Il taglio del nastro della sede di Cesa in Comune

Un vero e proprio bagno di folla per Giuseppe Fiorillo e Cesa in Comune in occasione dell’inaugurazione della sede del circolo politico-culturale in via Parroco della Gala a Cesa (clicca qui per l’editoriale). Oltre ai promotori e ai candidati della lista civica hanno partecipato tantissime persone che hanno “invaso” Pizzo Lucente ad angolo con via Roma. Un successo andato ben oltre le più rosee previsioni degli organizzatori. La struttura è stata benedetta dal parroco Giuseppe Schiavone e al termine della manifestazione c’è stato il taglio della torta e l’apertura del buffet. L’intervento di Fiorillo è stato introdotto da Ernesto Ferrante, componente del coordinamento di Cesa in Comune, ex consigliere comunale epurato dal sindaco Enzo Guida e company perché svolgeva con intransigenza e dirittura morale il ruolo di consigliere di opposizione. Nel “golpe bianco” furono cacciati dall’assise per lo stesso motivo anche Carmine Alma, Amelia Bortone e Paola Verde.

“Aprire questa sede in una giornata come la Domenica delle Palme – ha detto Fiorillo nel suo intervento – ha per me un significato profondo. Non è una domenica qualsiasi. È una giornata che richiama valori importanti: l’umiltà, la verità, la pace, il senso della comunità. E credo che non potesse esserci occasione migliore per iniziare questo cammino insieme. Per me questo non è un momento qualunque. È un momento che arriva dopo tanti anni, dopo un lungo tempo di riflessione, dopo una distanza dalla politica attiva che mi ha permesso di guardare le cose con maggiore lucidità, con maggiore libertà e con una consapevolezza ancora più forte di ciò di cui oggi Cesa ha bisogno. Io non sono qui per cercare un’occasione personale. Non sono qui per bisogno. E non sono qui neppure per improvvisazione. Sono qui come una persona che ha già avuto l’onore e la responsabilità di essere sindaco di questa comunità, che conosce il peso delle decisioni, che sa cosa significa amministrare, che sa cosa significa rappresentare un intero paese, e che oggi ha scelto di tornare a mettersi a disposizione della propria comunità con spirito libero, con esperienza e con senso di responsabilità. Lo faccio da uomo, da padre di famiglia, da professionista, da medico. Lo faccio da cittadino che ogni giorno incontra le persone, ascolta i loro bisogni, conosce le loro difficoltà, raccoglie le loro preoccupazioni e ne comprende fino in fondo le speranze. Io non ho bisogno della politica per vivere. Ho sempre lavorato. Ho costruito la mia vita con serietà. E proprio per questo oggi posso dire con sincerità che la mia scelta nasce solo da una ragione: l’amore per Cesa e il desiderio di offrire ancora una volta un contributo vero, concreto, autentico alla nostra comunità”.

Fiorillo ha poi aggiunto: “Il nome della nostra lista non è una scelta casuale: Cesa in comune. Abbiamo scelto questo nome perché racchiude un’idea precisa di paese e un’idea precisa di amministrazione. La prima idea riguarda il Comune come istituzione. Il Comune deve tornare a essere davvero la casa di tutti. Un luogo aperto. Un luogo libero. Un luogo trasparente. Un luogo in cui ogni cittadino possa entrare con dignità, senza sentirsi ospite, senza sentirsi in dovere di chiedere favori, senza dover passare attraverso qualcuno anche per le cose più normali. Perché il Comune non appartiene a chi lo guida. Non appartiene al sindaco. Non appartiene a una parte politica. Il Comune appartiene ai cittadini. E chi amministra deve ricordarlo ogni giorno. Deve ricordare che rappresenta un’istituzione pubblica e che il suo compito non è far pesare il ruolo, ma metterlo al servizio di tutti. L’ordinaria amministrazione non può diventare una concessione personale. Non può essere raccontata come un piacere fatto a qualcuno. Deve essere semplicemente ciò che è: un diritto del cittadino e un dovere dell’istituzione. Questa per me è una differenza fondamentale. Perché quando un Comune funziona bene, il cittadino si sente rispettato. Quando un Comune è davvero di tutti, il cittadino si sente libero. Quando un’amministrazione è seria, il cittadino non deve bussare alla porta del potente di turno: deve poter contare su regole chiare, su trasparenza, su ascolto, su normalità amministrativa”.

E ancora: “Poi c’è l’altra parola: comune. Comune nel senso più alto del termine: bene comune. Perché la politica, se vuole essere credibile, deve sempre tenere fisso questo principio. Non l’interesse di parte. Non la convenienza del momento. Non la propaganda. Non la ricerca ossessiva del consenso. Ma il bene di tutti. Chi sceglie di amministrare deve avere a cuore la comunità intera. Deve saper guardare oltre il proprio gruppo, oltre il proprio schieramento, oltre il proprio interesse immediato. Deve saper scegliere ciò che serve al paese, ciò che unisce, ciò che migliora la qualità della vita delle persone. Ed è esattamente da qui che nasce anche il messaggio che accompagnerà questa campagna elettorale: avrò cura di te. Ho scelto queste parole perché dentro c’è tutto il mio modo di intendere la politica e il ruolo del sindaco”.

“Per me la politica non deve limitarsi a parlare delle cose. Deve occuparsi soprattutto delle persone. Oggi troppo spesso si comunica ciò che appare, ciò che si vede, ciò che può essere mostrato. Io invece penso che un sindaco debba andare più a fondo. Debba comprendere che il cuore di una comunità non sono soltanto le opere, non sono soltanto le strutture, non sono soltanto le cose materiali. Il cuore di una comunità sono le persone. Le famiglie, i giovani, gli anziani, i lavoratori. Chi è in difficoltà. Chi chiede ascolto. Chi aspetta risposte. Chi non vuole sentirsi solo davanti ai problemi quotidiani. Io sono un medico. E la mia professione mi ha insegnato una cosa fondamentale: prima di tutto viene la persona. Prima della soluzione c’è l’ascolto. Prima di ogni scelta c’è l’attenzione. Prima di ogni intervento c’è la cura”.

Il candidato sindaco di Cesa in Comune ha spiegato come intende governare. “Per me amministrare un paese significa esattamente questo: prendersi cura. Avere cura dei cittadini. Avere cura delle fragilità. Avere cura della quotidianità. Avere cura del tessuto umano di una comunità. “Avrò cura di te” non è una promessa detta per colpire. È un impegno. È il modo con cui scelgo di presentarmi ai cittadini di Cesa. Perché un sindaco deve saper ascoltare, deve saper comprendere, deve saper esserci. Deve dare risposte, ma prima ancora deve far sentire ogni persona rispettata, considerata, mai sola. Vuol dire certamente occuparsi dello sviluppo del paese, ma non di uno sviluppo inteso solo come ciò che si costruisce o si mostra. Vuol dire pensare anche allo sviluppo culturale, alla crescita civile, alla qualità delle relazioni, al rispetto delle persone, alla possibilità per tutti di sentirsi parte di una comunità vera. Perché uno sviluppo che guarda solo alle cose e non alle persone è uno sviluppo incompleto. Una politica che guarda solo all’immagine e non alla sostanza perde la sua funzione più alta. E un sindaco che dimentica il dovere della cura rischia di smarrire il senso più profondo del proprio ruolo. Io credo che un sindaco debba essere super partes. Debba rappresentare tutti. Debba unire e non dividere. Debba tenere insieme una comunità, non polarizzarla. Debba avere equilibrio, sobrietà, misura istituzionale”.

Fiorillo ha rimarcato che “Non tutto ciò che si fa deve essere trasformato in propaganda. Non tutto deve diventare autocelebrazione. Ci sono cose che un’amministrazione ha semplicemente il dovere di fare, in silenzio, con serietà, con correttezza, con rispetto del ruolo. Ed è questo il mio modo di intendere la politica. Una politica che non urla. Una politica che non divide. Una politica che non usa le istituzioni come palcoscenico. Una politica che mette al centro la persona e il bene comune. Non torno con rabbia. Non torno per rivincita. Non torno per interesse. Torno perché penso che l’esperienza, quando è accompagnata dalla libertà e dal senso del dovere, possa ancora essere utile. Torno perché amo questa comunità. Torno perché sento che oggi Cesa ha bisogno di una guida capace di ascoltare, di capire, di scegliere con equilibrio, di tenere insieme, di avere umanità. E questo comitato che inauguriamo oggi non deve essere solo un luogo elettorale. Io vorrei che fosse già il primo segno concreto della nostra idea di paese. Un luogo aperto. Un luogo accogliente. Un luogo libero. Un luogo in cui le persone possano entrare, parlare, confrontarsi, proporre, sentirsi ascoltate. Un luogo che assomigli già da ora al Comune che vogliamo: vicino ai cittadini, trasparente, accessibile, davvero di tutti”.

L’aspirante primo cittadino ha poi concluso: “Io oggi sono qui con l’umiltà di chi conosce la responsabilità del ruolo, ma anche con la determinazione di chi sa che può ancora dare tanto. E vi chiedo di accompagnarmi in questo cammino con fiducia, con libertà e con amore per Cesa. Perché la politica, quando è vera, non serve a costruire consenso attorno a una persona. Serve a prendersi cura di una comunità. E io questo voglio fare. Con serietà. Con equilibrio. Con verità. Avrò cura di te. Avrò cura di Cesa. Avrò cura del bene comune”.

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