Dopo la decisione del sindaco Angelo Brancaccio e la sua maggioranza di riaprire la discussione sul Piano urbanistico comunale si infiamma il confronto politico. Non si è fatta attendere infatti la presa di posizione, come sempre durissima, dei quattro consiglieri comunali del Partito democratico. Gli esponenti del Pd hanno chiesto, anche a nome del circolo cittadino, la convocazione del civico consesso. Sul fronte opposto invece il primo cittadino e la sua coalizione sono al lavoro per organizzare una manifestazione pubblica proprio sul Puc. L’incontro si terrà molto probabilmente il prossimo 23 gennaio nella sala consiliare. L’obiettivo è coinvolgere le forze politiche e associative per raccogliere indicazioni e suggerimenti. Ma il clima è tutt’altro che sereno. Parole al vetriolo nella nota sottoscritta dai consiglieri comunali Francesco Piccirillo, Giuseppe Roseto, Michele De Micco e Stefano Minichino per chiedere la convocazione del Consiglio Comunale, in seduta straordinaria, con inserimento all’ordine di un unico punto: “Piano Urbanistico Comunale: DISCUSSIONE”.
Ecco il testo: “Dopo l’ennesimo “sensazionale” colpo di scena su una problematica che assume sempre più i caratteri di una vera e propria emergenza sociale, considerato che la questione urbanistica interessa, direttamente o indirettamente, la totalità (o quasi) della cittadinanza ortese, sembra quantomeno opportuno riportare la discussione all’interno dell’unico organo istituzionale deputato al confronto. Non, invece, risolvere il problema con un “motu proprio” di carattere padronale come testimonia la “ lettera aperta al cittadino” del sindaco. Si ritiene, inoltre, che, alla luce di quanto accaduto, il Sindaco e l’assessore all’Urbanistica hanno l’obbligo istituzionale di venire, nel più breve tempo possibile, in Assise per informare la cittadinanza, fornendo tutta la documentazione del caso, sullo stato del Piano Urbanistico Comunale e degli adempimenti successivi. Atti del genere sono di tale rilevanza che il popolo, con i suoi istituzionali rappresentanti, non può essere escluso o blandito con promesse del pifferaio magico che tutto risolverà: lo giuro ! Altri tipi di iniziative sicuramente non si sovrappongono anche perché è solo in sede di Consiglio Comunale che eventualmente potrebbero essere verificate soluzioni diverse e migliorative. Gli organi della Provincia hanno evidenziato che “la realtà urbanistica di Orta di Atella sarebbe fuori da ogni tipo di canone e casistica riconosciuta dal Piano Territoriale Provinciale”. Il sindaco è subito corso a precisare che il parere della Provincia non è vincolante (nel senso che il Comune non ha l’obbligo di rispettarlo) e che lui non si dà per vinto, essendo sicuro che il suo PUC rispetta la legge. Il “suo” PUC, non invece lo strumento urbanistico che rappresenta le esigenze di un popolo e il rispetto di legalità e trasparenza ! Ma, se il PUC rispetta la legge ed il parere della Provincia non è vincolante, allora, perché è stato ritirato? Forse la Provincia e la Regione sono solo “intralci” fastidiosi per il disegno sindacale e non invece il rispetto di criteri che si relazionino con tutto il contesto territoriale ? Se le carenze tecniche che il PD e la vera opposizione ha, sempre, evidenziato nelle puntuali osservazioni, non preoccupa il Sindaco e la sua Giunta, perché non ha tirato fuori il coraggio, portando il Puc in consiglio comunale per l’approvazione definitiva, come avviene in un normale paese democratico e non padronale ? Al di là delle chiacchiere e sicumera fantasiosa di “apparare” ogni cosa ( cose che servono solo a bluffare, prendere e perdere altro tempo prezioso), i fatti dicono che, dopo quattro anni di questa amministrazione negativamente autoreferente ,inefficiente e inefficace , siamo al punto di partenza. Anzi peggio! Numerosi, infatti, sono stati i sequestri di interi parchi e non ci sorprenderemmo se, vista l’incapacità e l’inettitudine a dare le più elementari risposte, si dovessero registrare ulteriori sequestri”.