Da un sindaco come Enzo Guida che informa via social i cittadini anche su quante volte al giorno si reca alla toilette ci si sarebbe aspettato la massima trasparenza su questioni amministrative di indiscutibile interesse pubblico. La trasparenza va praticata nel concreto. A predicarla sono bravi tutti, soprattutto quelli che in realtà vogliono tenere all’oscuro la collettività su argomenti importanti gettando fumo negli occhi con feste, festicciole e gite fuori porta. Anche nell’opera di distrazione di massa sono bravi tutti. È una peculiarità millenaria di chi gestisce (male) il potere. Dopo una lunga attesa e il via libera alla graduatoria dei beneficiari del programma GOL, acronimo che sta per Garanzia di occupabilità dei lavoratori, la fascia tricolore delle “sole cose belle”, “per loro” aggiungono in tanti, non si è ancora preso la briga di rendere pubblico l’elenco dei nomi dei prescelti. In tutto sono 102 persone, di cui 15 tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, 20 giardinieri-manutentori del verde, 21 custodi, 10 archivisti, 10 addetti a funzioni di segreteria, 4 tecnici del marketing digitale, 4 tecnici delle biblioteche, 8 tecnici esperti in applicazioni informatiche e 10 addetti all’assistenza personale.

Senza voler andare nel merito, ci si potrebbe chiedere a cosa servano 21 custodi e 12 unità impegnate nel marketing digitale e in applicazioni informatiche, l’aspetto più carente riguarda appunto la totale mancanza di trasparenza, a maggior ragione da parte di un sindaco come Guida che vorrebbe far credere di essere il più trasparente dei pianeti fin qui conosciuti. Puntualmente però la trasparenza finisce dove cominciano gli elenchi delle persone che, in un modo o nell’altro, beneficiano di soldi pubblici, come nel caso del programma GOL che prevede 500 euro al mese per 6 mesi ai 102 aventi diritto, per un totale di 306mila euro. Non sono bruscolini. E dunque sarebbe una cosa bella, oltre che buona e giusta, conoscere i nomi degli ammessi. Guida ha già pronta la scusa: “Non possiamo violare la privacy dei prescelti, è contro legge la pubblicazione di dati sensibili”.

Enzo Guida

È vero, ma solo in parte. Infatti basta il consenso degli interessati per la diffusione dei nomi. E non ci sono ragioni plausibili per i vincitori del bando di restare anonimi, sia perché il lavoro non è vergogna, sia perché la loro identità sarà svelata quando i progetti saranno attuati, a meno che non decidano di espletare la loro attività con il viso travisato, ipotesi remota visto che non sarebbe legale, oppure qualora abbiano in mente di intascare il sussidio incrociando le braccia, ovvero senza far nulla. E pure in tal caso si commetterebbe un reato. Quindi per un sindaco persuasivo come Guida sarebbe un gioco da ragazzi chiedere il consenso agli interessati e rendere pubblici i nomi per soddisfare l’esigenza di trasparenza, tanto decantata, e per comunicare ai cittadini l’elenco dei vincitori.

Mai come stavolta la necessità di fare chiarezza è corroborata da un elemento di non poco conto. La commissione per la selezione e la redazione delle graduatorie dei beneficiari è stata presieduta da Giacomo Petrarca, responsabile Urbanistica e Lavori Pubblici, e composta dall’istruttore amministrativo Alessandro Belardo e dal vigile urbano Domenico Di Donato, in qualità di segretario verbalizzante. Come già evidenziato in un’altra occasione, tutti i membri della commissione sono stati assunti tramite i discussi concorsi comunali indetti sotto la gestione Guida. Spiccano le presenze di Belardo, cognato del fratello del primo cittadino e del casco bianco Di Domenico, originario di Sant’Antimo, area al confine con Cesa, dove Guida e il suo vice Giusy Guarino fanno il pienone di voti. Alle comunali del 2020 proprio quella zona decretò la sconfitta di Ernesto Ferrante nella mattinata di lunedì, quando si recarono ai seggi vere e proprie truppe cammellate. Un esercito di votanti “militarizzati”. In mezza giornata Guida recuperò lo svantaggio ed è rimasto ancorato alla poltrona di sindaco per altri 5 anni.

Antonio Borzacchiello

A rendere quanto mai necessaria la pubblicazione dei nominativi del programma GOL è inoltre il famigerato andazzo dei citati concorsi comunali, culminati con l’assunzione in altri enti locali di parenti strettissimi degli amministratori. Due su tutti Carlo Perfetto, marito del vicesindaco Guarino, e Antonio Borzacchiello, candidato non eletto di Nuova Primavera Cesana. Per non tacere degli incarichi professionali assegnati ai familiari di sindaco e assessori. Oltre 300mila euro in appena 3 anni. Affidamenti diretti conferiti in palese e pacchiana violazione del Codice degli appalti e delle delibere dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Dunque c’è un irrefutabile interesse pubblico nel conoscere le 102 persone andate in GOL. Sarebbe interessante sapere se hanno beneficiato del sussidio di 500 euro al mese per 6 mesi i congiunti stretti dei noti lacchè di Guida, oppure di esponenti politici del Pd, o ancora i parenti di amici di ex membri dell’opposizione, palloni sgonfiati passati in maggioranza per “il bene di Cesa”, affermazione apodittica che suscita tuttora ilarità e sdegno collettivo. Sarebbe quanto mai una cosa bella avere cognizione della presenza tra i vincitori di eventuali nominativi femminili divenuti popolari a causa di improvvide e velenose smargiassate su Fb.

Per carità, chi è andato in GOL lo avrà anche meritato. Avrà fatto gioco di squadra. E alla fine ha capitalizzato il possesso palla. A prescindere dall’arbitraggio. Ma la pubblicazione delle graduatorie sarebbe in ogni caso un concreto atto di trasparenza amministrativa. Scorrendo fugacemente i nomi dei prescelti si potrebbe capire, ad esempio, perché alcuni cittadini e personaggetti manifestano in continuazione sui social il loro irrefrenabile entusiasmo nei confronti di Enzo Guida. Per ogni GOL 3mila euro. Le famiglie dei Goleador di professione intascheranno un bel gruzzoletto. E allora: “Lunga vita al re”.

Mario De Michele

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