
È stata presentata da Massimo Landolfo la denuncia che ha portato all’arresto ai domiciliari per concussione dell’assessore all’Urbanistica Tonino Russo, scattato mercoledì scorso durante un blitz della Guardia di Finanza di Aversa. Nell’inchiesta delle Fiamme Gialle è coinvolto anche Biagio Tessitore, anziano mediatore immobiliare che avrebbe fatto da intermediario tra l’esponente della giunta e l’imprenditore. Secondo l’accusa Russo, che nel frattempo si è dimesso, avrebbe intascato una tangente di 30mila euro per il cambio di destinazione d’uso di 4 appartamenti compresi in un complesso immobiliare di 35 unità. Il palazzo si trova nella zona “Laghetto”, località saccheggiata durante il boom edilizio con la complicità dell’allora sindaco Angelo Brancaccio, condannato a 8 anni per camorra per i suoi rapporti affaristici con i Casalesi e il clan Mallardo. Nonostante i tanti guai giudiziari e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oggi Brancaccio è il dominus dell’amministrazione comunale guidata da Antonino Santillo. L’ormai ex assessore Russo, notissimo geometra di Orta di Atella, è stato il primo eletto della lista Coraggio allestita proprio da Brancaccio. In accordo con l’ex fascia tricolore si dimise per entrare nell’esecutivo.

Landolfo ha dichiarato agli inquirenti di essere stato costretto a rivolgersi a Russo per risolvere i suoi problemi urbanistici su indicazione di un personaggio centrale e molto influente della politica ortese. Inizialmente l’imprenditore voleva ottenere il cambio di destinazione d’uso di tutti i 35 appartamenti del complesso immobiliare, ricadente in zona residenziale dopo il Puc approvato dalla commissione straordinaria. Secondo la ricostruzione di Landolfo lo studio professionale di Russo gli chiese 140mila euro per curare le pratiche edilizie. Cifra che l’imprenditore non fu disposto a pagare, ripiegando sul cambio d’uso di 4 appartamenti per un costo di 40mila euro, poi sceso a 30mila. Dopo il versamento di una parte dei soldi il comune ha rilasciato le quattro autorizzazioni in base al “Salva Casa” di Salvini. La prima fetta soldi di quella che i pm considerano una tangente fu versata con bonifici al tecnico Dell’Aversana che lavora nello studio di Russo. La parte restante è stata consegnata da Landolfo in contanti mercoledì scorso, giorno dell’arresto dell’assessore.

Intanto gli inquirenti hanno disposto il sequestro del cellulare dell’ex assessore e nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminare si pronuncerà sulla convalida dell’arresto di Russo. Sul piano politico-amministrativo si tratta dell’ennesima batosta per la maggioranza a trazione Santillo-Brancaccio. Una coalizione totalmente allo sbando che nonostante il colossale fallimento sotto gli occhi di tutti continua a tirare a campare. In ballo ci sono affari milionari: l’area dismessa della distilleria Leanza, dove potrebbe nascere un supermercato, gli insediamenti produttivi, per i quali è già stato rilasciato qualche permesso, e la sanatoria fanta-urbanistica di due palazzi abusivi.
Mario De Michele












