
Mimmo Mangiacapra pronto a ricandidarsi con Enzo Guida. Nel giro di 48 ore trova conferma l’anticipazione di Italia Notizie sulla decisione del presidente dell’assise di scendere di nuovo in campo alle comunali del 24 e 25 maggio con la lista del sindaco uscente. “La mia esperienza – ha dichiarato il timoniere del civico consesso a un sito locale – è a disposizione. Dinanzi ad una richiesta del partito e del sindaco, mi son preso una pausa di riflessione e se occorre ricandidarmi sarò disponibile a sostenere la nostra squadra di governo con Enzo Guida Sindaco”.
Chi conosce Mangiacapra sa che ha già fatto la sua scelta. Quando vuole restare nella terra di mezzo per valutare l’opzione per lui migliore ricorre a bizantinismi linguistici, si mantiene sul vago ondeggiando tra fluttuanti “ni” e “poi vediamo”. Stavolta è stato chiaro. A poco più di un mese dalla presentazione delle liste ha nuovamente puntato le sue fiches su Guida lasciando Giuseppe Fiorillo e Gennaro Oliviero con un pugno di mosche in mano. Si ricandiderà in accoppiata con Angela Oliva, cognata del consigliere di maggioranza Nicola Autiero, fatto fuori dal primo cittadino.

Com’è nel suo stile Mangiacapra ha giocato su due tavoli. Inizialmente ha annunciato di restare ai box e ha dato la sua disponibilità all’ex fascia tricolore al consigliere regionale di sostenere uno dei candidati di Cesa in Comune, poi ha virato su Guida. Un’inversione a “u” che era nell’aria. Le trattative con Fiorillo e Oliviero si sono intensificate già dallo scorso dicembre. Nella prima fase tutto sembrava in via di definizione, quasi già fatto. A un certo punto i colloqui si sono inceppati. E dopo un periodo di stallo il dietrofront. Probabilmente l’esito finale era già ampiamente previsto. È verosimile che Mangiacapra non sia mai stato sfiorato dell’idea di appoggiare Fiorillo e company. La sua strategia mirava a guadagnare tempo per poi mostrare le sue vere carte, tutte con il volto di Guida.

In un solo colpo ha liquidato Oliviero e Fiorillo. Il leader provinciale di A Testa Alta ha la responsabilità di non aver messo subito all’angolo Mangiacapra. Il candidato sindaco della lista civica ha la colpa di aver traccheggiato, come se la posizione del presidente dell’assise fosse un orpello marginale. Entrambi hanno fatto il gioco di Mangiacapra che ha atteso il momento giusto per affondare la lama gelida dell’opportunismo. Tra l’usato garantito (Guida) e il seminuovo (Fiorillo) il numero uno dell’assemblea consiliare non ha avuto dubbi, meglio il sindaco in carica. In tanti sostengono che si sia trattato di una scelta obbligata. Si dice che Mangiacapra sia legato mani e piedi a Guida per motivazioni extra-amministrative. Chissà.
Sul piano politico si registra la frattura insanabile nell’area A Testa Alta. Fiorillo è un supporter di Oliviero. Mangiacapra è legato da 30 anni al consigliere regionale e lo avrebbe fatto votare alle recenti elezioni per il rinnovo del parlamentino campano. I deluchiani perdono un pezzo grosso. E ora il supporto di Oliviero a Cesa in Comune si è ridotto al minimo sindacale con la candidatura di Eugenia Oliva. Anche la consigliera in carica Gina Migliaccio è in quota A Testa Alta ma dopo la rottura con Guida e il passaggio all’opposizione non avrebbe comunque fatto parte della lista dell’attuale fascia tricolore. Numeri alla mano Oliviero ha avuto molti voti da Fiorillo e company ma ha dato poco o nulla sia in termini politici che elettorali.

Dal canto suo il candidato sindaco di Cesa in Comune paga il fio per essersi mosso meno velocemente di un bradipo. È stato alla finestra fino a quando Mangiacapra non gliel’ha sbattuta in faccia. Una lentezza che sta caratterizzando anche la sua campagna elettorale, finora improntata a un generico e inefficace “volemose bene”. Ma le competizioni comunali non sono un pranzo di gala. Meno che mai con lo squalo bianco Guida schierato dall’altra parte. Chi ha amministrato per oltre 10 anni già parte per ovvi motivi avvantaggiato. L’attesa fideistica di Fiorillo della manna dal cielo nella speranza di vincere per grazia ricevuta rischia di tramutarsi in un suicidio politico-elettorale.

Chiudiamo con Mangiacapra. Forse l’entusiasmo per essersi tolto dalle scatole Oliviero e Fiorillo gli avrà fatto perdere un po’ di lucidità. Ecco cosa ha dichiarato: “Fare politica vuol dire servire il popolo, la comunità, dedicare e destinare un tempo imprecisato al bene comune. Sono principi fondamentali per un politico onesto e responsabile”. Avrebbe fatto meglio a evitare una retorica a lui inappropriata e a restare con i piedi per terra. Ma evidentemente il costante calpestio di sottotetti personalizzati lo avrà spinto a volare alto e ad abbracciare gli slogan di Guida.
Mario De Michele












