PIEDIMONTE MATESE – “La partita non è finita. L’abbiamo detto al termine dell’esito della sentenza e lo ribadiamo anche di fronte al manifesto della minoranza che sembra esprimere compiacimento per ciò che è successo”.

E’ la replica del sindaco di Piedimonte Matese in relazione al manifesto del PDL dal titolo “Palazzo ducale: ennesimo fiasco di Cappello” con il richiamo alla vicenda finita davanti al Tar in cui il comune ha visto respinto il ricorso per il finanziamento. La minoranza del centro destra accusa l’amministrazione di non aver avuto un corretto confronto con l’opposizione in occasione del passaggio in consiglio comunale: in quell’occasione i rappresentanti del PDL segnalarono tutta una serie di lacune rilevabili dalla documentazione al fine di permettere una corretta impostazione della pratica ma la risposta dell’esecutivo fu di arrogante chiusura” ha scritto il Pdl ricordando l’acquisto parziale ad opera della provincia guidata da Ventre-Ferrucci (“sottraendola ad appetiti speculativi”) per il recupero e la promozione del complesso storico. Invece il primo cittadino ha preferito perseverare a testa bassa facendo perdere a Piedimonte un’importante occasione e scaricando sulla collettività ben 15.000 euro (le spese processuali).

Andremo fino in fondo ed innanzitutto al consiglio di stato .Riteniamo altamente ingiusto che l’acquisto completo, il recupero e la completa fruizione del complesso sia stato escluso da quel tipo di finanziamento. Riteniamo giuste le ragioni contro quell’esclusione che ha finanziato progetto non certo all’altezza del valore storico del palazzo ducale. E proprio nella consapevolezza dell’ importanza e correttezza del progetto avanzato l’amministrazione ricorrerà al massimo organo di giustizia amministrativa, senza naturalmente trascurare altre occasioni di finanziamento che dovessero profilarsi” come abbiamo scritto nel manifesto della maggioranza di “Piedimonte Democratica” che replica anche alle spese della soccombenza processuale “Quanto alle spese è davvero patetico che le evidenzino coloro che hanno gettato il comune in una grave crisi finanziaria, che hanno elargito a se stessi migliaia di euro per le indennità di carica (alle quali Cappello e gli assessori hanno rinunciato da 4 anni) e tanti altri soldi dei cittadini a consulenti e legali per cause perse o per doveri omessi (vedi la mancata attivazione della raccolta differenziata nei nove anni Sarro)”.

 

Michele Martuscelli

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