di Mario De Michele
Per il Carnevale tra le strade di Orta di Atella oggi ha sfilato il volto bello della città. Gli alunni del Circolo Didattico, accompagnati da docenti e genitori, hanno dato vita a uno splendido spettacolo di colori e festa. Fino alle 10.00 nemmeno l’ombra dei vigili urbani. Alcune mamme hanno indossato pettorine arancioni per un improvvisato servizio d’ordine per tutelare l’incolumità dei figli. Incredibile, ma vero. Al corteo hanno partecipato centinaia bambini felici e gioiosi. Sono loro il futuro. Sono loro la speranza. Sono loro il fulcro della società del domani. Guardare negli occhi innocenti di quei studenti riempie il cuore e la mente. Ecco la vera Orta di Atella, quella sana, quella dell’avvenire. Un plauso speciale va alla dirigente scolastica e agli insegnanti. Hanno ricostruito il senso della comunità, hanno plasticamente dimostrato cosa significa stare assieme e sentirsi legati alla propria terra, per dirla con un celebre filosofo. La qualità dei docenti e l’offerta didattico-formativa degli istituti locali, in primis la scuola media Massiamo Stanzione, rappresentano un’eccellenza a livello provinciale. Se ne parla poco. Spesso il lavoro di presidi, docenti e di tutto il personale scolastico passa sotto silenzio. È poco valorizzato. In qualche caso bistrattato. Eppure le scuole comunali sono di alto rango. Merito anche delle famiglie che seguono con la massima attenzione i figli. Il mondo della scuola è sicuramente il volto bello di Orta di Atella.
Lo stesso volto della stragrande maggioranza dei cittadini, deturpato da anni immemori da un ceto politico-amministrativo sclerotizzato. Il popolo ortese è molto meglio della classe dirigente ortese. Non è sempre vero che la politica è lo specchio della società. Quando nel corso di lunghi anni si consolida un sistema oligarchico, quando si perpetua un sistema di potere fine a sé stesso inevitabilmente si riduce il campo della partecipazione, si limita l’agibilità democratica. Allo stesso tempo per il cambiamento è ancora più decisivo il ruolo di chi spera e vuole una svolta. Il potere precostituito non si fa mai da parte da solo. Va disarcionato. Altrimenti l’esempio che si è dato ai bambini in corteo oggi è irreparabile. Non c’è niente di peggio di far sfilare gli alunni tra l’immondizia, tra strade disseminate di buche. Si demolisce in un attimo il lodevole lavoro quotidiano svolto dalle scuole, finalizzato a formare i cittadini del domani, quindi anche una nuova classe dirigente. I rifiuti sparsi in via San Salvatore, in pieno centro, sono stati un pugno nello stomaco. Bambini costretti a barcamenarsi tra i sacchetti durante una giornata di festa (video in basso). Buche gigantesche tra le strade e un totale degrado urbano che gettano fango sulla città, sulla popolazione. Un’indecenza che non scalfisce la bellissima iniziativa di oggi, ma che sfregia l’immagine di Orta di Atella (foto in basso).
La dimostrazione plastica della distanza siderale tra governanti e governati si può racchiudere nella conversazione social sul gruppo Fb Orta di Atella tra un cittadino e Pasquale Pellino, assessore all’Ambiente e vicesindaco in pectore. Come ha precisato lo stesso componente della giunta i rifiuti in via San Salvatore sono stati rimossi dopo la sfilata degli alunni. Prima il danno, poi l’intervento. Un cittadino fa notare a Pellino che l’area poteva essere bonificata in anticipo (link in basso). Si chiama programmazione. Anzi, ordinaria amministrazione. Ecco testualmente cosa ha risposto Pellino: “Stamattina non abbiamo dato l’ok perché non sapendo la durata dell’intervento non potevo rischiare di far passare i bambini mentre lavoravano! Quindi ho preferito fare la brutta figura pur di salvaguardare la sicurezza dei passanti!” (link in basso). Ecco, questo è il livello della classe dirigente. Questi sono gli amministratori di Orta di Atella. Vivono in un’altra città. Non hanno nulla a che vedere con la gente. Sono completamente disconnessi con il sentimento popolare. Ed è vano ricorrere alla propaganda di sotto-politicanti, meglio riusciti come garzoni da bar, che per una paghetta mensile vorrebbero spostare l’attenzione sull’inciviltà dei cittadini. L’area in questione è sottoposta a videosorveglianza: finora il comune quanti incivili ha scoperto e multato? Zero. Senza controlli e prevenzione non si combatte l’inciviltà. Ma chi è deputato a predisporre controlli e a fare prevenzione? Lo stesso che scrive su Fb: “Ho preferito fare la brutta figura pur di salvaguardare la sicurezza dei passanti”. Ma che giustificazione è? Ma che risposta è? Ma che roba è? Una motivazione talmente assurda che non andiamo neppure nel merito. Lasciamo il giudizio agli ortesi, in particolare agli studenti. Con un invito accorato: cari ragazzi di Orta di Atella, non diventate come gli attuali governanti, fatelo per la vostra città, fatelo per il vostro futuro.
A decretare l’incontrovertibile inadeguatezza della classe dirigente griffata Antonino Santillo ci hanno pensato i genitori della scuola media. Per il perdurante problema dei doppi turni non si sono rivolti al sindaco. Si sono appellati al vescovo Angelo Spinillo, che il 7 marzo sarà in visita ad Orta di Atella. Una richiesta disperata al capo della Diocesi di Aversa. Una cosa mai vista prima. Da nessuna parte d’Italia. Padri e madri sono talmente avviliti da chiedere l’intervento della Chiesa. È molto peggio di una sfiducia politica in consiglio comunale. È il segno tangibile che il popolo non si riconosce negli amministratori, non si sente rappresentato, non considera i governanti in grado di dare risposte nemmeno ai problemi ordinari. Una spia rossa visibile da chilometri di distanza che Santillo e company non riescono a cogliere perché abbagliati dalla logica del potere per il potere. Non conta nemmeno più il giudizio popolare. Si è spezzato il legame con la comunità, con il volto bello di Orta di Atella che oggi ha sfilato per le strade tra immondizia e strade colabrodo.
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