Il parroco Giuseppe Schiavone

Un appello accorato a “costruire ponti che alimentino la collaborazione, eliminino l’odio e l’incomprensione e rafforzino la speranza in ciò che bisogna realizzare”. E il contestuale invito ai candidati sindaco e agli aspiranti consiglieri a partecipare alla messa delle 11.30 di domenica prossima (26 aprile) nella chiesa di San Cesario. Con un post-documento su Fb il parroco Giuseppe Schiavone dice la sua in vista delle elezioni comunali di Cesa del 24 e 25 maggio. Da persona di profonda cultura don Peppino non è mai banale. È denso di significato il suo invito a Enzo Guida, leader di Solo cose belle, e a Giuseppe Fiorillo, che capeggia Cesa in Comune, e ai componenti delle due liste in campo.

“Vi scrivo – si legge nel post – in un momento molto importante per la vita della nostra comunità. La prossima tornata elettorale è un passaggio democratico fondamentale per la gestione del nostro centro e, per questo prima di tutto, voglio ringraziarvi per la disponibilità che offrite mettendovi al servizio della nostra città. Come vostro parroco, vi invito innanzitutto a condurre la campagna elettorale in un clima sereno, rispettoso e costruttivo, evitando gli attacchi personali che sono solo segno di immaturità. Nel visitare le famiglie e nell’avvicinare le persone dovete seminare il senso della comunione e della condivisione e tenere lontano i toni aspri e faziosi”.

Giuseppe Fiorillo e Enzo Guida

Il parroco Schiavone indica in particolare tre direttrici sulle quale dovrebbero muoversi i candidati. “Dovete concentrare le vostre energie sulle proposte concrete per il futuro del paese, evitando attacchi personali; dovete porre attenzione ai più fragili, agli anziani, ai giovani e ai nuovi arrivati dalle zone periferiche del nostro territorio che devono essere inclusi nella nostra realtà; dovete saper ascoltare le ragioni dell’altro, pur nella diversità delle vedute e trasformare la vostra azione politica in una forma di carità che cerca il bene comune”.

Poi il sincero auspicio del prelato. “Vi auguro – scrive don Schiavone – di costruire ponti che alimentino la collaborazione, eliminino l’odio e l’incomprensione e rafforzino la speranza in ciò che bisogna realizzare. Assicuro la mia preghiera per voi e per le vostre famiglie, affinché lo Spirito vi doni un cuore saggio, umile per amare la nostra Cesa e vi invito domenica 26 aprile alle ore 11,30 nella chiesa di San Cesario per iniziare nel nome e con la protezione del Signore questo nuovo cammino di crescita”.

I cavi trancianti dai ladri nel parco di via Berlinguer

Don Peppino lancia un forte e condivisibile monito ai seminatori d’odio che tentano in modo indegno di racimolare voti con strumentalizzazioni e campagne social tribali. L’appello del parroco è rivolto a coloro i quali a chiacchiere predicano pace e fratellanza ma di fatto gettano fango sugli avversari e prefigurano artatamente scenari fanta-camorristici. Emblematico il recente colpo mancato di una gang di ladri nel parco pubblico di via Berlinguer. Senza avere alcun riscontro concreto qualcuno ha cercato di trasformare un tentativo di furto di rame in un raid della criminalità organizzata. E come se non bastasse c’è chi si è spinto addirittura a paventare una presunta “regia politica”.

Pura follia. Per fortuna non si è ancora detto, ma non è escluso che si arrivi anche a questo, che gli artefici sono Fiorillo e un manipolo di suoi candidati. Serve una fantasia perversa e diabolica per immaginarsi il leader di Cesa in Comune con in mano le cesoie per tranciare i cavi dell’impianto elettrico del parco con il viso travisato mentre trasporta a spalla le casse per trafugare i fili di rame, magari in combutta con Carmine Alma, Amelia Bortone e Cesario D’Agostino. Li vediamo lì, aggrovigliati tra i cavi, incespicare e cadere rovinosamente sul prato uno sull’altro. Avrebbero combinato più pasticci della Banda Bassotti. Prendiamola a ridere. Ma di fronte a certe ricostruzioni strumentali ci sarebbe da piangere. O meglio da vomitare. Perché a puntare l’indice sono soggetti che avrebbero fatto un figurone nella banda della Magliana.

Mario De Michele

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