di Mario De Michele

Con Enzo Guida si sono tuffati i “pesci grandi”, la famiglia Canciello (Marican), vedi Conad, e i “pesci piccoli”, quasi tutti gli imprenditori locali, vedi lavoretti “mordi e fuggi” qua e là. Con Peppe Fiorillo sono scesi in campo professionisti, ceto medio e classe operaia che nell’ultimo decennio si sono tenuti lontani dal cerchio tragico dei governanti scegliendo di essere cittadini liberi piuttosto che sudditi al servizio del potente di turno. Si innervano attorno a questa dicotomia politico-culturale le comunali di Cesa in programma il prossimo maggio. Due approcci diametralmente opposti. Due modus operandi distanti anni luce incarnati dai due competitor per la poltrona di sindaco. In casa Guida vige il motto manicheo “o con me o contro di me”. Dalle parti di Fiorillo c’è la consapevolezza che il comune è di tutti, non prerogativa esclusiva della maggioranza. In caso di rielezione Guida continuerà a essere il sindaco di chi sta con lui. Se vincerà Fiorillo, l’apprezzato medico sarà il sindaco di tutti.

I supporter di Enzo Guida

Non è una contrapposizione astratta. Si basa su dati di fatto. Entrambi hanno capitanato l’amministrazione comunale per 10 anni, un periodo lungo nel corso del quale la fascia tricolore uscente e l’ex primo cittadino hanno mostrato a tutti il loro vero volto. Gli elettori conoscono a menadito i pregi e i difetti di Guida e quelli di Fiorillo. Scegliere tra chi votare sarà un gioco da ragazzi. Due segnali inequivocabili che fanno capire l’aria che tira in città sono il crescente entusiasmo attorno a Fiorillo e al raggruppamento civico Cesa in Comune e il nervosismo nello schieramento di Guida, condito dai soliti attacchi social al veleno e dalle dimostrazioni fotografiche muscolari, che sottendono il timore di perdere le elezioni.

Peppe Fiorillo

Mentre Fiorillo e company stanno lavorando al programma e ai contenuti che cammineranno sulle gambe di una lista, quasi già pronta, bene assortita con un mix di volti nuovi ed ex amministratori, Guida è affannosamente impegnato a far salire alle stelle il numero di partiti e sigle, in molti casi scatole vuote, che lo sostengono. Come sempre Fiorillo punta ad “essere sé stesso”, mentre Guida smania di “avere-apparire”, per citare la celebre bipartizione esistenziale di Erich Fromm. E se lo stimato medico ha allestito una squadra in piena sintonia con il suo modo di intendere la gestione della “res publica”, il sindaco in carica ha scelto la strada del “campo largo” di centrosinistra, scimmiottando il modello regionale pur di mettere assieme quanti più simboli possibile.

Enzo Guida

Ma se nel mondo virtuale dei social l’album delle figurine di Guida appare sensato, il corto circuito politico scatta quando il progetto viene calato nella realtà. Come già detto, la coalizione delle “solo cose belle” rappresenta piccoli e grandi imprenditori e persegue la conservazione di un potere decennale basato sulla logica del “con me o contro di me”. L’opposto dei valori del centrosinistra. Valori che invece trovano piena cittadinanza nel team di Fiorillo, che guarda con attenzione al mondo delle professioni, che non se la passa benissimo, al ceto medio, sempre più in difficoltà, e a una classe operaia che spesso non arriva a fine mese. Ed ecco che in estrema sintesi alle comunali si contrappongono due visioni di vita e di politica: essere (Fiorillo) e apparire (Guida).

Sul piano amministrativo e gestionale la divaricazione è ancora più marcata. Negli ultimi 5 anni la presunta coalizione di centrosinistra ha elargito posti di lavoro e incarichi diretti a parenti e amici dei governanti con un’occupazione capillare del potere mai visto in precedenza, neppure ai tempi delle amministrazioni monocolore della Dc. Sotto l’era Guida il Pd, rigorosamente a conduzione familiare, si è trasformato in Pdc, partito democratico cristiano, con l’aggravante politica che di democratico si è visto ben poco alla luce della spartizione sistematica dei “pani e dei pesci piccoli e grandi”.

Mimì Massaro

Tra i beneficiari di un posto fisso al comune di Cesa, però a tempo determinato, c’è anche Cesario Massaro, figlio di Mimì Massaro, imprenditore molto legato a Guida. Nel 2024 l’ingegnere Massaro ha vinto la selezione per la copertura di un posto di “Funzionario Esperto a tempo determinato per un massimo di 36 mesi” (primo link in basso). La selezione prevede che resterà in servizio fino 30.11.2026, per 201 giorni annui e per un importo massimo annuale di 38.254,32 euro. A conti fatti, guadagnerà 150 euro netti per ogni giorno di lavoro. Per il bimestre dicembre 2025-gennaio 2026 il responsabile dell’Utc Giacomo Petrarca gli ha liquidato 4.994 euro (secondo link in basso). Carta canta, se qualcuno volesse riproporre la barzelletta dei disseminatori d’odio, categoria peraltro sempre in voga nella coalizione di Guida, nella quale scalpitano nani e ballerine.

Per carità, Cesario Massaro è un professionista serio e un giovane perbene. Non c’è dubbio. Suona strano soltanto che è il figlio di un imprenditore molto vicino al sindaco e cliente del suo studio legale. Il ruolo di supporto al Rup, seppure a tempo determinato, stona ancor di più al cospetto del lungo rosario di posti e incarichi finiti puntualmente nelle mani, come direbbe Totò, di parenti, affini, e consanguinei. Favorire familiari e amici dei politici non dovrebbe sulla carta appartenere alla cultura del campo largo, meno che mai al dna del M5S. Ma a Cesa il movimento di Giuseppe Conte ha via via perso smalto, incisività e quasi tutte le stelle per strada ritagliandosi un ruolo molto marginale e totalmente subalterno a Guida e al partito (poco) democratico cristiano. Centrosinistra? Sarebbe più onesto chiamarlo centro di potere.

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