Blitz della Guardia di Finanza al comune di Orta di Atella. L’altro ieri mattina gli uomini delle Fiamme Gialle si sono recati presso l’ufficio tecnico per ulteriori accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sui cambi di destinazione d’uso di quattro appartamenti che ha portato all’arresto dell’assessore all’Urbanistica dimissionario Tonino Russo, poi non convalidato dal gip Nigro. I finanzieri hanno operato nell’Utc per oltre 4 ore. L’indagine della procura di Napoli Nord è scattata in seguito alla denuncia di Massimo Landolfo, titolare della Real Estate Management, società che ha acquistato all’asta un complesso immobiliare di 35 unità nella zona “Laghetto”. Il palazzo fu realizzato durante il sacco edilizio ideato dall’allora sindaco Angelo Brancaccio in combutta con i Casalesi e il clan Mallardo.

Tonino Russo

Russo è finito sotto inchiesta per aver intascato una presunta tangente di 30mila euro in cambio del rilascio delle quattro pratiche edilizie. Al momento dell’arresto dell’assessore, avvenuto lo scorso 28 gennaio, la Guardia di Finanza di Aversa sequestrò 22.500 in contanti nel suo studio professionale di via Papa Giovanni XXIII, soldi contrassegnati e consegnati poco prima da Landolfo. Ma secondo il gip non si è configurato il reato di concussione da parte dell’ex esponente della giunta, in quanto il rapporto tra Landofo e Russo era basato sulla consulenza tecnica fornita dallo studio professionale dell’allora assessore tramite l’architetto Marco Dell’Aversana (non indagato). Ai domiciliari finì anche Biagio Tessitore, presente alla consegna dei soldi, e accusato di essere il mediatore tra Russo e Landolfo. Anche Tessitore è stato scarcerato dal gip. Sia lui che Russo sono difesi dall’avvocato Mario Griffo.

Angelo Brancaccio

L’imprenditore ha dichiarato agli inquirenti di essere stato costretto a rivolgersi a Russo per risolvere i suoi problemi urbanistici su indicazione di Brancaccio (non indagato). Quello che è considerato l’attuale sindaco “de facto” di Orta di Atella, perché mantiene in piedi l’amministrazione di Antonino Santillo, indirizzò Landolfo da Russo con un “pizzino” consegnato all’imprenditore durante un incontro presso le piscine Acquadream di Succivo, di proprietà di Brancaccio. Presenti all’incontro anche Tessitore e Mario Landolfo, padre di Massimo. Brancaccio scrisse su un foglietto il numero di telefono dell’allora assessore all’Urbanistica.

Massimo Landolfo

Inizialmente l’imprenditore voleva ottenere il cambio di destinazione d’uso di tutti i 35 appartamenti del complesso immobiliare ricadente in zona residenziale dopo il Puc approvato dalla commissione straordinaria. Secondo la ricostruzione di Landolfo lo studio professionale di Russo gli chiese 130mila euro per curare le pratiche edilizie. Cifra che l’imprenditore non fu disposto a pagare, ripiegando sul cambio d’uso di 4 appartamenti per un costo di 40mila euro, poi sceso a 30mila. La prima fetta di quella che il pm Corona considera una tangente fu versata con bonifici a Dell’Aversana. La parte restante fu consegnata da Landolfo in contanti il 28 gennaio, giorno dell’arresto dell’assessore, avvenuto verso le 21.00. Nel giro di poche ore Russo inviò tramite pec la sua lettera di dimissioni dall’esecutivo.

Dopo la scarcerazione di Russo e Tessitore proseguono le indagini delle Fiamme Gialle. I militari della Guardia di Finanza giovedì scorso hanno fatto visita per oltre 4 ore all’ufficio tecnico del comune per approfondire alcuni aspetti dell’inchiesta. È molto probabile che il filone dei cambi di destinazione d’uso si allarghi a macchia d’olio. Dall’insediamento di Santillo ne sono stati rilasciati una settantina. Gli inquirenti li spulceranno uno ad uno per verificare se sono in regola e da quali tecnici sono stati presentati. Non è escluso che le indagini siano estese anche a molte altre pratiche edilizie.

Così come negli anni del cemento inaugurati da Brancaccio con un patto con la camorra e con fiumi di mazzette ancora una volta gli affari urbanistici potrebbero essere il vaso di Pandora di numerosi misfatti e gravi crimini. Un sortilegio malefico dal quale i cittadini non riescono in nessun modo a liberarsi. Povera Orta di Atella.

Mario De Michele

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