Nella vignetta tutte le promesse di Mimmo Mangiacapra

In politica si dicono solitamente mezze verità. Si tende a valorizzare oltremodo gli aspetti positivi tacendo quelli più sconvenienti. In fin dei conti ci può anche stare. Ma non sono ammesse per nessuna ragione bugie grandi come sottotetti. È inaccettabile affermare il falso mentendo sapendo di mentire al cospetto di atti, fatti e comportamenti pubblici, con tanto di testimoni oculari. Trasformare mezze verità in balle spaziali è al contempo diabolico e controproducente, per non dire stupido. Le favolette vanno bene per i bambini. Quando si diventa adulti raccontare che l’asino vola suscita ilarità e copre di ridicolo. E in politica non sono ammesse pagliacciate. Ancora meno il gioco frenetico delle tre carte, tipico della ludopatia opportunistica, forma politico-patologica di pensare sempre e comunque soltanto ai propri interessi.

FROTTOLE A GO-GO
Forse perché è finito anche lui nel vortice propagandistico delle “sole cose belle”, o forse perché è già in campagna elettorale per le comunali di maggio Mimmo Mangiacapra ha sfondato senza pudore il sottotetto della verità, ha negato l’evidenza, ha messo una toppa peggior del buco. Per giustificare il suo tradimento personale e politico nei confronti di Gennaro Oliviero e di Giuseppe Fiorillo il presidente dell’assise ha replicato al consigliere regionale con una nota stampa infarcita di colossali menzogne. “Non ho mai preso nessun impegno – si legge nel comunicato – con l’onorevole Oliviero né a candidarmi né a sostenere la lista Fiorillo. Sarebbe stato impensabile andare a sostenere uno schieramento nato in aperta contrapposizione alla nostra amministrazione”.

Mangiacapra avrebbe fatto più bella figura se avesse ammesso che essendo legato mani e piedi a Guida non aveva scelta e che doveva appoggiare volente o nolente la lista del sindaco in carica. Per una volta avrebbe detto la verità. E per la prima volta non avrebbe giocato su due tavoli. Invece anche in questa occasione ha preferito imboccare la strada più agevole, ma meno dignitosa, quella del voltafaccia all’ultimo minuto. Del resto chi nasce tondo non muore quadrato. E Mangiacapra è tondo come una palla. Quindi ha smentito Oliviero con una serie di “palle” da vincitore incontrastato del premio internazionale “Bugiardo Incallito”, edizione 2026.

Gennaro Oliviero e Mimmo Mangiacapra

LA PIZZATA DA LIONIELLO
Cosa dicono i fatti? A metà ottobre 2025, se non andiamo errati il 16, Mangiacapra siede attorno al tavolo della pizzeria Lioniello per un incontro elettorale pro-Oliviero, in campo alle regionali del 23 e 24 novembre (prima foto in basso). Alla sua destra c’è Rino Oliva, padre di Luigi, già allora candidato ufficiale di Cesa in Comune. Alla sua sinistra ci sono l’ex assessore Antimo Dell’Omo e Eugenia Oliva, braccio destro di Oliviero, anche lei candidata con Cesa in Comune. Di fronte al presidente del civico consesso siedono Oliviero e Fiorillo, assieme a Gina Migliaccio, Eugenio Oliva e Pasquale Errico, anche questi ultimi tre in corsa alle amministrative con lista dello stimato medico.

Giuseppe Fiorillo

IL FRATELLO DI FIORILLO
Cosa promette Mangiacapra? Tra un morso e l’altro alla pizza (Oliviero la divorò in pochi istanti) il timoniere dell’assise fece comprendere chiaramente a tutti che avrebbe sostenuto alle comunali “suo fratello” Fiorillo e la sua squadra. Chiedere ai presenti per conferma. Arriviamo al 19 dicembre 2025. Nella sala Siani di Cesa si tiene la convention di A Testa Alta della zona atellana. Al tavolo di presidenza ci sono Mangiacapra, Gina Migliaccio e Eugenia Oliva, oltre ovviamente al rieletto Oliviero (seconda foto in basso). Sul finire arriva anche Fiorillo. Che Mangiacapra sia un esponente di spicco dei deluchiani lo sanno pure i sassi. Non solo. All’inizio di quest’anno si reca per ben due volte al consiglio regionale per definire con Oliviero l’accordo sulle comunali assunto in precedenza. Assicura al leader casertano di A Testa Alta che pur non candidandosi avrebbe appoggiato il consigliere uscente Nicola Autiero, intenzionato a correre con Cesa in Comune. Chiedere a Oliviero e ad Autiero per conferma. Nei giorni scorsi la clamorosa retromarcia. Su un portale locale Mangiacapra dichiara di essere disponibile a ricandidarsi con Guida.

OLIVIERO FA CHIAREZZA
Di fronte al tradimento politico e personale Oliviero ricostruisce le tappe della vicenda, condanna senza appello il numero uno del consiglio comunale per il suo comportamento ondivago e lo caccia da A Testa Alta. Il minimo sindacale. In altri casi si sarebbe ricorso a un abbondante fiotto salivare. Di fronte alla pura e semplice verità Mangiacapra, con l’ausilio del solito scrivano, ha la faccia tosta come il marmo di smentire Oliviero con la nota stampa di cui sopra, che se non fosse politicamente tragica avrebbe la stessa vis comica della lettera di Benigni e Troisi a Savonarola nel celebre “Non ci resta che piangere”.

LA REPLICA BOOMERANG
Come si giustifica Mangiacapra? “Occorre considerare – scrive nella nota a quattro mani – che lo schieramento avversario, sostenuto da Oliviero, è sostenuto anche dalla Lega e da Fratelli d’Italia”. In pratica “scopre” soltanto l’altro ieri che il consigliere regionale appoggia Fiorillo. E manifesta soltanto l’altro ieri la sua contrarietà al sostegno di una lista che, a suo dire, sarebbe formata anche da Lega e Fratelli d’Italia aggrappandosi a una bugia incommensurabile. In tutto il globo terracqueo è notorio che il raggruppamento di Fiorillo è una lista civica composta, tra gli altri, da autorevoli esponenti della galassia 5 Stelle, da persone storicamente di centrosinistra e di estrema sinistra. Basta ricordare che lo stesso candidato sindaco di Cesa in Comune è un uomo di centrosinistra, già sindaco per un decennio del Pd.

Ernesto Ferrante e Carmine Alma

I “CATTIVI” ALMA E FERRANTE
Per quanto concerne il riferimento a Lega e Fdi che non fanno parte della coalizione di Fiorillo, essendo una lista civica, Mangiacapra si dà la zappa sui piedi. Se intendeva chiamare in causa con un’accezione negativa Carmine Alma e Ernesto Ferrante dovrebbe spiegare ai cittadini perché nella passata consiliatura li ha ospitati nel suo studio medico-fisioterapico di Aversa per mandare a casa in anticipo Guida. Il blitz fallì perché Mangiacapra pretese contestualmente di essere incoronato candidato sindaco. Proposta indecente stoppata sul nascere. Se Alma e Ferrante, già allora con una chiara provenienza politica, erano suoi affidabili interlocutori per quale ragione oggi dovrebbero essere un elemento pregiudizievole?

SOLE COSE BELLE
Nella parte centrale e finale della nota stampa Mangiacapra si fa prendere la mano in perfetto stile “solo cose belle”. Ecco cosa ha avuto il coraggio di scrivere: “Mi sono candidato la prima volta nel 1982 ed eletto a consigliere comunale. La mia coerenza è nota a tutti, soprattutto all’onorevole Oliviero”. E poi: “Ho dato la mia disponibilità a continuare questa esperienza (quella dell’amministrazione in carica, ndr). Mantenendo la coerenza che mi ha sempre contraddistinto in tutta la mia vita politica e non fare il “salto della quaglia” o nascondermi dietro ad un’ambigua non candidatura. Ho deciso di essere come sempre, chiaro e coerente, stando sempre dalla stessa parte”.

LE MANIGLIE D’ORO
Usciamo dalla propaganda e andiamo in ordine sparso nel merito. La coerenza di Mangiacapra è veramente nota a tutti. È stato “sciolto” per camorra e ora è in maggioranza con Guida che non perde occasione per apparire un sindaco anticamorra. È nota a tutti la storia delle maniglie delle porte della scuola divenute d’oro per i costi stellari a carico dei cittadini. Ancora oggi Mangiacapra, in ricordo dei bei tempi, è amabilmente chiamato dalla gente “Manigliella d’oro”. Ed è noto, anzi proverbiale, il suo opportunismo politico. In politica si possono pure dire mezze verità, ma se è il lupo a raccontare la favola di Cappuccetto Rosso, beh, è davvero troppo. Significa trattare i cittadini come degli emeriti imbecilli. È come se Dracula si candidasse alla presidenza dell’Avis.

Mario De Michele

LA CENA ELETTORALE DA LIONELLO

LA CONVENTION DI A TESTA ALTA

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