
Nessuna risposta. Zero che porta a zero. Niente di niente. Neppure un larvato tentativo di mettere una toppa. Soltanto un silenzio assordante. All’indomani dell’annuncio di Mimmo Mangiacapra di scendere di nuovo in campo con la lista di Enzo Guida non c’è stata alcuna reazione dei leader e dei rappresentanti di A Testa Alta. Un mutismo inquietante. Che ammanta di dubbi e sospetti la cronaca di un disastro politico annunciato. Il “fuoco amico” ha centrato in pieno Giuseppe Fiorillo. Il numero uno di Cesa in Comune è espressione dei deluchiani. Idem il presidente dell’assise. Entrambi fanno riferimento a Gennaro Oliviero, capo indiscusso di A Testa Alta in provincia di Caserta. Esattamente un anno fa, in occasione dell’onomastico di Fiorillo che si festeggia il 19 marzo, il consigliere regionale fece tappa a Cesa per incoronare lo stimato medico candidato sindaco alle comunali del prossimo maggio. Nel mezzo le elezioni dello scorso novembre per il rinnovo del parlamentino campano.

In campagna elettorale Oliviero mise attorno a un tavolo il suo gruppo. L’intesa per le amministrative di Cesa fu siglata tra un morso a una Margherita e un sorso di Coca Cola. Al desco era seduto anche Mangiacapra. Tra i commensali Fiorillo. In quel frangente il timoniere del civico consesso diede ufficialmente la sua disponibilità a sostenere Cesa in Comune alle comunali. Affermò davanti a decine di persone che se Oliviero avesse ottenuto un ottimo risultato alle regionali lui sarebbe stato anche disposto a mandare a casa Guida in anticipo. Non disse apertamente che si sarebbe candidato con Fiorillo ma affermò che era un’ipotesi da non escludere e che in ogni caso avrebbe appoggiato uno dei candidati del raggruppamento civico. I testimoni oculari non mancano. Alle regionali la lista A Testa Alta ha incassato 474 preferenze, la seconda più votata in assoluto. Ben 414 suffragi sono andati a Oliviero, pari all’87,34%. Un plebiscito. Grazie all’ennesimo exploit a livello casertano il leader dei deluchiani è stato rieletto per la quinta volta consecutiva e si è assicurato nuovamente un ufficio nell’isola F13 del centro direzionale di Napoli.

Dopo i festeggiamenti per la vittoria e lo smaltimento della sbornia elettorale fu ripreso il filo delle trattative per le comunali di Cesa. Ma dallo scorso dicembre fino a metà marzo non si è trovato il bandolo della matassa, ovvero non è stato chiuso l’accordo con Mangiacapra, che ha comunque ribadito il sostegno a Fiorillo in un primo incontro interlocutorio con Oliviero. Ma poi è saltato più volte il faccia a faccia decisivo per siglare l’intesa. Prima per passeggeri problemi di salute del consigliere regionale, poi per alcuni suoi imprevisti impegni istituzionali, infine perché Mangiacapra l’ha tirata per le lunghe. Nel frattempo nel centro Siani di Cesa si è tenuto il vertice zonale di A Testa Alta dell’area atellana. Assieme a Oliviero al tavolo di presidenza era seduto proprio Mangiacapra. Come sempre impelagato nel suo studio medico Fiorillo arrivò a riunione quasi conclusa.
Giovedì scorso l’annuncio del presidente dell’assise su un sito locale: “La mia esperienza è a disposizione. Dinanzi ad una richiesta del partito e del sindaco, mi son preso una pausa di riflessione e se occorre ricandidarmi sarò disponibile a sostenere la nostra squadra di governo con Enzo Guida Sindaco”. Un colpo di scure che si abbattuto su Fiorillo e sull’area Oliviero. La conferma delle tante perplessità covate nel gruppo Cesa in Comune sulla scelta finale di Mangiacapra, noto per le sue doti quarantennali di vincere sempre al gioco delle tre carte.
A cose fatte, cioè con il timoniere dell’assemblea consiliare schierato di nuovo con Guida, il gruppo dirigente e i candidati della lista civica si sono messi subito in contatto sul da farsi. Al netto degli “amorevoli” commenti su Mangiacapra, già nelle ore successive al suo annuncio è stata formulata una richiesta unanime: “Olivero deve intervenire ad horas e prendere le distanze. Bisogna fare immediatamente e pubblicamente chiarezza sulla vera collocazione di A Testa Alta. Deve dire se i deluchiani stanno con Fiorillo e con Guida”.

Ma finora il consigliere regionale ha scelto la consegna del silenzio. Il suo immobilismo non sta aiutando. Di ora in ora cresce il malcontento. Anche il candidato sindaco di Cesa in Comune non si è ancora fatto sentire. Non serve scomodare Sartre per comprendere che restare fermi al centro del bosco è già una scelta, quella di morire nel bosco. “Meglio una scelta sbagliata che nessuna scelta”, direbbe Descartes. Mangiacapra ha scelto Guida. Ora tocca a Oliviero scegliere tra Mangiacapra e Fiorillo. Se il capo dei deluchiani resta fermo nel bosco si profila uno scenario allarmante per Cesa in Comune. Vorrebbe dire che il consigliere regionale gioca una doppia partita: far eleggere quanti più “suoi” rappresentanti in maggioranza e all’opposizione. Alla fine della fiera l’unico a vincere comunque sarebbe Oliviero. Che potrebbe portare in assise ben 4 consiglieri comunali.

Due sono già praticamente certi: lo stesso Mangiacapra e Fiorillo, che da candidato sindaco approderebbe nel civico consesso anche in caso di sconfitta. Gli altri due li pescherebbe nella lista Cesa in Comune sfruttando l’onda lunga dell’aspirante fascia tricolore e l’accoppiata tra maschio e femmina tra i candidati al consiglio. Da qui il pressing di Oliviero per far scendere in pista Antimo Dell’Omo al posto dell’uscente Gina Migliaccio, in modo che l’apprezzato ex assessore possa correre in tandem con la sua fedelissima Eugenia Oliva. A quel punto incassare tre eletti nella lista di Fiorillo non sarebbe impossibile. I “suoi” nomi dovrebbero piazzarsi tra i primi tre. In caso di vittoria di Guida agli altri “poveri” candidati di Cesa in Comune resterebbe un solo posto disponibile per sbarcare in assise. Se vince Fiorillo gli scranni disponibili sarebbero otto. Meglio ancora. Con Mangiacapra pronto a fare il salto della quaglia alla bisogna.

In pratica Olivero avrebbe un piede in maggioranza, sempre utile in prospettiva per eventuali ribaltoni, e l’altro in minoranza, funzionale a nuovi equilibri politici sovracomunali. Difficilmente la strategia del consigliere regionale andrà in porto. Non sarà per nulla agevole mascherare Cesa in Comune nella lista A Testa Alta. Il progetto originario è totalmente diverso: una coalizione civica che punta al cambiamento. Ed ecco perché se Oliviero non prederà una posizione chiara sul caso Mangiacapra il giocattolo di Fiorillo rischia di rompersi. In tal caso le lacrime di coccodrillo del consigliere regionale sarebbero meno sincere del bacio di Giuda. O peggio ancora di quello di Guida.
Mario De Michele












