Esposito e capeggiato dal segretario del circolo Peppe Mangiacapre, in pole per l’assunzione a Melito grazie ai concorsi comunali e selezionato con un altro tecnico per un progetto da 101.504 euro. Paghetta giornaliera di 400 euro al netto degli oneri accessori di legge e dell’Iva.
Tra i dem ci sono beneficiari di incarichi tecnici e genitori di persone che hanno all’attivo diversi GOL. Se la partita si gioca con queste regole non sorprende affatto l’entusiasmo per la ricandidatura di Guida. Al sindaco piace vincere facile: anche stavolta è andato in rete a porta vuota e sarà in campo alle comunali con il sostegno caloroso di un’ampia coalizione. Ma almeno risparmi ai cittadini la solita pantomima politico-mediatica. Già basta e avanza la storiella trita e ritrita delle “sole cose belle”.
Mario De Michele












