
Quando si tratta di propaganda elettorale Enzo Guida è il numero uno. La sua fiabesca narrazione delle “solo cose belle” ha fatto proseliti anche sulla luna. Quando invece l’attenzione si sposta sulle “cose vere” il sindaco sceglie puntualmente la consegna del silenzio perché un conto è raccontare la favola di Cesa paese delle meraviglie tutt’altra storia è confrontarsi con la realtà. Stavolta il mutismo della fascia tricolore è ingiustificabile e assume contorni inquietanti. A due giorni dalle frasi shock di Antonio Borzacchiello la fascia tricolore non ha ancora proferito parola e si è dedicato al Carnevale. Ma le gravissime affermazioni del fondatore di Futuro Cesa, gruppo che ha appoggiato Guida alle ultime comunali e che lo appoggerà alle prossime in programma in primavera, non possono essere derubricate a una carnevalata.

In un post sul suo profilo Fb pubblicato il 16 febbraio Borzacchiello, dopo gli immancabili tappeti rossi srotolati ai piedi del primo cittadino, ha scritto testualmente: “Guida è l’unico Sindaco che ha saputo cambiare volto al nostro paese: “non più il comune della camorra” ma il paese delle solo cose belle” (foto in basso). Non sorprende più di tanto che Borzacchiello, beneficiario di un incarico diretto illegittimo di 17mila euro, finito al vaglio delle autorità competenti, e di un posto fisso al comune di Mondragone grazie allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi indetti dalle amministrazioni guidiane, fosse il primo ad indossare la maglietta delle “sole cose belle”.
Ciò che ha lasciato tutti di gesso sia nel mondo politico che nell’opinione pubblica è l’inaudito e indecente attacco frontale ai predecessori di Guida. La sortita social contro Cesario Liguori, Carlo Rossi, Enzo De Angelis e Giuseppe Fiorillo, candidato sindaco di Cesa in Comune alle prossime comunali, ha generato un trasversale moto di disgusto e indignazione. I sindaci che hanno preceduto Guida sono persone e professionisti di specchiata moralità che, a differenza di altri, hanno svolto il ruolo di amministratori locali con trasparenza e onestà. Farli apparire, come ha tentato Borzacchiello, collusi con la camorra è un abominio politico e personale. Unanime la reazione dei cittadini di Cesa: “Borzacchiello è degno nemmeno di nominarli”.

Al cospetto di un attacco di una gravità inaudita, che offende sia i predecessori di Guida, sia la collettività, oltre a ledere l’immagine di Cesa, il raggruppamento di Fiorillo è intervenuto nel giro di poche ore per stoppare l’offensiva calunniosa di Borzacchiello, chiedendo al sindaco di prendere le distanze dal fondatore di un gruppo che lo sostiene e annunciando di porre il “caso” all’attenzione della magistratura. Ma finora, dopo due giorni dal fattaccio, Guida ha continuato come se nulla fosse a diffondere il verbo social delle “sole cose belle”. Un ulteriore sfregio all’onorabilità degli ex sindaci Liguori, Rossi, De Angelis e Fiorillo.

Infatti chi tace acconsente. E pur di non perdere un pezzettino della sua coalizione Guida si è schierato con Borzacchiello su una vicenda deplorevole. Ma d’ora in poi non potrà più riempirsi la bocca della favoletta che va raccontando da anni, quella degli avversari che spargono odio e veleno. Gli spargitori d’odio e di veleno ce l’ha in casa. E con il suo silenzio colpevole sul caso Borzacchiello è ormai chiaro a tutti che Guida vuole in tutti i modi demonizzare gli avversari perché mai come stavolta rischia seriamente di perdere alle comunali. Mentre il sindaco in carica è sostenuto dal cerchio tragico degli imprenditori, sia “pesci grandi” (Canciello) che “pesci piccoli” (i soli noti), Fiorillo ha dalla sua il forte e crescente consenso popolare. Torniamo alle chiavi di casa. Tra Guida e Fiorillo tutti le lascerebbero allo stimato medico. Con la certezza di non avere brutte sorprese.
Mario De Michele
IL POST DI ANTONIO BORZACCHIELLO












