Questa è davvero bella. In perfetto stile Orta di Atella. Nella stessa giornata in cui Tonino Russo si è dimesso da assessore all’Urbanistica, in seguito all’arresto poi non convalidato dal gip, Antonino Santillo ha firmato i decreti per assegnare le deleghe ai consiglieri di maggioranza. Al cospetto di una giunta ridotta ai minimi termini, con 2 posti vacanti su 5 (Elvira Caccavale ha gettato la spugna lo scorso 28 dicembre), la priorità del sindaco è stata quella di affidare gli incarichi ai membri dell’assise che lo sostengono. Da non credere. Roba da fantapolitica. Di più. Il poeta direbbe: “Non so se il riso o la pietà prevale”. I cittadini si chiedono se Santillo si sia trasferito sulla Luna. Scene più esilaranti del film “L’aereo più pazzo del mondo”. Cose che farebbero scompisciare dalle risate anche Totò, che è il Principe delle risate.

Sull’amministrazione comunale a trazione Santillo-Brancaccio non è più possibile fare cronaca politica. Forse non basta PIù neppure la satira politica. È nato un nuovo “genere”, autoctono, che potrebbe rilanciare la stagione dei b-movie comici italiani. Al posto di “Pierino colpisce ancora” il municipio ortese potrebbe essere la location perfetta per girare “Santillo, un sindaco-marziano a Orta di Atella”, oppure “Brancaccio 2, la vendetta di chi invecchiando peggiora”. Sbancherebbe i botteghini anche il film intitolato “Più sei indebitato, più comandi tanto per morire e pagare c’è sempre tempo”. Del resto in passato la casa comunale ha già ospitato scene che sembravano tratte da “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”.

Ma il livello politico-istituzionale di oggi non ha precedenti. Dopo aver toccato il fondo si continua a scavare più giù, come se non ci fosse un domani. E di questo passo la parola “futuro” sarà cancellata per sempre dal vocabolario di Orta di Atella. I ladri di futuro del sacco edilizio, con Brancaccio in cima alla piramide, hanno devastato il territorio con colate di cemento a suon di tangenti. Il risultato: “Orta 2”, una città dormitorio in molte zone sprovvista di servizi essenziali e opere di urbanizzazione.
Gli attuali amministratori locali, con il loro totale immobilismo e l’orami solare incapacità di governare, stanno rubando l’ultima fetta di futuro che ancora si poteva intravedere. Un colpo di grazia soprattutto ai tanti giovani della città più giovane d’Italia che non offre nulla ai giovani. Per cosa poi? In piccolo, per qualche ritorno personale di vario genere. In grande, per i soliti affari legati, ad esempio, ai piani per gli insediamenti produttivi, ai centri commerciali e alla “sistemazione” urbanistica di ciò che non è “sistemabile”, con irrefrenabili rigurgiti del passato.
LE DELEGHE AI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA
In questo scenario, con una giunta monca da oltre un mese, con un assessore costretto a dimettersi forse per la “trappola” ampiamente sperimentata del solito noto, con una città allo sbando, come conferma chi ci vive, le deleghe assegnate da Santillo, o meglio dal sindaco “de facto” Brancaccio, ai consiglieri di maggioranza arricchisce il lungo capitolo della farsa. E quindi ci limitiamo a riportare che Rocco Russo si occuperà di Scuola, Servizi educativi, Promozione territoriale, Cultura, Identità locale e Turismo religioso; Giovanna Migliore di Rapporti con l’Asl, Tutela della salute pubblica e Politiche per la terza età; Ciro Palladino di Contenzioso, Prevenzione lite, Revisione regolamenti comunali, Monitoraggio Pnrr, Edilizia scolastica, Coerenza programmatica, Igiene urbana, Raccolta rifiuti, Raccolta differenziata ed Educazione ambientale; Pasquale Lamberti di Agricoltura, Aree rurali, Filiere locali, Decoro urbano, Verde pubblico, Manutenzione rete stradale e Ripristini dei sottoservizi; Francesco Lettieri di Urbanistica, Riordino del territorio, Rigenerazione urbana, Spazi pubblici e Monitoraggio dei Lavori pubblici; Nicola Russo di Disabilità, Inclusione, Accessibilità, Politiche giovanili, Partecipazione, Rapporti con le associazioni e Albo delle associazioni; Anna Cirillo di Protezione civile, Sicurezza territoriale, Sicurezza urbana e Videosorveglianza; Raffaella D’Ambrosio di Pari opportunità, Contrasto alle discriminazioni e Politiche di contrasto alle povertà.
Una commedia dell’assurdo. Una carnevalata. L’ennesima conferma, di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno, che “Non ci resta che piangere”. È inutile porsi troppe domande su cosa stia accadendo. Quando la realtà supera la fantasia può succedere di tutto. Siamo al genere fantapolitico. Il film in prima visione si chiama “Al peggio non c’è mai fine”. Un titolo proiettato ogni santo giorno sugli schermi del municipio di Orta di Atella.
Mario De Michele












