
L’effetto Fiorillo si è si visto e si è fatto sentire. Alla prima uscita pubblica del candidato sindaco di Cesa in Comune hanno partecipato più di 200 persone, che nella domenica delle Palme hanno “invaso” via Parroco della Gala, angolo via Roma, in occasione dell’inaugurazione della sede del raggruppamento civico. Giovani, donne, anziani si sono stretti attorno allo stimato medico. Un bagno di folla per nulla scontato in una giornata con tante iniziative religiose promosse dal parroco Giuseppe Schiavone, che nonostante i tanti impegni ha partecipato al taglio del nastro con la benedizione della sede. Inutili i tentativi del sindaco Enzo Guida di tirarlo per giacchetta e di immischiarlo pere un motivo o per un altro (ogni scusa è buona) in vicende profane. Don Peppino svolge il suo ministero occupandosi delle anime, la politica non è il suo campo. Se si vuole avere rispetto per il suo ruolo e per la sua persona bisogna smetterla di provare in ogni modo a fargli indossare la maglietta delle presunte “sole cose belle”. Sacro e profano camminano su binari diversi. Si abbia la bontà e la decenza di tenerlo fuori dalla contesa elettorale. Si abbia il decoro e la correttezza di non strumentalizzare la Chiesa per fini politici. A differenza di altri Fiorillo, uomo di fede, già presidente dell’Azione cattolica, non è mai stato sfiorato dall’idea di sfruttare la religione per racimolare voti. Intersecare sacro e profano è un sacrilegio, oltre ad essere massimamente scorretto.

LA PERFETTA MACCHINA DI FIORILLO
Tornando all’iniziativa di domenica scorsa va detto che appena il gioco si è fatto duro, con le comunali alle porte, Fiorillo ha iniziato a giocare. La macchina organizzativa è stata impeccabile. Grande parte del merito va al coordinamento di Cesa in Comune, composto, tra gli altri, da Ernesto Ferrante, Graziano Fiorillo, Gino Bencivenga, Gino Salpa, Salvatore Guarino e Massimo Piccirillo. Di altissimo livello anche la copertura social dell’evento. Molto bella e ben allestita la sede. Insomma la lista civica ha mosso il suo primo passo senza sbavature e con i tempi giusti. Guida è in campagna elettorale da 5 anni ammorbando i cittadini con una presenza totale, per qualcuno totalitaria, su tutto e tutti, finanche la Festa del Baccalà, per citare una recente iniziativa. È presente in cielo, in terra e in ogni luogo, già questo è preoccupante, con l’obiettivo di far passare il messaggio distorto che senza di lui Cesa e i cesani non avrebbero scampo, anzi non esisterebbero. Eccessi continui e quinquennali. Non se ne può più.

“NO” AL PERENNE STATO DI GUERRA
Diametralmente opposto l’approccio di Fiorillo e del suo team che hanno deciso di racchiudere le loro iniziative politiche nei due mesi antecedenti al voto del 24 e 25 maggio per non “stressare” la popolazione e per rimarcare che si tratta di semplici elezioni comunali, non di una guerra per la vita o la morte. Di conflitti bellici purtroppo ce ne sono già troppi in più parti del mondo. Nel corso della cerimonia inaugurale accanto all’aspirante sindaco c’erano i primi 8 candidati su 12 della lista: Amelia Bortone, Gina Migliaccio, Eugenia Oliva, Carmine Alma, Luigi Oliva, Pasquale Errico, Eugenio Oliva e Saverio Pecovela. Otto nomi di spessore che formano un mix di esperienza e novità, fortemente voluto da Fiorillo. I restanti 4 nomi, che saranno scelti con gli stessi criteri, saranno ufficializzati a breve.

RISPETTO E LIBERTÀ PER I CITTADINI
Dopo l’introduzione di Ernesto Ferrante, pregna di significato politico e amministrativo, il candidato sindaco di Cesa in Comune ha tracciato il solco nel quale si muoverà il raggruppamento civico. “Avrò cura di te”, il leitmotiv di Fiorillo, in stile Battiato, inteso come centralità della persona che non deve essere schiacciata dagli abusi di potere. “Il Comune – ha detto Fiorillo – deve tornare a essere davvero la casa di tutti. Un luogo aperto. Un luogo libero. Un luogo trasparente. Un luogo in cui ogni cittadino possa entrare con dignità, senza sentirsi ospite, senza sentirsi in dovere di chiedere favori, senza dover passare attraverso qualcuno anche per le cose più normali. Perché il Comune non appartiene a chi lo guida. Non appartiene al sindaco. Non appartiene a una parte politica. Il Comune appartiene ai cittadini. E chi amministra deve ricordarlo ogni giorno. Deve ricordare che rappresenta un’istituzione pubblica e che il suo compito non è far pesare il ruolo, ma metterlo al servizio di tutti. L’ordinaria amministrazione non può diventare una concessione personale. Non può essere raccontata come un piacere fatto a qualcuno. Deve essere semplicemente ciò che è: un diritto del cittadino e un dovere dell’istituzione. Questa per me – ha aggiunto Fiorillo – è una differenza fondamentale. Perché quando un Comune funziona bene, il cittadino si sente rispettato. Quando un Comune è davvero di tutti, il cittadino si sente libero. Quando un’amministrazione è seria, il cittadino non deve bussare alla porta del potente di turno: deve poter contare su regole chiare, su trasparenza, su ascolto, su normalità amministrativa”.

BASTA CON GLI INTERESSI DI PARTE
Pur senza mai citare l’attuale fascia tricolore Guida, il candidato sindaco di Cesa in Comune ha scattato una fedele fotografia del suo modo di agire e di quello dell’amministrazione uscente. Un potere, per così dire, oligarchico che privilegia i pochi a danno dei molti. “Per me – ha rimarcato Fiorillo – la parola comune significa bene comune. Perché la politica, se vuole essere credibile, deve sempre tenere fisso questo principio. Non l’interesse di parte. Non la convenienza del momento. Non la propaganda. Non la ricerca ossessiva del consenso. Ma il bene di tutti. Chi sceglie di amministrare deve avere a cuore la comunità intera. Deve saper guardare oltre il proprio gruppo, oltre il proprio schieramento, oltre il proprio interesse immediato. Deve saper scegliere ciò che serve al paese, ciò che unisce, ciò che migliora la qualità della vita delle persone”.

SERVE SOSTANZA, NON APPARENZA
Un’altra stoccata a Guida riguarda la differenza sostanziale, potremmo dire frommiana, tra essere e apparire e l’attenzione alle cose e non alle persone. “Oggi troppo spesso – ha dichiarato Fiorillo – si comunica ciò che appare, ciò che si vede, ciò che può essere mostrato. Io invece penso che un sindaco debba andare più a fondo. Debba comprendere che il cuore di una comunità non sono soltanto le opere, non sono soltanto le strutture, non sono soltanto le cose materiali. Il cuore di una comunità sono le persone. Le famiglie, i giovani, gli anziani, i lavoratori. Chi è in difficoltà. Chi chiede ascolto. Chi aspetta risposte. Chi non vuole sentirsi solo davanti ai problemi quotidiani. Un sindaco deve dare risposte, ma prima ancora deve far sentire ogni persona rispettata, considerata, mai sola. Vuol dire certamente occuparsi dello sviluppo del paese, ma non di uno sviluppo inteso solo come ciò che si costruisce o si mostra. Vuol dire pensare anche allo sviluppo culturale, alla crescita civile, alla qualità delle relazioni, al rispetto delle persone, alla possibilità per tutti di sentirsi parte di una comunità vera. Perché uno sviluppo che guarda solo alle cose e non alle persone è uno sviluppo incompleto. Una politica che guarda solo all’immagine e non alla sostanza perde la sua funzione più alta. E un sindaco che dimentica il dovere della cura rischia di smarrire il senso più profondo del proprio ruolo. Io credo che un sindaco debba essere super partes. Debba rappresentare tutti. Debba unire e non dividere. Debba tenere insieme una comunità, non polarizzarla. Debba avere equilibrio, sobrietà, misura istituzionale. Non tutto ciò che si fa deve essere trasformato in propaganda. Non tutto deve diventare autocelebrazione. Ci sono cose che un’amministrazione ha semplicemente il dovere di fare, in silenzio, con serietà, con correttezza, con rispetto del ruolo”.

“STILE FIORILLO E “STILE GUIDA” AGLI ANTIPODI
Insomma, il leader di Cesa in Comune ha delineato lo “stile Fiorillo”, opposto a quello di Guida. Uno stile arcinoto ai cittadini che lo hanno già visto all’opera nei suoi 10 anni di sindaco. E che conoscono alla perfezione la differenza abissale che passa tra lui e la fascia tricolore in carica. Come già detto, oltre allo “stile Fiorillo” domenica scorsa si è visto anche l’effetto Fiorillo. Più di 200 persone che si sono riversate in strada per abbracciarlo e per confermagli grande affetto e sincera stima. La corsa elettorale non poteva iniziare meglio. E chi ben comincia è a metà dell’opera.
Mario De Michele












