INCHIESTA GOL/1 Tutti di Cesa o legati a Cesa i 41 ammessi al progetto provinciale curato dal consigliere Villano. Bloccare l’iter per fare chiarezza

La sede della Provincia di Caserta

Gridare allo scandalo è poco. Indignarsi non basta. Trattenere a malapena i conati di vomito è impresa ardua. Non bastano stomaci di ferro. Il primo elenco degli ammessi al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) stilato dalla Provincia di Caserta è roba da Prima Repubblica. I 41 nomi prescelti sono tutti di Cesa o riconducibili al comune di Cesa. 23 di loro sono stati impiegati presso la città capitanata dal sindaco Pd Enzo Guida, altri 11 ad Aversa, 7 nella confinante Sant’Arpino. Ben 41 persone racchiuse in un raggio di pochissimi chilometri. Cesa dista da Aversa appena 2 chilometri. Il rione Bagno, che appartiene alla città normanna, insiste di fatto sul territorio cesano. Sant’Arpino è geograficamente attaccata a Cesa. Si può raggiungere facendo quattro passi a piedi. Il progetto della Provincia di Caserta prevede che i 41 tirocinanti, che percepiranno 500 euro al mese per 6 mesi, siano utilizzati presso le sedi degli istituti superiori. Il bando è rivolto ai residenti o domiciliati in Campania. In Terra di Lavoro risiedono quasi un milione di abitanti, disseminati in 104 comuni. Com’è possibile che i 41 selezionati nel programma GOL siano tutti residenti o riconducibili a Cesa e impiegati soltanto nelle scuole di Cesa, Aversa e Sant’Arpino? Non può essere una coincidenza. È statisticamente inverosimile che siano rimasti esclusi, guarda caso, i cittadini maggiorenni addirittura di 101 città.

Enzo Guida e Cesario Villano

Il sospetto di una manipolazione delle graduatorie diventa quasi una certezza nella misura in cui è la stessa Provincia di Caserta a far sapere con una nota ufficiale che il “progetto è stato fortemente sostenuto dal presidente Anacleto Colombiano, con il prezioso contributo del consigliere delegato alla Formazione Cesario Villano”. Quest’ultimo è consigliere di maggioranza proprio a Cesa. Un’altra casualità che assume i contorni di una prova schiacciante. Villano, tra i fedelissimi del sindaco Guida, è anche segretario provinciale di Azione, uno dei partiti che a livello locale si è schierato con il primo cittadino uscente che sarà in corsa alle comunali del 2026. Villano sarà candidato nella lista di Guida.

A Cesa sono già andate in GOL 102 persone. Nell’elenco figurano parenti stretti di esponenti del Pd, di soggetti organici alla squadra di governo e di amici di vecchia data di consiglieri comunali che, tradendo il mandato elettorale, hanno abbandonato l’opposizione per attraccare sulle rive di Guida. Palloni sgonfiati solo “chiacchiere e distintivo”, divenuti alla prova degli atti e dei fatti “carte conosciute”, autori di una doppietta tra il progetto GOL precedente e quello da poco attuato a Cesa.

Anacleto Colombiano

Ma il “caso Caserta” è ancora più grave e disgustoso. L’en plein del consigliere provinciale Villano prefigura un’occupazione del potere senza precedenti. Nemmeno ai tempi del dominio della Dc si è caduti così in basso. Quella democristiana era una gestione molto più democratica. Era inimmaginabile fare “cappotto” o agire da padre padrone. Urge l’immediata pubblicazione dei nominativi dei 41 ammessi nel programma GOL della Provincia di Caserta. Non c’è privacy che tenga. Non ci sono scusanti che reggono. I residenti di Terra di Lavoro e di Cesa esclusi dal progetto hanno il diritto di conoscere i nomi dei prescelti. È altrettanto urgente la sospensione del programma in attesa dei dovuti chiarimenti. Bisogna rivalutare tutte le posizioni dei partecipanti al bando. Serve un’accurata verifica dei requisiti dei vincitori e degli esclusi.

La Provincia di Caserta e il comune di Cesa non sono i cortili di casa dei rispettivi amministratori. Con i soldi pubblici non si può pensare di fare incetta di voti in vista di imminenti appuntamenti elettorali. Oltre a violare la legge si piccona il sistema democratico. Si vince a tavolino con carte truccate. L’auspicio è che il presidente Colombiano apra immediatamente un’indagine interna. I responsabili di questo lerciume politico-amministrativo vanno individuati e denunciati alle autorità competenti. Si spera che i consiglieri provinciali onesti chiedano seduta stante un accesso agli atti su quello che appare uno scandalo stomachevole. È indegno penalizzare chi non ha santi in paradiso o chi non vuole perdere la libertà di votare secondo coscienza sfilandosi dal cappio del clientelismo. Tutto fa ipotizzare che in Provincia di Caserta e a Cesa il 2026 siano nato sotto una bruttissima stella. Quella del clientelismo. Che da queste parti purtroppo continua a brillare.

Mario De Michele
(continua…)

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