
di Mario De Michele
In campagna elettorale si promettono ponti anche dove non ci sono fiumi. In passato qualcuno si è spinto addirittura a garantire che avrebbe portato il mare a Cesa. Il corollario di impegni solenni, puntualmente disattesi all’atto pratico, fa parte del gioco. Si chiamano patti, si legge propaganda. Fin qui tutto nella norma. Il black out scatta quando tutto ciò che si fa o che si assicura di fare è a prescindere una “cosa bella”. Come se si fosse unti dal Signore. Come un Re Mida che trasforma in oro tutto quello che tocca. In questo caso la reclame elettorale diventa pensiero unico. E sfocia nel culto della personalità. Si tramuta in idolatria. Con i social imperanti il motto di Goebbels è agevolmente propagabile: “Una bugia ripetuta mille volte diventa una verità”. Se poi a ripetere la bugia c’è un esercito di veneratori di professione, schierato a testuggine con l’armamentario del fanatismo interessato per ricambiare i favori ricevuti, ecco che la menzogna diventa tentacolare e sistemica. E il falso si confonde col vero. O meglio, le falsità lampanti vengono spacciate per verità assolute. Perché, come direbbe il filosofo, di notte tutte le vacche sono grigie.

PARENTI, AMICI E AMICI DEGLI AMICI
Negli ultimi 10 anni su Cesa è calata la notte dell’ipocrisia all’ennesima potenza. I matematici userebbero la formula +infinito. Sono stati propagandati come una “cosa bella” i posti fissi agguantati dai parenti stretti di amministratori locali (mariti, figli, fratelli, cognati) grazie ai concorsi comunali. Sono stati dipinti come una “cosa bella” gli incarichi diretti illegittimi per un totale di 300mila euro ai familiari dei governanti e ai politici organici alla maggioranza. Si è contrabbandata come una “cosa bella” l’affidamento ai privati del parco di 8mila mq, che sarà aperto a breve in via Berlinguer e costato 800mila euro, con un canone irrisorio di 5mila euro all’anno. Idem per la gestione dello Sporting Village in via Matteotti, un’area di 25mila mq, che verrà riconsegnata a società esterne (?) per 15mila euro annui. Per non tacere dei progetti GOL comunali per la garanzia di occupabilità dei lavoratori di cui hanno beneficiato 102 persone, alcune delle quali amiche degli amici o amiche degli amici degli amici di esponenti della maggioranza.

SALVATORE DI CESA E ROBIN HOOD ALL’INCONTRARIO
Tutto in perfetto stile Enzo Guida. L’unico sindaco Pd al mondo, candidato alle comunali di maggio al timone del “campo largo”, che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Più precisamente che favorisce i pochi, quelli del cerchio tragico, a danno dei tanti, alias la collettività. Tutto in linea con un sistema di potere ramificato e capillare che ha intriso l’aria della cortina fumogena di una propaganda spinta a parossismi mai visti in precedenza. Fumo negli occhi della gente per occultare il retrobottega delle “solo cose belle per loro”. Se a ciò aggiungiamo la scellerata polarizzazione tra ateniesi e spartani o tra Guelfi e Ghibellini scientemente pianificata per creare un clima d’odio tra la popolazione sulla scia del pernicioso “o come me o contro di me”, prende forma e sostanza un quadro politico-amministrativo categoricamente irregimentato nei canali della propaganda di regime con l’obiettivo di inculare nella mente della gente un messaggio messianico: “C’è bisogno di un Salvatore della patria. Il Salvatore di Cesa è Guida, senza di lui non c’è stato un passato, non c’è un oggi e non ci sarà un domani”. Una sorta di anno zero, con un prima e un dopo Guida.

LA RECLAME DELLE CASE-UFFICIO
Per garantirsi il futuro, ovvero per essere riconfermato, il sindaco sta utilizzando tutte le leve a sua disposizione. In campagna elettorale ha rispolverato il suo evergreen: l’urbanistica. In 10 anni di mandato il braccio operativo di Guida è sempre stato il delegato al ramo Mimmo Mangiacapra. Un altro infallibile Re Mida. Al culmine della sua interminabile carriera politica (si è candidato per la prima volta nel 1982, quasi mezzo secolo fa), trasformò in oro le maniglie della scuola. Episodio tuttora ai primi posti della mitologia locale. Nel febbraio 2025 ha avuto il via l’operazione “Prendi i voti delle periferie e scappa”. Il duo Guida-Mangiacapra ha partorito il fantasioso vademecum per il cambio di destinazione d’uso delle case-ufficio, un centinaio di appartamenti in tutto, sorti nei parchi nelle vie Matteotti e René Guénon e al confine tra Cesa e Sant’Antimo, nei paraggi del ponte che congiunge i due comuni. Una procedura che finge di regolarizzare gli immobili tramite il “Salva Casa”, nonostante il decreto di Salvini escluda espressamente dai cambi d’uso le case che insistono sulle zone D, quelle destinate alle attività produttive. Tutto illegittimo. Tutto fumo “acchiappa voti”.

GALEOTTA FU LA VARIANTE AL PUC
In vista delle comunali di maggio l’accoppiata Guida-Mangiacapra è andata in forcing anche sul Puc. In piena campagna elettorale il sindaco e il delegato al ramo hanno avviato l’iter per la variante allo strumento urbanistico. Uno sgradito inedito nel panorama nazionale. La pianificazione del territorio è questione da maneggiare con cautela. E soprattutto non riguarda soltanto la maggioranza. In ballo c’è l’assetto della città, ergo il futuro di Cesa. Ridisegnare il comune con un colpo di coda elettorale è grave e sbagliato. Denota un’irrefragabile mancanza di sensibilità politica e istituzionale. Come ha annunciato su Fb la fascia tricolore lo scorso 29 marzo sono state presentate le linee guida della variante. Mai definizione fu più appropriata: linee Guida, cioè del sindaco. Sue, di Mangiacapra e di una fetta della maggioranza. Di pochi, insomma. A discapito dei tanti.

TUTTO E NIENTE, PROMESSE E VOTI
“I tecnici che compongono l’ufficio di piano – si legge nel post – dovranno comprendere se ci sono spazi per la nuova edificazione. Qualora potranno essere costruite nuove case, sarà compito dell’amministrazione comunale individuare il posizionamento”. In altre parole, decideranno Guida e Mangiacapra chi potrà realizzare nuovi immobili e chi no. Più democratico di così. Nello stesso annuncio social il primo cittadino aggiunge: “Ci sarà attenzione per la riduzione del consumo di suolo”. Come sempre Guida dice tutto e il contrario di tutto per non scontentare nessuno. È ecumenico, cattolico, apostolico. Si potrà costruire e allo stesso tempo sarà ridotto il consumo del suolo. Ci sarà altro cemento ma anche verde pubblico. Tutto e niente: +1-1=0. Come le chiacchiere e le promesse elettorali, mirate o buttate lì a casaccio per racimolare voti per “continuare a coltivare solo cose belle”. Per loro. Per quel cerchio tragico da far quadrare ad ogni costo.











