Giuseppe Fiorillo e Enzo Guida

Cesa torna alle urne il 24 e 25 maggio per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Con il sistema elettorale maggioritario vincerà la lista che otterrà il maggior numero di voti, anche soltanto uno in più. Essendo un comune inferiore ai 15mila abitanti non ci sarà il ballottaggio fissato per domenica 7 e lunedì 8 giugno nelle città più grandi. Salvo soprese a Cesa si profila una competizione tra due schieramenti, quello del sindaco uscente Enzo Guida e quello capitanato dall’ex fascia tricolore Giuseppe Fiorillo. Ogni lista, capeggiata dall’aspirante sindaco, sarà composta da 12 nomi in corsa per un posto in assise. Il raggruppamento vincente esprimerà il primo cittadino e porterà 8 membri nel civico consesso. Alla coalizione perdente spetteranno 4 posti nell’assemblea consiliare. Saranno eletti i primi 3 dello schieramento sconfitto, più il candidato sindaco.

I CANDIDATI DI GUIDA
Sulla scorta degli ottimi risultati raggiunti in 10 anni di gestione Guida punta su molti amministratori uscenti. Saranno in pista il vicesindaco Giusy Guarino, gli assessori Francesca D’Agostino, Francesco Turco e Alfonso Marrandino e i consiglieri Cesario Villano e Nicola Autiero. Quest’ultimo è l’unico ancora in bilico. Dopo aver tentato inutilmente l’attracco sulla riva di Fiorillo potrebbe essere “sacrificato” da Guida per fare spazio a sua cognata Maria Oliva. Faranno parte del team del sindaco in carica anche alcuni esponenti dell’opposizione eletti nelle fila di Uniti per Cesa e poi passati in maggioranza. Praticamente certa la presenza di Maria Rosaria Guarino, probabile quella di Raffaele Bencivenga. Se il pentastellato farà un passo di lato in quota 5 Stelle si candiderà Raffaele Bove, figlio di Pasquale, ex maresciallo della polizia municipale.

Mimmo Mangicapra

L’INCOGNITA MANGIACAPRA
Ancora nel guado la ricandidatura di Mimmo Mangiacapra. In un primo momento il presidente dell’assise, esponente di spicco di A Testa Alta e vicino al consigliere regionale Gennaro Oliviero, leader provinciale dei deluchiani, aveva dato la disponibilità ad appoggiare Fiorillo, anche lui supporter di A Testa Alta. Poi la trattativa si è arenata e lo scenario si è clamorosamente ribaltato: non è escluso che Mangiacapra ritorni in campo nella lista di Guida, anche a costo di rompere il suo lungo legame politico con Oliviero. Tra gli altri papabili della squadra del sindaco in carica spicca il nome di Nicola De Michele, da decenni vicepresidente della scuola media. In pole ci sono anche Francesco Verde, commercialista, che potrebbe correre in rappresentanza di Noi ci siamo per Cesa, l’infermiere Giovanni Rao e Stella Perfetto, moglie di Peppe Mangiacapre, segretario cittadino del Pd. A grandi linee la lista di Guida è già quasi ultimata.

I CANDIDATI DI FIORILLO
Se la fascia tricolore uscente punta sulla continuità il tratto distintivo di Cesa in Comune è il cambiamento. Nello schieramento capitanato da Fiorillo correranno tanti volti nuovi, tra cui Eugenio Oliva di Cesa Futura, il docente Pasquale Errico, Luigi Oliva, titolare di un patronato, ed Eugenia Oliva, fedelissima di Oliviero. Non mancano consiglieri in carica ed ex amministratori. Quasi certe le ricandidature di due donne di alto profilo: Amelia Bortone e Gina Migliaccio, consigliera uscente, da mesi passata all’opposizione, anche lei di A Testa Alta. Saranno sicuramente al fianco di Fiorillo l’informatore farmaceutico Carmine Alma e l’imprenditore Saverio Pecovela, supportato dall’amministratore in carica Ginotto De Angelis. Sulla griglia di partenza di Cesa in Comune ci sarà molto probabilmente anche Cesario D’Agostino, ex consigliere comunale e già candidato sindaco.

DATE PER LE LISTE E TOTO-ELEZIONI
In pratica quasi tutti i nomi dei candidati sono orami ufficiali e, per dirla con Manzoni, sono già “l’uno contro gli altri armati” per la campagna elettorale che a breve entrerà nel vivo. Le liste potranno essere presentate a partire da venerdì 24 aprile dalle 8 alle 20 fino a sabato 25 aprile dalle 8 alle 12. Poi passeranno al vaglio dell’ufficio elettorale provinciale per essere validate. Sulla carta è favorito Guida. Governa la città da oltre un decennio. Ha centrato numerosi e importanti obiettivi, in primis lo spostamento dell’isola ecologica dalla popolosa via Berlinguer ai confini con Sant’Arpino e Sant’Antimo, dislocazione molto più adeguata, e la demolizione del Palazzo D’Ettore, di cui si parlava da 30 anni, con il contestuale rifacimento di piazza De Michele e della villa Moro. In itinere molte altre opere pubbliche, tra cui l’abbattimento e la ricostruzione delle scuole elementare e media e il completamento dell’ex Palestra del Fanciullo. Da segnalare anche la nascita di una mega struttura in via Berlinguer con annesso Parco Avventura. Guida ha fatto tanto, è innegabile. Ha saputo cavalcare la tigre degli ingenti finanziamenti del Pnrr con la progettazione, l’avvio e la realizzazione di molti interventi. In altri comuni invece i sindaci hanno spesso perso il treno del Pnrr.

Enzo Guida

I LATI OSCURI DI GUIDA
Ma la gestione del sindaco in carica presenta anche enormi buchi neri, soprattutto legati agli incarichi professionali diretti del valore complessivo di circa 300mila euro affidati a parenti stretti di amministratori locali e a politici organici alla maggioranza. Un andazzo durato per molti anni, terminato soltanto in seguito alle inchieste di Italia Notizie. Un’altra zona grigia ha coperto i concorsi comunali. Grazie allo scorrimento delle graduatorie hanno messo le mani sul posto fisso in altri enti, qualcuno anche a Cesa, mariti di assessori, figlie di consiglieri di maggioranza e candidati non eletti alle ultime comunali. Mentre l’attuale assessore D’Agostino si è sistemata a tempo indeterminato a Gricignano durante il suo primo mandato in giunta. Molto discutibile anche la decisione di affidare ai privati il parco di via Berlinguer, costato 800mila euro di soldi pubblici, con l’irrisorio canone di 5mila euro annui. Per non parlare del nuovo bando per dare in gestione a società private lo Sporting Village per altri 10 anni alla modica cifra di 15 mila euro all’anno per un’area attrezzata di 25mila mq. Un altro punto nero è il mancato rifacimento del sistema fognario e della rete idrica di via Marini e di corso Umberto I, colpite da numerosi allagamenti, nonostante Guida sia al potere da oltre un decennio e abbia più volte promesso ai residenti di risolvere il problema.

Giuseppe Fiorillo

I PUNTI DI FORZA DI FIORILLO
Lo stimato medico è garanzia di onestà e piena disponibilità con tutti i cittadini. A differenza di Guida, non imbraccia il motto “o con me o contro di me”. Si propone come sindaco di tutti, senza alimentare un velenoso scontro tra Guelfi e Ghibellini. Non a caso il simbolo di Cesa in Comune è la colomba con un ramoscello di ulivo tra il becco. Sul piano amministrativo ha esperienza da vendere: ha già indossato la fascia tricolore per 10 anni ed è stato vicepresidente della Provincia. Durante il suo decennio da sindaco ha raggiunto risultati egregi, realizzando, ad esempio, il parcheggio in via Marini e acquistando l’ex Palestra del Fanciullo, provvedimento che poi ha consentito la riconversione dell’area. Mentre Guida ha cementato un blocco di potere composto dagli amministratori in carica e da quasi tutti gli imprenditori locali dietro il paravento del “campo largo”, Fiorillo ha allestito una lista civica molto attenta alle istanze del mondo delle professioni, del ceto medio, dei lavoratori e delle fasce sociali più in difficoltà, a partire dalle famiglie meno abbienti e dagli anziani. Paradossalmente sul piano politico-programmatico Fiorillo è quello che rappresenta meglio i valori e le priorità del centrosinistra, pur essendo a capo di uno schieramento trasversale che ha anteposto il bene di Cesa agli steccati politici nella convinzione che in questo momento storico alla città serva un governo di salute pubblica.

I PUNTI DEBOLI DI FIORILLO
Se Guida è uno squalo bianco, implacabile quando sente l’odore del sangue, Fiorillo assomiglia più a un cagnolone bonario. Un San Bernardo che si lancia senza remore nelle operazioni di salvataggio anche nelle condizioni più estreme. Purtroppo ai tempi nostri la bontà è spesso scambiata per “fessaggine”. Così in politica quello che è un pregio si trasforma in un difetto. Ma Fiorillo è fatto così. È disposto a perdere, ma non modificherà il suo stile di vita per una manciata di voti in più. Sicuramente è un approccio encomiabile. Chissà se verrà apprezzato dall’opinione pubblica? Nutriamo molti dubbi al riguardo. Dalla bontà genetica di Fiorillo trae origine un altro elemento di debolezza che si riflette sul suo “modus operandi” politico. Non è propenso ad alzare i toni e non ha intenzione di condurre una campagna elettorale all’attacco. Se il suo competitor non fosse Guida e se gli avversari non governassero da 10 anni la linea soft del leader di Cesa in Comune avrebbe qualche ragion d’essere. Nelle condizioni date rischia di rivelarsi fallimentare. Per battere Guida e company serve il coltello tra i denti. Affrontare gli squali e i lupi con il ramoscello di ulivo e sperare di trasformarle in pecorelle smarrite è un’impresa impossibile anche per chi possiede ipotetiche doti mistiche. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Lo squalo peggio ancora. Azzanna le sue vittime fino al loro ultimo respiro. Immaginare che una colomba possa scamparla e trionfare per grazia ricevuta appare ingenuo e forse fin troppo velleitario.

Mario De Michele

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