Un degrado totale. Che va dalle periferie al centro storico fino al municipio chiuso al pubblico per gravi carenze strutturali. Sotto la gestione Santillo-Brancaccio-Piccirillo Orta di Atella ha battuto tutti i record negativi possibili e immaginabili. Un fallimento da Guinness dei primati. Hanno fatto peggio soltanto le amministrazioni degli anni del boom edilizio, fautrici delle colate di cemento e foraggiate da fiumi di tangenti. La maggioranza a trazione brancacciana ha condotto la città alla deriva. Servizi ai cittadini praticamente del tutto assenti, politiche sociali e culturali inesistenti, interventi per i giovani meno consistenti di un miraggio, igiene urbana da quarto mondo, e soprattutto una navigazione a vista finalizzata esclusivamente a tirare a campare perché, come diceva Andreotti, è sempre meglio che tirare le cuoia.

LE PRIORITÀ DELL’ASSE SANTILLO-BRANCACCIO
In realtà il patto di sangue tra Santillo e Brancaccio non dipende soltanto dall’attaccamento alle poltrone e allo stipendio di sindaco e assessori. Le priorità dell’asse tra il primo cittadino e l’ex fascia tricolore, dominus incontrastato della maggioranza, sono orami chiare da molto tempo: ex Lenza, Piani per gli insediamenti produttivi e “sistemazione” urbanistica di palazzi finiti sotto la mannaia della magistratura nel blitz antiabusivismo del 2009, filone giudiziario che portò all’arresto di Brancaccio e alla sua condanna a 8 anni per associazione di stampo mafioso per il suo ruolo di primo piano negli affari milionari dei clan durante il sacco di Orta di Atella.

L’INTERROGAZIONE DI CAPASSO-COLELLA-LIGUORI
Sul degrado del centro storico sono intervenuti i consiglieri di opposizione Mena Capasso e Gennaro Colella di Orta al Centro e Imma Liguori di Scelta Civica con un’interrogazione a risposta scritta e orale indirizzata a Santillo, all’assessore ai Lavori pubblici Antonio Chianese e al presidente dell’assise Giuseppe Massaro. “Il centro storico di Orta di Atella – si legge nel documento – versa da tempo in una condizione di grave precarietà strutturale e idrogeologica, causata in larga parte dall’obsolescenza della rete idrica e fognaria e dalla presenza di cavità tufacee; recentemente, in Via Diaz, si è verificato un preoccupante sprofondamento del manto stradale che ha causato il crollo e la successiva necessaria demolizione di un fabbricato; a seguito di tale evento, la strada è stata interdetta alla circolazione veicolare, determinando pesantissimi disagi ai residenti e alle attività commerciali della zona. Considerato che – aggiungono Capasso, Colella e Liguori – l’episodio di Via Diaz non è isolato, ma si inserisce in un quadro di fragilità sistemica che ha già visto verificarsi crolli e dissesti in altre arterie fondamentali del centro storico, quali Via Chiesa, Via Migliaccio e Via Ragozzino”.

Il tris di consiglieri aggiunge: “Nonostante le promesse e i solleciti, le situazioni sopracitate risultano tuttora aggravate e mai definitivamente risolte, alimentando un senso di insicurezza e abbandono nei cittadini; evidenziato che la società Acquedotti s.c.p.a. è la società in house del Comune di Orta di Atella, il quale non solo ne è stato il promotore/creatore, ma ne detiene la maggioranza delle quote societarie. In virtù di tale rapporto “privilegiato” e della natura stessa della società, il territorio di Orta di Atella dovrebbe godere di una cura, una manutenzione e un interesse prioritari da parte della suddetta società di gestione”.
CHIESTA PRESENZA PRESIDENTE ACQUEDOTTI
I tre consiglieri di minoranza interrogano il sindaco Santillo e l’assessore Chianese su “quali iniziative urgenti e concrete intenda intraprendere l’Amministrazione per risolvere la problematica di Via Diaz, al fine di ripristinare la sicurezza e la viabilità nel più breve tempo possibile; quale sia il piano di interventi programmato per affrontare il dissesto idrogeologico nel resto del centro storico, con particolare riferimento alle situazioni irrisolte di Via Chiesa, Via Migliaccio e Via Ragozzino; se sia intenzione dell’Amministrazione avviare un piano straordinario di rinnovo integrale della rete idrica del centro per prevenire ulteriori crolli; i motivi per cui la società in house Acquedotti s.c.p.a. non sia ancora intervenuta in maniera risolutiva sul territorio”. Capasso, Colella e Liguori chiedono inoltre che “alla discussione della presente interrogazione in Consiglio Comunale sia invitato e sia presente il Presidente della società Acquedotti s.c.p.a., affinché riferisca in merito alle responsabilità tecniche, alla manutenzione della rete e ai futuri investimenti sul territorio di Orta di Atella”.

OPPOSIZIONE, SI SFILA FARE DEMOCRATICO?
Dopo mesi di opposizione unitaria con Fare Democratico stavolta l’iniziativa di Orta al Centro e di Scelta Civica non è stata sottoscritta anche dagli uomini di Nando D’Ambrosio. Un altro aspetto che segnala la divisione nella minoranza è il lungo silenzio dei consiglieri di Fare Democratico Antonio Sorvillo e Nicola Margarita, tra i più attivi oppositori di Santillo e company fino alla campagna elettorale delle regionali che ha visto in campo D’Ambrosio. Da allora Sorvillo e Margarita non hanno più aperto becco. E proprio dalle regionali sono circolate con sempre maggiore insistenza le voci di un accordo tra D’Ambrosio e Brancaccio per strappare più voti alle regionali. Voci rafforzate dalla nomina di Chianese, parente di Margarita, ad assessore ai Lavori pubblici proprio durante la campagna elettorale. Poco dopo, su intercessione di Brancaccio, la consigliera di Scelta Civica Giovanna Migliore è ritornata in maggioranza. Evidentemente l’ex sindaco le avrà fatto una proposta che non poteva rifiutare.
Mario De Michele












