Enzo De Angelis

Inutile girarci attorno. L’affidamento ai privati dello Sporting Village Cesa si è trasformato nel corso degli anni in una speculazione che ha favorito i concessionari a discapito della collettività. Nel 2011 l’area di oltre 25mila mq fu data in gestione dall’allora amministrazione targata Enzo De Angelis per ristrutturare e riaprire al pubblico impianti sportivi più volte vandalizzati. Fu deciso di avvalersi anche di risorse private. E si optò per l’esternalizzazione. Al progetto per la realizzazione del manto erboso sintetico del campo a 11 lavorò alacremente Cesario Oliva, assessore al ramo dell’epoca, che dopo una serie di interlocuzioni con la Regione Campania ottenne assieme al sindaco De Angelis un corposo finanziamento. Ai concessionari l’onere di una serie di interventi, tra cui il rifacimento degli spogliatoi, la recinzione del rettangolo da gioco e l’installazione di quattro torri per l’illuminazione del campo.

Cesario Oliva e Bruno Conti

Nel 2011 il mega impianto, munito anche di due campi da calcetto, fu affidato per 12 anni all’associazione sportiva Progetto Europa Cesa con una gara con 5 partecipanti. Riaprì i battenti nel gennaio dell’anno successivo. Padrino dell’inaugurazione il campione del mondo di calcio Bruno Conti, uno degli eroi della spedizione italiana del 1982 in terra spagnola. Ma col passare del tempo e con l’addio di alcuni soci, definito da qualcuno forzato, la gestione esterna ha mostrato le prime crepe. Durante le amministrazioni griffate Enzo Guida, succeduto al sindaco-galantuomo Cesario Liguori, l’esternalizzazione dello Sporting Village Cesa si è trasformata in una sorta di privatizzazione. La bilancia del dare e avere si è spostata totalmente a favore degli affidatari.

Enzo Guida

A carico dei concessionari infatti era prevista la realizzazione di altre importati opere. Gli intoppi principali sono sorti proprio sulle migliorie proposte in sede di gara. Il capitolato d’oneri è scomparso dai radar dell’albo pretorio. Ma a quanto pare la Progetto Europa Cesa avrebbe dovuto accollarsi anche i costi per costruire una tribuna di 200 posti al coperto per il campo a 11, gli spogliatoi per i due campi di calcetto all’ingresso del portone principale e una struttura in legno di 200 mq per bar e ristoro. Nessuna di queste opere è stata realizzata. E sotto le amministrazioni di Guida nulla è stato fatto per sollecitare gli interventi contenuti nelle migliorie.

Si dice che in base ai grafici allegati all’offerta sarebbero dovuti sorgere inoltre un campo da tennis alle spalle della porta del campo a 11, lato campagna, un piccolo parco giochi dietro la porta del campo a 11, lato strada, e una piscina all’aperto. Di queste opere nemmeno l’ombra. Lo Sporting Village Cesa è rimasto così com’era al momento dell’affidamento, salvo la ristrutturazione degli spogliatoi, la recinzione e le quattro torri di illuminazione del campo di calcio grande. Se fosse così non si spiegherebbe perché il sindaco Guida e l’amministrazione comunale non abbia contestato ai privati il mancato rispetto del capitolato d’oneri con contestuale revoca della concessione.

Tra i gestori ufficiali o sottufficiali, diretti o indiretti, visibili o invisibili dello Sporting Village figurerebbero due membri del neonato gruppo Noi Ci Siamo per Cesa che sostiene Guida e la sua coalizione alle comunali della prossima primavera. Se il nuovo affidamento di 10 anni, ad appena 1.250 euro al mese, finisse in modo mascherato nelle loro mani sarebbe una pulcinellata. Ma dopo la festa di Carnevale è vietato circolare con il volto travisato. Se non ci si toglie le maschere si viene comunque smascherati.

Mario De Michele
(continua…)

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