Cesa, l’annuncio Fb di Guida resta “virtual”. Lavori in piazza De Michele ancora fermi e dubbi sulla gara d’appalto

Un mese. Trenta giorni. Quattro settimane. Chiamatelo come volete. Il risultato non cambia. I lavori in piazza De Michele e nella villa Aldo Moro sono ancora fermi. Era il 3 settembre quando il sindaco Enzo Guida annunciava urbi et orbi l’arrivo dell’autorizzazione della Soprintendenza (foto in basso). “I lavori ripartono su solide basi”, assicurava la fascia tricolore. Sono trascorsi 30 dì. Delle solide basi non c’è traccia. Della ripartenza nemmeno. Quindici giorni dopo quell’annuncio Italia Notizie aveva già evidenziato che qualcosa non quadrava. Il cantiere restava fermo. La villa Moro chiusa. Avevamo indicato anche uno dei nodi ancora da sciogliere: quello della ditta aggiudicataria. E ora il problema assume contorni ancora più seri.

IL NODO OG2
Al centro della vicenda c’è una sigla apparentemente innocua: OG2. Tre caratteri che però fanno una differenza enorme. La categoria riguarda il “Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela” e identifica la qualificazione richiesta per specifici interventi su beni culturali tutelati. Ed è proprio qui che il castello rischia di crollare. La ditta aggiudicataria non è in possesso della OG2. Ma attenzione. Il problema non nasce dall’impresa. Nel bando predisposto dalla stazione appaltante è stata richiesta la OG1 anziché la qualificazione necessaria per le lavorazioni sui beni tutelati.

Normativa avallata dall’Anac

Tradotto: non ha sbagliato l’impresa. Hanno sbagliato gli enti che hanno costruito la gara. E non è un dettaglio burocratico. La OG1 riguarda gli edifici civili e industriali. La OG2 riguarda gli interventi di restauro e manutenzione di aree sottoposte a tutela. Non sono due sigle intercambiabili. Non basta cancellare un numero e scriverne un altro con la penna. La questione è stata affrontata anche dall’Anac in casi riguardanti interventi su piazze di interesse storico-artistico: per le lavorazioni sui beni tutelati la qualificazione OG1 non può semplicemente prendere il posto della OG2. Se dunque l’intervento di piazza De Michele e villa Moro richiedeva fin dall’origine la specifica qualificazione OG2 il problema sarebbe a monte. Nella gara. Nei requisiti richiesti. Nella programmazione dell’intervento. Un pasticcio con i fiocchi.

Piazza Alfonso De Michele

140MILA EURO DI LAVORI GIÀ ESEGUITI
E c’è un altro aspetto che rende la vicenda ancora più delicata. Prima dello stop, che risale ormai a quasi sei mesi fa, sono stati eseguiti lavori per i quali la ditta avrebbe già incassato circa 140mila euro. A questo punto la domanda diventa inevitabile: quelle lavorazioni potevano essere eseguite da un’impresa priva della qualificazione richiesta per gli interventi sui beni tutelati? Se erano lavorazioni riconducibili alla OG2 il problema non riguarda soltanto quello che deve ancora essere fatto. Riguarda anche quello che è già stato fatto. E pagato. Con soldi pubblici. Tre parole che quando le cose vanno storte tendono ad avere un peso leggermente superiore alle altre.

Il municipio di Cesa

LA MAGIA DEL SUBAPPALTO
C’è poi la questione del subappalto. Qualcuno potrebbe pensare di risolvere il problema affidando le lavorazioni OG2 a un’altra impresa qualificata. Non è così semplice. Il subappalto deve rispettare le condizioni previste dal Codice e dagli atti della specifica gara. Il soggetto che esegue le lavorazioni deve possedere la relativa qualificazione. E soprattutto il subappalto non può essere utilizzato come una bacchetta magica per cancellare eventuali errori commessi nella costruzione originaria dell’appalto. Per capire se questa strada sia praticabile nel caso di Cesa bisogna quindi verificare esattamente categorie, importi, lavorazioni e limiti stabiliti dagli atti di gara. Una cosa però è certa: la OG2 non si può inventare dopo l’aggiudicazione.

Enzo Guida

ALTRO CHE “SOLIDE BASI”
Ed eccoci al punto politico. Il 3 settembre Guida annunciava che i lavori sarebbero ripartiti “su solide basi”. Un mese dopo le ruspe sono ancora immobili e proprio sotto quelle “solide basi” emerge un problema che avrebbe dovuto essere affrontato prima ancora di bandire la gara. Altro che ripartenza. Qui bisogna capire innanzitutto chi può legittimamente eseguire i lavori. E se per completare correttamente l’intervento fosse necessario procedere con una nuova gara individuando un operatore dotato della qualificazione richiesta per le lavorazioni OG2 i tempi inevitabilmente si allungherebbero ancora. Nel frattempo piazza De Michele è un cantiere aperto ma fermo. Villa Moro è un ricettacolo di rifiuti e “casa accogliente” per i topi. I cittadini aspettano. Il calendario invece funziona perfettamente: 3 settembre 2026 – 3 ottobre 2026.

E ORA OCCHIO A CORSO UMBERTO I
C’è infine un’altra opera annunciata da Guida: la nuova rete fognaria lungo Corso Umberto I. L’auspicio è che stavolta prima di aprire il cantiere siano stati acquisiti tutti i necessari pareri e le eventuali autorizzazioni della Soprintendenza e siano stati verificati preventivamente i requisiti richiesti per eseguire le lavorazioni. Perché sbagliare una volta può capitare. Ripetere lo stesso copione dopo il disastro di piazza De Michele e villa Moro sarebbe da veri irresponsabili. Prima i pareri. Poi i requisiti. Poi i lavori. Sembra una sequenza banale. A Cesa ormai è quasi un programma rivoluzionario.

Mario De Michele

IL POST DI ENZO GUIDA

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