A Villa Literno sta destando un forte allarme tra i cittadini la realizzazione del sito di compostaggio nel comune limitrofo di Casal di Principe. Si tratta di un mega impianto per il trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. In pratica saranno smaltiti rifiuti speciali. Sono previsti infatti controlli periodici per impedire la formazione di miasmi e la dispersione di aereosol e di polveri sottili (link in basso). In questi casi le domande sono sempre le stesse: come verrà gestita la struttura? Quali garanzie ci sono per la salute pubblica? L’aria diventerà irrespirabile? E soprattutto: è opportuno realizzare un impianto così impattante sull’ambiente nel “cuore” di Terra dei fuochi? Tutti interrogativi legittimi. Ma il dado è tratto. Dopo un lungo iter tecnico-burocratico la fase attuativa del progetto è alle porte. Da qui la preoccupazione delle popolazioni delle città a ridosso del maxi sito di compostaggio, tra le quali Villa Literno è la più esposta. Immediato l’intervento dei consiglieri di opposizione Iolanda Griffo e Pietro Musto. “Siamo consapevoli che siano nella fase realizzativa di progetto che non riguarda il nostro Comune, fra l’altro approvato quando non eravamo ancora amministratori locali, ma ci impegneremo ugualmente con forza per tutelare la salute pubblica e per salvaguardare i cittadini. Già nei prossimi giorni – affermano Griffo e Musto – metteremo in campo iniziative istituzionali e politiche per informare e coinvolgere la popolazione su questa delicata questione. I cittadini di Villa Literno non possono pagare sulla propria pelle il caro prezzo di scelte errate compiute da altri”. Purtroppo Griffo e Musto potranno fare poco. Spettava alle passate amministrazioni locali mettere in campo una convinta azione di interdizione politica. Ora è tutto molto più difficile, se non impossibile.
L’intervento, programmato con delibera di giunta regionale n. 123 del 07/03/2017, integrata e modificata dalla n. 294 del 15.06.2020, è finanziato con i soldi del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, nell’ambito del Patto per lo sviluppo della Regione Campania (link in basso). Durante una conferenza stampa sul piano regionale sui rifiuti, nel gennaio 2017 il governatore Vincenzo De Luca elencò alcuni siti selezionati tra le 37 domande presentate dai Comuni, indicando tra questi anche quello di Casal di Principe. All’epoca il sindaco era Renato Natale, vincitore delle amministrative del 2014, poi riconfermato nella tornata successiva. Nel marzo 2019 gli uffici di Palazzo Santa Lucia assegnano la redazione del progetto a un raggruppamento temporaneo di imprese formato tre società: Technital, Consulting e Owac Engineering Company. Quasi due anni dopo, nel febbraio 2021, viene indetta la gara per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva dell’impianto.
Da segnalare che nello stesso anno il progetto viene escluso con decreto dirigenziale dalla procedura di valutazione di impatto ambientale. Un altro passo avanti risale al settembre 2022, quando l’ufficio speciale Grandi opere centrale acquisti mette a bando l’esecuzione dei lavori. Parallelamente si traccia il sentiero tecnico-amministrativo. Nel corso della Conferenza di servizi del luglio 2023 la Regione Campania trasmette l’istanza di autorizzazione integrata ambientale per la costruzione del sito di Casal di Principe. Viene inoltre chiesto se “è già avvenuto il cambio di destinazione d’uso dell’area su cui insiste l’impianto in progettazione”. Il rappresentante dell’ente locale assicura “che è stata già approvata la variante urbanistica con delibera di Consiglio comunale, riservandosi di produrla successivamente”. Nelle more la Conferenza di servizi prende atto dell’avvenuta approvazione della variante al Puc. Ma non mancano, da parte di alcuni enti della CdS, le richieste di prescrizioni o di integrazioni al progetto.
In merito alle valutazioni sulla documentazione inviata dalla ditta, il rappresentante del Comune di Casal di Principe, l’ing. Vincenzo Cenname, chiede che “vengano previste delle vasche di laminazione per gli scarichi che consentano il contenimento degli stessi e quindi un minore impatto sui Regi Lagni come corpo ricettore che subisce notevoli innalzamenti del livello in occasione di forti precipitazioni con rischio allagamento della sede urbana”. Per aggiornare l’intera documentazione la Conferenza viene nuovamente convocata nel febbraio 2024. In quella sede Cenname esprime parere favorevole. Per completare il lungo iter burocratico viene fissata nell’aprile dello stesso anno una seduta della Conferenza di servizi decisoria. Anche in quell’occasione per conto del Comune di Casal di Principe viene confermato il via libera al progetto da parte dell’ing. Cenname. Al termine della riunione viene stabilito e decretato testualmente quanto segue: “Sussistono le condizioni per autorizzare la Regione Campania per lo smaltimento dei Rsb (rifiuti speciali, ndr) con impianto in Casal di Principe, per recupero o una combinazione di recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi con una capacità superior a 75 Mg al giorno, che comportano il ricorso ad una o più delle seguenti attività: trattamento biologico”. Nello stesso decreto è previsto che “in fase di esercizio dovranno essere adottate tutte le cautele per impedire la formazione degli odori e la dispersione di aereosol e di polveri e di dare atto che il gestore resta l’unico responsabile degli eventuali danni arrecati a terzi o all’ambiente in relazione all’esercizio dell’impianto”. E inoltre che “la durata della presente autorizzazione è fissata in dieci anni dalla data di esercizio”.
Come detto, “alea iacta est”. Nel “cuore” di Terra dei fuochi nascerà un mega impianto per il trattamento di rifiuti speciali. E poi si riempiono la bocca di parola vuote come le bonifiche del territorio. Solo chiacchiere e distintivo. Che ipocrisia.
Mario De Michele
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