Proseguono senza sosta le indagini sul raid all’interno del parco di via Berlinguer costato 800mila euro e sorto su un’area di oltre 8.000 mq nota come ex campo del parroco. Nella notte tra il 16 e il 17 aprile ignoti si sono introdotti nella struttura e hanno tranciato i cavi dell’impianto di illuminazione (nelle foto). Sul grave episodio stanno investigando i carabinieri su delega della procura del tribunale Napoli Nord. Inquirenti e forze dell’ordine sono impegnati in modo certosino e senza trascurare nessun aspetto per acciuffare quanto prima i responsabili di un gesto che ha scosso l’opinione pubblica. Il parco, appena completato, era praticamente pronto per l’apertura.

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Si sta lavorando alacremente sia sul versante della criminalità organizzata, sia sulla possibilità che si sia trattato di un raid vandalico. Ma la pista più battuta è quella del tentato furto di rame, presente in grandi quantità all’interno del parco. Il “modus operandi” infatti è tipico dei ladri di rame. Probabilmente la gang, composta da almeno tre malviventi, sarebbe riuscita a recidere i cavi dell’impianto elettrico ma forse si è dileguata senza portare a termine il colpo insospettita dal passaggio di numerose autovetture lungo via Berlinguer, strada di raccordo tra l’ex provinciale Aversa-Caivano con i comuni di Cesa, Sant’Arpino e Sant’Antimo. Ma come detto pm e militari dell’Arma non scartano nessuna pista.

Com’era prevedibile il preoccupante episodio è finito al centro del dibattito elettorale. La città torna al voto il 24 e 25 maggio. E se il sindaco Enzo Guida e la lista Solo cose belle hanno immediatamente lanciato l’allarme camorra, sulla sponda opposta Cesa in Comune, capitanata da Giuseppe Fiorillo, ha invitato gli avversari a non ricorrere alle “solite strumentalizzazioni”. “In queste ore – si legge nel comunicato di Cesa in Comune -, abbiamo letto commenti e allusioni che finiscono per rappresentare Cesa come se fosse ostaggio di un mostro da combattere o di un buio da cui liberarsi. Non è così. Cesa non è questo e non merita di essere raccontata in questo modo. Purtroppo, non è nemmeno la prima volta che, in prossimità delle elezioni, si assiste a dinamiche capaci di alimentare paure, esasperazioni e rappresentazioni distorte della realtà. È un copione che Cesa conosce già, fatto di tensioni costruite ad arte, allusioni, messaggi più o meno espliciti e pratiche che riemergono puntualmente nei momenti più delicati della vita democratica”.
Gli sviluppi delle indagini sembrano dar ragione a Fiorillo e company. In ogni caso è presto per avere un quadro chiaro sulla vicenda. In attesa dell’esito investigativo sarebbe opportuno che le due liste in campo alle comunali evitino di “sfruttare” i fatti di cronaca per scopi meramente elettoralistici. Una classe dirigente e una politica degne di questo nome dovrebbero mettere al centro programmi e contenuti. E soprattutto, come si sostiene da tempo negli ambienti più avanzati della società civile, chi si propone alla guida dell’ente locale ha l’imperativo categorico di spiegare alla popolazione la propria idea di città. Finora su un fronte e sull’altro si registra l’assenza totale di una visione complessiva e strutturata sul futuro di Cesa. Nessuno dice in modo concreto e realistico come immagina la città che verrà.

Intanto, a 5 giorni dalla presentazione delle liste, Fiorillo ha completato il suo roster. Dopo l’ok dell’ex consigliera comunale Paola Verde lo stimato medico ha incassato il sì del giovane Cesario Bove, valente universitario impegnato nelle attività di rappresentanza studentesca, e di Cesario D’Agostino, già amministratore locale e in passato candidato sindaco. Oltre a Verde, Bove e D’Agostino, saranno in campo con Cesa in Comune Gina Migliaccio, Eugenio Oliva, Carmine Alma, Luigi Oliva, Amelia Bortone, Pasquale Errico, Eugenia Oliva, Saverio Pecovela e Giuseppe Pagano.
Mario De Michele
LE FOTO DEL RAID


















