I rifiuti di Napoli rimangono al centro di un braccio di ferro che produce la prima crisi interna della giunta guidata dall’ex piemme Luigi de Magistris e non soltanto perche’ Raphael Rossi e’ stato congedato da presidente dell’Asia, ma perche’ la soluzione di inviare all’estero le immondizie fa storcere il naso a piu’ di un alleato del sindaco. Ogni volta, infatti, che si ricorrera’ alle navi olandesi per il trasferimento di 3000/3700 tonnellate di rifiuti si dovranno pagare non meno di 400 mila euro.

Ufficialmente circa 110/120 euro a tonnellata. Una spesa enorme che andra’ all’80 per cento a beneficio del prodotto interno lordo degli olandesi. Soluzioni alternative non ne sarebbero state trovate in Italia. Asia e Sapna (gli enti che per il comune e per la provincia si occupano dei rifiuti) dichiarano che si tratta di un prezzo complessivo, anche se gli scettici sostengono che potrebbero sopravvenire altri costi aggiuntivi: per portare i rifiuti al porto? per lo stoccaggio in un’area attrezzata gia’ ad hoc? per le fideiussioni (gli olandesi vogliono garanzie precise sul pagamento)? per i sacchi speciali (costo unitario 7 euro) dove vengono insaccate le immondizie? per eventuali “stallie” in porto se non si dovesse caricare la nave entro le 48 ore? Da qualche tempo, comunque, si sono fatti avanti degli imprenditori privati che hanno proposto di trasferire tutti i rifiuti che la citta’ del Vesuvio non riesce a smaltire ad una moderna acciaieria bresciana, autorizzata al trattamento di rifiuti fino a 500 mila tonnellate, ad un costo di 70 euro a tonnellata (ai quali aggiungere 30/40 euro per il trasporto). Iniziative che ancora non sono state giudicate convenienti.

 

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