L’ex sindaco di Teverola Dario Di Matteo

Anno nuovo, problemi vecchi. Del resto prima o poi i nodi vengono al pettine. E tra quelli che deve sciogliere al più presto Franco Matacena riguarda la delega all’Asi Aversa Nord. Tra pochi giorni scade il termine ultimo per indicare il prescelto della città normanna, in vista dell’assemblea generale, che sarà convocata a breve, per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Anche i sassi sanno che Ciccio Di Virgilio ha legato a doppio filo il suo sostegno al sindaco e alla maggioranza all’incarico nel consorzio per l’Area di sviluppo industriale, uno dei più grandi agglomerati produttivi del Mezzogiorno. Di Virgilio, che si è svincolato da Forza Azzurra dopo la decisione della fascia tricolore di varare la nuova giunta escludendo gli esponenti del gruppo di Gianpaolo Dello Vicario, è lui stesso impegnato in una doppia partita: una in casa, ad Aversa, l’altra in trasferta sul terreno da gioco di Teverola. A spingerlo da mesi nella forsennata caccia alla poltrona dell’Asi c’è infatti Dario Di Matteo, ex sindaco del comune alle porte di Aversa e attuale consigliere comunale di opposizione a Teverola dopo la seconda sconfitta di fila alle amministrative del suo paese. Un perdente di successo, per usare la definizione di Nicola Cosentino, spesso attribuita a Italo Bocchino, rivolta ad Angelino Alfano, all’epoca ministro della Giustizia del quarto governo Berlusconi.

Ciccio Di Virgilio

Di Virgilio e Di Matteo sono molto amici, ma non si è mai ben compreso il rapporto politico tra i due e soprattutto perché l’ex sindaco di Teverola sia così fortemente interessato all’ingresso del consigliere di Aversa nell’Asi. Secondo voci di corridoio sarebbero in ballo incarichi non meglio specificati. Fatto sta che un secondo dopo l’insediamento della nuova amministrazione normanna Di Virgilio ha ribadito come un mantra la richiesta della delega all’Asi a Matacena strappando, almeno così si dice, dalla fascia tricolore l’agognato “sì” durante le trattative per la composizione del nuovo esecutivo, in cambio dell’appoggio alla squadra di governo. Ma poiché non tutte le ciambelle vengono col buco l’eventuale incarico a Di Virgilio aprirebbe un fronte polemico all’interno della maggioranza dagli esiti imprevedibili. L’ex esponente di Forza Azzurra infatti soffierebbe il posto a Raffaele De Gaetano, che difficilmente ingoierebbe un altro rospo dopo essere stato ligio al dovere di consigliere nonostante sia l’unico promotore di lista (Il Centro per Aversa) a non aver ricoperto la carica di assessore.

Raffaele De Gaetano

Secondo i patti pre e post elettorali De Gaetano avrebbe dovuto già ricevere il via libera per entrare in giunta, ma nonostante gli accordi è rimasto fuori dai giochi nel primo recente rimpasto consistente operato da Matacena. Nel varare il nuovo esecutivo il sindaco ha deciso di indicare due assessori tecnici a lui riconducibili, con il risultato dell’esclusione definitiva della dimissionaria Olga Diana, che non ha avuto il sostegno di nessun consigliere di Forza Azzurra, e del mancato ingresso di De Gaetano, ancora una volta sacrificato sull’altare della governabilità. Nemmeno in quel caso il promotore de Il Centro per Aversa ha alzato le barricate o ha posto aut aut, ma qualora Matacena dovesse preferire Di Virgilio a lui come delegato all’Asi non continuerebbe più a fare il “bravo”. Bravo sì, fesso no. Anche perché De Gaetano ha tutte le carte in regola, sia politiche che amministrative, per far parte del team di governo. Ha già ricoperto la carica di assessore ed è tra i pochi consiglieri a saper distinguere una determina da una delibera.

Raffaele De Gaetano e Giovanni Innocenti

L’ipotetica apertura del “caso De Gaetano” profilerebbe una crisi in maggioranza di difficile sen non impossibile risoluzione. Inevitabilmente la causa del leader de Il Centro per Aversa sarebbe sposata da Aversa Moderata. Non bisogna ricorrere a uno stratega per comprendere che tra De Gaetano e Giovanni Innocenti, numero uno dei Moderati normanni, c’è un rapporto politico e personale simbiotico. Il presidente dell’assise si schiererebbe senza indugi al fianco di De Gaetano. E sul piano amministrativo sarebbe una scelta di campo più che motivata. Dopo 18 mesi di mandato è ampiamente giunto il turno del promotore de Il Centro per Aversa. Ergo, la delega all’Asi spetta “de plano” a lui. Se De Gaetano fosse ancora una volta mortificato, Matacena nel medio termine sarebbe alle prese con una crisi che assumerebbe i contorni di una strada senza uscita. E in fondo rilucerebbe il cartello “The End”.

Mario De Michele

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