Il “vero” sindaco di Orta di Atella è ancora lui: Angelo Brancaccio, tornato a essere il dominus della politica locale nonostante la condanna a 8 anni per camorra e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Uscito di cella nel luglio 2021, si è dato subito da fare in prima persona con la mentalità di sempre basata sul motto “qui comando io”. Quello che va scrivendo da mesi Italia Notizie trova un’altra conferma ufficiale nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’assessore all’Urbanistica Tonino Russo, scattato lo scorso 28 gennaio ad opera della Guardia di Finanza di Aversa, poi non convalidato dal gip Agostino Nigro.
Dopo essersi dimesso dalla giunta ora il noto geometra è a piede libero. Scarcerato anche Biagio Tessitore, accusato dalla procura di Napoli Nord di essere il mediatore tra l’allora assessore e gli imprenditori Mario e Massimo Landolfo per l’ottenimento di quattro cambi di destinazione d’uso di altrettanti appartamenti ricompresi in un complesso immobiliare di 35 unità in zona “Laghetto”. Sia Russo che Tessitore sono difesi dall’avvocato Mario Griffo che è riuscito a dimostrare per entrambi la mancanza di gravi indizi di colpevolezza.

BRANCACCIO COME MISTER WOLF DI PULP FICTION
Ma dalle indagini condotte dal pm Giovanni Corona emerge con chiarezza un elemento incontrovertibile: Brancaccio, che non è indagato, è il deus ex machina dell’amministrazione comunale targata Antonino Santillo. Sul terreno politico tiene in vita la maggioranza, sul piano pratico-gestionale è considerato l’uomo giusto per “risolvere” i problemi, una sorta di Mister Wolf di Pulp Fiction, soprattutto quelli di tipo urbanistico. Del resto è il settore del comune grazie al quale Brancaccio ha ideato il sacco edilizio di Orta di Atella e ha intascato fiumi di tangenti in base al patto criminale con i Casalesi, gruppo Schiavone-Russo, e il clan Mallardo di Giugliano. A quei tempi era il sindaco in carica. Nel giro di pochi anni fu costruita un’intera città abusiva: “Orta 2”. Interminabili colate di cemento e mazzette a go-go.

L’EX SINDACO INDIRIZZA I LANDOLFO DA RUSSO
Nell’inchiesta che ha coinvolto Russo è proprio Brancaccio a indirizzare gli imprenditori dall’allora assessore. Lo riporta a caratteri cubitali oggi il quotidiano cartaceo Cronache di Caserta, molto attento alle vicende giudiziarie di Terra di Lavoro. In un articolo di Giuseppe Tallino vengono ricostruiti i retroscena della vicenda contenuti sia nella denuncia di Massimo Landolfo contro Russo, sia nell’ordinanza del gip di non convalida degli arresti. Prima di entrare nel merito è necessario ricordare che Russo è risultato alle comunali del 2023 il primo eletto della lista Coraggio, allestita da Brancaccio. E proprio su indicazione di Brancaccio si dimise da consigliere per entrare in giunta con la delega all’Urbanistica. Ma torniamo all’inchiesta. Gli imprenditori Landolfo chiedono un incontro a Brancaccio tramite Tessitore, noto mediatore immobiliare del posto, vicino all’ex sindaco. Mario Landolfo, padre, e Massimo, il figlio, incontrano “casualmente” Brancaccio che li invita alle piscine “Acquadream” di Succivo, suo quartier generale. In quell’occasione non si parla di nulla ma, guarda caso, viene consegnato un “pizzino” per indirizzare i due imprenditori dall’assessore Russo.

SANTILLO SINDACO A SOVRANITÀ LIMITATA
Perché i Landolfo, padre e figlio, si rivolgono a Brancaccio per ottenere il cambio di destinazione d’uso, inizialmente per tutti i 35 appartamenti in zona “Laghetto”? Perché consultano Brancaccio per una pratica edilizia che loro stessi ritengono sia legittima? Ovviamente perché è notorio, non solo ad Orta di Atella, che il sindaco de facto della città atellana è proprio Brancaccio. È lui l’azionista di maggioranza dell’amministrazione comunale. È lui che pigiando sull’interruttore può mandare a casa Santillo con un clic.

LE PISCINE E IL SOLITO MODUS OPERANDI
Un’altra domanda nasce spontanea: perché Brancaccio indirizza i Landolfo dall’assessore Russo pur precisando di non voler sapere nulla della vicenda? Sa invece benissimo che il “suo” assessore” è delegato all’Urbanistica ed è quindi in palese conflitto di interessi. Ma pur conoscendo i possibili rischi non esita a mandarli da Russo, da qualche mese diventato più “autonomo”, forse troppo per i gusti di Brancaccio. Sarebbe un modus operandi già sperimentato nel passato remoto e in quello recente. Location le piscine di Succivo, ovviamente.

RUSSO VITTIMA DI UNA TRAPPOLA PREMEDITATA?
Si tratta di una mera ipotesi. Ma lo stesso gip mette in luce nell’ordinanza che proprio le modalità degli incontri tra Brancaccio e i Landolfo, con tanto di “pizzino”, hanno fatto supporre agli imprenditori l’esistenza di un sistema corruttivo all’interno dell’amministrazione comunale. E il fatto che Brancaccio abbia indirizzato i Landolfo da Russo, “suo” assessore all’Urbanistica, ha avvalorato la convinzione che per ottenere il via libera alle pratiche edilizie fosse necessario passare “per forza” attraverso lo studio professionale dell’allora esponente della giunta. Guarda caso, quando gli imprenditori si rivolgono a Russo cominciano i guai per l’assessore, culminati con l’arresto e le dimissioni dall’esecutivo.
“MORTO” UN ASSESSORE, SE NE FA UN ALTRO
Per sua fortuna il geometra è stato scarcerato quasi immediatamente. Ma ora si è “liberato” anche il suo posto in giunta. Se l’assessorato all’Urbanistica era in quota Coraggio e se tale lista, che oggi si chiama Prospettiva Futura per Orta, è telecomandata da Brancaccio, chi designerà il nuovo assessore all’Urbanistica? “Elementare, Watson!”.
Mario De Michele












