Matteo Renzi, reduce da due giorni di feroci scontri in aula con il ministro degli Esteri e il ministro dello Sviluppo economico, invita l’opposizione a prendere al volo «la disponibilità al confronto di Meloni, che anzi è arrivata troppo tardi». Perché siamo «in un momento di svolta della storia, si sta riscrivendo l’ordine mondiale dopo Jalta» e l’Europa «deve esserci con la sua voce». Quanto all’Italia, «di fronte a un governo incapace», il leader di Italia viva è ottimista sulle sorti del centrosinistra, «ma ora è il momento di pensare alle primarie». Per scegliere il leader ma anche per discutere «le nostre idee su tasse e sicurezza, trasformando i due tradizionali punti deboli della sinistra in punti di forza».

«Il centrosinistra deve caratterizzarsi per le sue proposte e noi, come Casa riformista, abbiamo lanciato le primarie delle idee. Dobbiamo parlare di giustizia, di sicurezza, di braccialetti elettronici che non ci sono, di tasse che si alzano in un Paese in cui Meloni ha aumentato la pressione fiscale al 43,1%. Non siamo noi il governo Dracula! Su tasse e sicurezza, in teoria i nostri punti deboli, dobbiamo insistere per trasformarli in punti di forza».

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