Ancora una volta le forze politiche e civiche dell’opposizione extra-consiliare sono un passo avanti, anche di più, rispetto ai gruppi di minoranza che siedono in assise. Dopo aver atteso qualche giorno per inquadrare al meglio la situazione Agorà, Pd e Citta Visibile hanno assunto una posizione netta sulla bufera giudiziaria che ha investito l’amministrazione comunale trainata dal duo Antonio Santillo-Angelo Brancaccio. L’arresto, poi non convalidato dal gip, dell’assessore Tonino Russo, che si è dimesso dalla giunta, ha aperto uno spaccato inquietante sul rilascio dei cambi di destinazione d’uso degli immobili riclassificati in zona B (residenziale) dal Puc approvato dai commissari straordinari. L’inchiesta condotta dal pm Giovanni Corona con l’ausilio della Guardia di Finanza di Aversa è destinata ad allargarsi a macchia di leopardo. Nel mirino delle Fiamme Gialle non finiranno soltanto le circa 70 pratiche edilizie riguardanti i cambi d’uso ma anche altre licenze concesse sotto l’era Santillo, che si regge grazie al sostegno fondamentale dei brancacciani.

Angelo Brancaccio

BRANCACCIO DI NUOVO A CAPO DI TUTTO
Tanto per non cambiare l’urbanistica è il tallone d’Achille di Orta di Atella. Durante le amministrazioni Brancaccio, nella prima metà del 2000 l’allora sindaco ha pianificato il sacco edilizio. La magistratura ha accertato il patto tra quello che è stato definito “il padrone della città” e la camorra, nello specifico i Casalesi e il clan Mallardo, per spartirsi appalti e tangenti. Brancaccio è stato condannato a 8 anni di carcere per la sua “intraneità alle cosche. Uscito di cella nel 2021 ha ripreso in mano il pallino della politica e delle amministrazioni locali, fino a designare Russo assessore all’Urbanistica della giunta Santillo. Oggi è nella sostanza il “vero” sindaco di Orta di Atella. “Controlla” 5 consiglieri di maggioranza, esprimeva 3 assessori fino alle dimissioni di Russo e ha sponsorizzato Francesco Petrella come presidente dell’Acquedotti Scpa e Francesco Cirillo, padre della consigliera Anna Cirillo, come membro del comitato tecnico-scientifico della società idrica. Da allora Francesco Cirillo scarrozza Brancaccio ovunque con la sua auto. Una sorta di autista personale pagato coni soldi dei cittadini.

Massimo Landolfo

IL PIZZINO DI BRANCACCIO AI LANDOLFO
Con il ruolo egemonico di Brancaccio nell’attuale amministrazione il settore urbanistico è tornato alla ribalta per presunti fatti e misfatti. L’ultima visita dei finanzieri all’ufficio tecnico comunale, durata circa 4 ore, risale a giovedì scorso. Le indagini sono ad ampio raggio e vanno ben oltre il caso Russo, nel quale peraltro c’è comunque lo zampino di Brancaccio (non indagato). Il sindaco “de facto” ha incontrato gli imprenditori Mario e Massimo Landolfo presso le piscine Aquadream di Succivo, di sua proprietà, e ha consegnato agli imprenditori un pizzino con il numero di telefono dell’allora assessore, a quanto pare, facendo capire che soltanto Russo poteva risolvere i problemi urbanistici legati al loro complesso immobiliare di 35 unità in zona Laghetto.

Il municipio di Orta di Atella

LA “SISTEMAZIONE” DEL PARCO POLAR
Nella stessa area insiste il Parco Polar, realizzato dagli imprenditori Pedata in modo del tutto abusivo sotto la gestione di Brancaccio. Mancano addirittura la rete idrica e quella fognaria. Dalle carte giudiziarie che portarono all’arresto e alla condanna di Brancaccio emerge con chiarezza il rapporto tra l’allora sindaco e gli imprenditori Pedata. Di recente il gruppo imprenditoriale ha proposto al comune di accollarsi i costi di 300mila euro per la realizzazione della rete idrica e delle fogne per di ottenere i cambi di destinazione d’uso dei circa 100 appartamenti del Parco Polar. Affare ultramilionario.

IL DOCUMENTO DELL’OPPOSIZIONE
Ma torniamo all’intervento di Agorà, Pd e Citta Visibile. I tre gruppi hanno pubblicato su Fb un documento per lanciare l’allarme sui cambi di destinazione d’uso e più in generale sulla gestione del territorio. “Abbiamo scelto – si legge nel post – di non intervenire a caldo, preferendo attendere e riflettere con lucidità. Ma la vicenda che ha coinvolto l’amministrazione comunale nelle ultime settimane riporta inevitabilmente al centro del dibattito pubblico un tema delicatissimo: la gestione del territorio. Non intendiamo sovrapporci al lavoro della magistratura. Auguriamo all’ex assessore di chiarire al più presto la propria posizione, anche per tutelare l’immagine di Orta di Atella, troppe volte segnata da vicende legate all’urbanistica. Si parla di numerosi cambi di destinazione d’uso, concentrati in particolare nella cosiddetta zona Laghetto, un’area che da anni vive condizioni di degrado, criticità urbanistiche e carenza di servizi. Una zona che troppo spesso viene ricordata solo quando emergono problemi, ma dove vivono famiglie, cittadini, persone che hanno diritto alla stessa attenzione e dignità di chi abita altrove. Proprio da lì arrivano molte segnalazioni: interventi che improvvisamente sembrano sbloccarsi, in un contesto che per troppo tempo è stato lasciato senza una visione chiara e senza risposte strutturate”.

La foto allegata al documento dell’opposizione

I CAMBI D’USO IN ZONA LAGHETTO
Agorà, Pd e Citta Visibile chiedono trasparenza e legalità. “La domanda, allora, è semplice e la rivolgiamo pubblicamente al Sindaco: l’amministrazione è a conoscenza di questi cambi di destinazione d’uso? Tutto questo rientra in una visione e in una strategia politica con un indirizzo chiaro, legittimo e uguale per tutti per affrontare le criticità urbanistiche della zona e restituire dignità a chi ci vive? Se questa visione esiste, non possiamo che esserne lieti. Ma deve essere trasparente, verificabile e conoscibile da tutti: procedure chiare, criteri pubblici, atti accessibili. Perché solo la trasparenza garantisce equità, impedisce scorciatoie e restituisce fiducia ai cittadini, soprattutto a chi per anni si è sentito abbandonato. Perché nessun quartiere di Orta di Atella – rimarca l’opposizione extra-consiliare – può essere trattato come una periferia da dimenticare, e nessun cittadino deve sentirsi di serie B. Noi faremo la nostra parte: vigilare, pretendere chiarezza e sostenere ogni soluzione che migliori davvero la qualità della vita dei cittadini. Saremo opposizione a questa maggioranza. Ma prima di tutto saremo dalla parte di Orta di Atella. Sempre”.

L’inchiesta su Tonino Russo potrebbe rappresentare la punta di un iceberg. Dalla profondità di acque torbide potrebbero emergere atti e fatti ben più gravi con cui l’ex assessore non c’entrano nulla. Gli inquirenti sono a caccia di un possibile unico regista e del suo cerchio tragico. Il pm Corona e la Finanza vuole scoperchiare il vaso di Pandora per dimostrare che ad Orta di Atella è cambiato tutto per non cambiare nulla.

Mario De Michele

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