
“Sindaco, invece di fare il “marziano” in televisione, spieghi ai cittadini perché i concorsi sono bloccati. Perché Orta deve morire di immobilismo mentre i decreti di assunzione prendono polvere sulla sua scrivania? La pazienza è finita. Orta merita di correre, non di restare ostaggio dei vostri giochi di potere”. In risposta a quella che viene definita “l’ultima sfilata televisiva su Canale 21, in cui “abbiamo assistito all’ennesimo spettacolo di Antonino Santillo”, il gruppo politico-consiliare Orta al Centro smaschera il primo cittadino sulle assunzioni di nuovo personale comunale con un intervento che lascia poco spazio all’interpretazione.
“Orta è ferma perché non ci sono dipendenti”. Un alibi perfetto – scrivono i seguaci dell’ex fascia tricolore Andrea Villano -, se non fosse che è una mezza verità che nasconde una colpa grave. Il sindaco mente sapendo di mentire? Ecco i fatti che non vi ha detto: il via libera c’è: il Ministero dell’Interno (tramite la Cosfel) ha già dato l’autorizzazione al Comune di Orta di Atella per le assunzioni previste per il 2025. I soldi e i posti ci sono: il piano (Piao) è pronto, i posti sono stati individuati. Allora perché i bandi non partono? Perché non si scorrono le graduatorie?”.
Per Orta al Centro la verità è un’altra. “Non mancano i dipendenti, manca la politica! Il sindaco non procede perché la sua maggioranza è a pezzi. Non ha un assessore al Bilancio, non ha un assessore all’Urbanistica, non ha una squadra capace di gestire nemmeno una manifestazione di interesse per scorrimento graduatorie o addirittura un concorso pubblico”. Non hanno dubbi gli esponenti del movimento politico di opposizione composto dal capogruppo Mena Capasso e dal consigliere Gennaro Colella. “Governare significa assumersi responsabilità, non andare in tv a fare la vittima. Se hai l’autorizzazione per assumere e non lo fai, la colpa del degrado è solo tua, non del destino cinico e baro!”.

L’azione incisiva di Orta al Centro non finisce qua. Nei giorni scorsi Capasso e Colella hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta e orale a Santillo, all’assessore alle Politiche sociali Pasquale Pellino e al presidente dell’assise Giuseppe Massaro sull’utilizzo e sulla rendicontazione dei fondi ministeriali per le attività socio-educative e centri estivi per l’anno 2025. “Con decreto della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità del 25 giugno 2025 – si legge nell’interrogazione – è stato definito il riparto delle somme a favore dei comuni per le attività socio-educative a favore dei minori; tali finanziamenti sono finalizzati al potenziamento dei centri estivi, dei servizi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa in collaborazione con enti pubblici e privati; la trasparenza nell’utilizzo di fondi vincolati è un dovere primario dell’Amministrazione verso i cittadini e gli organi di controllo; molte famiglie hanno sostenuto spese rilevanti per la frequenza dei centri estivi nel periodo giugno-settembre 2025 confidando in un sostegno economico dell’Ente; le linee guida nazionali prevedono specifiche categorie di spese ammissibili e rigorosi obblighi di rendicontazione sulla piattaforma dedicata del Dipartimento Famiglia”.

Alla luce di quanto contenuto nella premessa Capasso e Colella interrogano Santillo e Pellino, fedelissimo di Angelo Brancaccio, per sapere come si è svolto il progetto, chi ne ha beneficiato e come è stato rendicontato. “A quanto ammonta esattamente il fondo assegnato dal Ministero al nostro Comune per l’anno 2025 e se tali somme siano già state incassate dall’Ente. Quali specifiche attività o programmi educativi e ricreativi sono stati realizzati direttamente dal Comune o finanziati tramite tali risorse. Quali soggetti economici, associazioni o cooperative sono stati coinvolti nell’erogazione dei servizi e tramite quale procedura di selezione (bando pubblico, convenzione, ecc.). Quanti minori e quante famiglie residenti hanno beneficiato degli interventi o dei contributi economici e con quali criteri di riparto (es. fasce ISEE). Infine se l’amministrazione ha già provveduto a caricare i dati e i documenti giustificativi sulla piattaforma ministeriale e se la spesa è stata interamente rendicontata entro i termini previsti”.
I consiglieri di Orta al Centro accendono i fari su un progetto che già nei due anni precedenti, il biennio 2023-2024, ha fatto emergere una serie di possibili irregolarità riguardanti soprattutto l’attuazione e la rendicontazione. In tre anni il comune ha ottenuto finanziamenti di oltre 130mila euro. Le iniziative del progetto del 2023 furono rendicontate addirittura con scontrini e pezzi di carta (straccia). Gravissime violazioni sia di natura amministrativa che penale. Roda da Corte dei Conti e da Procura della Repubblica.
Mario De Michele












